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sabato 14 novembre 2020

La VITA è TORNATA.

 
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Chiara

E così, a un certo punto, la vita è tonata.
È tornata quando nessuno, me compresa, ci credeva più.
Ieri uno degli esseri umani più importanti della mia vita, che ancora piange quando pensa a questi miei ultimi anni, mi ha detto che ogni mattina si svegliava con il terrore che io non ci fossi più e mi ha confidato anche, con le lacrime agli occhi, che altre volte si è invece ritrovato a pensare che forse sarebbe stato meglio che tutto finisse in un mattino senza risveglio, perché il dolore era diventato insopportabile per me e per tutti coloro che mi erano accanto. Sentirselo dire non è stata una passeggiata di salute ma la verità è che era proprio ciò che io desideravo ogni giorno.
Le foto del mio corpo emaciato sono agghiaccianti ma non sono nulla in confronto al dolore che mi portavo dentro, alla furia devastante che mi spingeva a consumare e distruggere ogni parte di me e della mia vita. Fare e disfare, riempire e svuotare, distruggere, distruggere, distruggere in un moto senza direzione e senza fine.
Mi sento e sono una sopravvissuta, anche se sento che questa sensazione sta lentamente cominciando a dissolversi e sono sempre più i momenti in cui mi percepisco come una persona magnificamente normale. Non sento più il bisogno di buttare il cuore al di fuori di me, di togliermi la pelle per sentirmi vera e viva, di urlare senza voce chi sono e cosa sento.
Tutto ciò che sono è custodito dove ha bisogno di stare e la luce che porto dentro trova da sola il modo di uscire mentre io mi occupo di lasciare che si espanda.
Eccolo qui l'amore per me stessa, sperimentato per la prima volta a trentotto splendidi anni, durante una pandemia.
E così, dicevamo, ad un certo punto la vita si è aperta di nuovo e io ho iniziato a rialzarmi dall'accartocciamento in cui ero piegata. È stato come aprire le ali e sentirle immediatamente riempirsi di vento.
E mentre plano non mi sembra ancora vero. È tutto così bello da togliere il fiato.
E con le mie ossa assottigliate, i muscoli doloranti, i denti consumati, le mie ovaie rimaste addormentate, il mio stomaco che non ha ancora ripreso completamente la capacità di digerire, il mio corpo tutto che è ancora terrorizzato dalla possibilità di una nuova carestia, io torno nel mondo.
E ci torno con la voglia di esserci, di ridere, di amare e di non giudicarmi e giudicare più.
Mi ritrovo ad allargare le braccia e scoprirle piene di amore.
Ritrovo i miei legami, le mie radici ed i rami che si moltiplicano.
Ritrovo queste foto nella mia macchina fotografica che avevo portato a lavoro qualche giorno fa e che uno dei ragazzi, in gran segreto, ha preso in mano per immortalare momenti di vita al "capannone": una quotidianità che una manciata di mesi fa non riuscivo nemmeno più a sognare.
Sono forse immagini banali agli occhi dei più ma per me racchiudono tutta l'immensità della vita che di nuovo batte nella mia pancia.
 
 
 
 

giovedì 25 aprile 2019

Il LIBRO della nostra TEA.



" Scrivere "Bambina Borotalco" non è stato facile, ha riportato alla mia memoria ricordi dolorosi e brutti momenti, mi ha fatta sentire nuda ed esposta alla gente che lo poteva leggere. È stato un periodo nero, avevo paura, tanta paura. Ho allontanato amici e ho pianto tanto, chiusa in me stessa. Ma i ringraziamenti, le parole di incoraggiamento, la terapia e soprattutto il motivo principale che mi ha spinta a scrivere questo libro alla fine hanno superato qualsiasi sofferenza e ripensamento. Nulla è sbagliato se lo fai con un obiettivo preciso, io credo in quello che faccio e credo che le mie parole possano essere d' aiuto a chi sta soffrendo, o possano semplicemente aprire un mondo che tante persone non conoscono. Per cui sì, vado avanti e supero la paura e le difficoltà, perchè sono certa che si tratti di un obiettivo grande e importante.

Edit: ho abbassato il prezzo a 3.99.
Per chi fosse interessato è online su Amazon l' e-book del mio libro. Ci ho messo cuore e anima raccontando il mio vissuto e le mie esperienze. Nel caso non aveste kindle potete scaricare la versione prova gratis di un mese per leggerlo sul pc.

E se volete farmi sapere pareri, critiche o opinioni sono qui. "

Tea Girardi




sabato 29 dicembre 2018

CREDICI e AMATI.

“ Vorrei che tu per una volta ci credessi.
Che riuscissi a fidarti, senza porti domande.
Vorrei che accettassi le emozioni che ti scorrono dentro, senza averne paura.
Vorrei che imparassi a dire di no, come sanno dirlo gli altri, senza per questo sentirti in colpa.
Vorrei che non pensassi di essere sempre meno di chi ti sta intorno.
Che non ti domandassi ogni volta: «Dove ho sbagliato?».
Vorrei che ti rendessi conto che la gente smette di chiedersi il perché di un errore già un minuto dopo che l'errore è avvenuto.
Perché a nessuno importa di trovare un senso agli sbagli, mentre tu lo pretendi, tu in assenza di senso ti senti mancare.
Vorrei che imparassi a difendere i tuoi sogni dal cinismo del mondo, senza per questo sentirti stupida.
Che comprendessi che non sempre è giusto preoccuparsi degli altri, se gli altri sono gli stessi che non si preoccupano di te e poi tu sei costretta a raccoglierti l'anima fatta a pezzetti.
Nonostante questo, vorrei che perdonassi.
Vorrei che non ti abitasse il rancore.
Vorrei che capissi che sono i sogni che fai a renderti unica. Più quelli che fai ad occhi aperti, che ad occhi chiusi. Vorrei che non ti sentissi mai poco bella per l'amore.
E neanche poco romantica.
O troppo vecchia.
O troppo grassa.
O semplicemente sbagliata.
Vorrei che sapessi che l’amore è un diritto di tutti e che nessuno dovrebbe accettare di vivere senza, neanche tu.
Vorrei che fossi cosciente della grandezza del tuo cuore e che non ne dubitassi soltanto perché qualcuno non lo ha apprezzato.
Vorrei che credessi sempre nella potenza di un bacio, anche se qualche bacio non è stato sincero.
Vorrei questo.
Che tu amassi.
Che ricominciassi.
A qualunque costo e contro qualunque pregiudizio o cattiveria che comunque riceverai.
Perché l’amore, figlia mia, fidati, l'amore ti salverà ”.




lunedì 18 giugno 2018

Tornata da VILLA MARGHERITA.


Eccomi qui, tornata da Villa Margherita.
Perorso difficile, complicato.
Crisi, ma sorrisi.
Ho fatto chiudere il reparto per una settimana (sì, mea culpa) ma giuro che avrei preferito non andasse così.
Per me si è trattato del primo ricovero, ma già ne traggo giovamento.
Il personale è ottimo, sempre attento...non volevo più andarmene, come mi è stato riferito che accade quasi a tutti.
Ve la consiglio come struttura, sia per i DCA, che per i disturbi di personalità che di ansia e umore.
C'è qualcuno che ci vuole aiutare, cogliamo la mano che ci è offerta.
Grazie.











giovedì 28 settembre 2017

Morte al tuo VERO tormento.


" Avvolgi d’amore i tuoi dolori più forti,
colma il tuo vuoto con il tuo tesoro più grande:
LA VITA.
Dai morte al tuo vero tormento,
che si nasconde dietro quel gran paravento.
L’anoressia impaurisce, sfinisce,
come una dittatrice tanti ordini impartisce.
Giudizi, schifo, odio, morte, il passato,
cibo, sangue, debolezza, fuga.
Ogni strumento è valido
per succhiare la vita come una sanguisuga.
Quali altri? Andate via, non capite.
Tu, passante ignorante, stai zitto, non mi conosci.
Mi dici di mangiare, che sono uno stecco, ma quale pastasciutta?
Come ti permetti di giudicarmi? Dici che sono fragile?
Con tutte le armi che uso, con tutta la resistenza mentale,
con l’enorme sforzo che faccio per alzarmi dal letto ogni mattina,
con il male alle gambe per scendere le scale e fare una passeggiata qualunque..
Dopo tutti i pianti, lacrime fredde che scendono mentre sono distesa in terra nel bagno,
pianti di urlo interno, una richiesta d’aiuto al mio cuore che non sento più.
Tu sei fragile, che ti lamenti per una ferita o perché la ragazza con cui stavi da pochi mesi ti ha lasciato.
E no, non voglio parlarne con nessuno, non voglio farvi male,
me ne vado nel mio angolo buio, non cercate di entrare, non avvicinatevi.
Ma non andate via, non ascoltatemi veramente, state con me,
non ascoltate la mia malattia.
Non abbandonatemi mai, vi insulterò, vi chiederò di uccidermi,
di mettere fine a tutto a questo, ma non è la voce del mio cuore.
Voglio vivere, voglio amare, voglio essere amata, voglio il silenzio.
Se vi insulterò, il mio cuore vi sta chiedendo dolci parole.
Se vi chiederò di uccidermi, il mio cuore vi sta chiedendo un abbraccio
per riportarmi alla vita.
Se vi chiederò di mettere fine a tutto questo, il mio cuore vi sta chiedendo
di portarmi via dall’angolo buio.
Se vi sbatto la porta in faccia, non arrendetevi a entrare.
Toglietevi le fasce dagli occhi, tirate fuori la vostra empatia,
non abbiate paura di me.
Voglio il vostro affetto, lo voglio tutto, voglio fiorire,
io da sola non ce la faccio.
Sono stanca, non ho più voglia di piangere,
venite a darmi dei calci in culo.
Portatemi nella punta dell’Everest, alle Hawaii e fatemi vedere quanto è bello vivere.
Fatemi vedere i bei tramonti, i grandi castelli, il blu del mare, le luci di una città di notte,
il vostro grande sorriso, voglio godermelo anche io.
Voglio coltivare la mia vita, voglio rinascere, sono nata per vivere, lo so. "




domenica 27 agosto 2017

cosa c'è OLTRE!

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Laura


Poi arriva un giorno in cui dal menù del ristorante non scegli cosa ha meno calorie ma quello più nutriente , anticoliche ,senza gusti forti per il latte che fai mangiare al tuo piccino... la bilancia la usi , si ma solo una volta a settimana, quella per neonati! Un pasto puoi anche saltarlo perché non sei riuscita a fermarti un attimo tra pappe pannolini e pianti ma appena il pupo si addormenta recuperi mangiando ad orari impensabili ! Allo specchio non fai quasi più in tempo a guardarti, lo fai solo quando ci passi casualmente davanti e controlli di non avere qualche macchia di latte sulla spalla come al solito ... eppure pensi che nonostante le occhiaie , i capelli ancora da pettinare, la pancia non proprio piatta dopo il parto non sei così male !
Cambiano le prospettive!
Non è un figlio a guarirti da un dca, ma quanta "vita" ti toglie la malattia ... è così bello vedere
cosa c'è oltre!
ve lo auguro a tutte!






giovedì 7 maggio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - "Il drago va AFFRONTATO, non aggirato."

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-inviato da Gabriella


Provo a raccontarvi la mia storia sperando possa dare fiducia a chi DAVVERO vuole uscire dalla malattia. Leggo troppi post di persone che si dicono stanche distrutte affrante disperate…ma poi quando si parla di ricovero o anche di supporto psicologico o psichiatrico trovano mille motivi (scuse?) per non andare….
Mi sono ammalata durante la mia prima vacanza da sola, a 16 anni. Mi trovai male ma non chiesi aiuto a nessuno, mentendo anche a colei di cui più avrei dovuto fidarmi, la dispensatrice di cibo: mia mamma. E investii ogni energia in una dieta che mi facesse sentire meno brutta.
Tornai a casa ed ero anoressica.
I miei genitori se ne accorsero immediatamente e immediatamente, ad estate finita, cominciò il giro dei dottori, in un periodo in cui il disturbo alimentare era ancora un perfetto sconosciuto, studiato solo negli Stati Uniti. Psicologi, endocrinologi, psichiatri: dalla terapia della famiglia al rebirthing, e almeno dieci anni di psicacanalisi freudiana durante i quali imparai molto su me stessa, ritrovai pezzi di passato rimosso o sul quale avevo mentito a me stessa, ammisi episodi che ritenevo inconfessabili…
Negli anni passai alla bulimia, imparando a vomitare e come farlo da un libro.
Furono 15 anni di ricoveri, analisi, sintomi. E a margine una specie di vita: il po’ di lavoro e famiglia che riuscivo a gestire, amori chiaramente scelti perché mi facessero altro male. Spesi milioni delle allora lire (15 per essere precisi, una liquidazione di un lavoro precedente) in 6 mesi per mangiare. … finchè mi chiamarono per l’ennesimo ricovero.
Avevo da poco concluso un day hospital al San Raffaele di Milano, dove papale papale avevano detto ai miei che ero cronica. Il Dottor Dalle Grave dell’AIDAP – responsabile della struttura Villa Garda – mi aveva detto che ero grave ma io non mi sentivo per niente grave. Vomitavo anche 10 volte al giorno, pesavo 40 kg… ma tutto era sotto controllo.
Dicembre 2002 entro a Villa Garda
Sei mesi dopo: esco da Villa Garda
È maggio mi pare, o giugno. Sul lago c’è un clima meraviglioso, appena usciti con i miei facciamo una passeggiata tra i banchetti del mercatino. Ho una paura grigia… ma un miracolo è già avvenuto: il dottore che mi seguiva ha fatto di mia madre, colei che mi aveva detestata per averla messa in discussione come madre perfetta, colei che mi aveva – esasperata dai miei isterismi – buttata fuori di casa, la mia alleata nella terapia: se avessi avuto bisogno di attuare un sintomo, avrei chiesto aiuto a lei. Un’alleanza che ha ricostruito il nostro rapporto: paradossalmente nel momento in cui ero CHIARAMENTE e DICHIARATAMENTE malata, mia mamma ricominciò a stimarmi e a trattarmi da pari a pari.
Due donne forti che finalmente erano alleate e non nemiche… a volte basta così poco… ma sono percorsi che possono essere fatti solo sotto la guida di figure esterne e professionali.
Il miracolo successivo è stata la RINASCITA. Con il supporto – inizialmente importante – di psicoterapeuta e nutrizionista, non ho mai più avuto sintomi.
Ora, a distanza di 10 anni da quel miracoloso ricovero, sto cominciando a raccogliere i frutti del lavoro: a 45 anni mi sento bella, mi prendo (in modo sano, non fanatico) cura di me, ho imparato che comprare i vestiti adatti al mio corpo non è umiliante, ho gestito da capofamiglia due funerali, ho due lavori, ho imparato a non soffrire per amore. Ho imparato – se non a dire di no – a capire quando una cosa non voglio farla, e spesso dico di no perché sono gli obblighi, i doveri, la sensazione di gabbia a farmi regredire. Ho imparato che se una cosa non mi torna – se litigo, se non mi trovo bene con una persona, se qualcosa non mi viene perfettamente – non è necessariamente colpa mia ma potrei avere motivi validi almeno quanto quelli dell’altro. Ho imparato – quello credo di sì – a tutelarmi, sia pure in extremis, per non dimenticarmi mai completamente di me stessa.
Perché sto troppo bene ora, e la sola idea di tornare a quella malattia mi terrorizza: tempo e soldi, soldi e tempo. Tanto tempo in più, tutto il tempo che prima dedicavo al cibo ora è per me.
Certo, il rapporto con il cibo non è neutro, continuo – ma forse è il mio carattere sul serio – a non amare particolarmente la vita sociale, la compagnia delle persone. Ma dopo 15 anni di malattia, a 45 anni… di più non posso davvero desiderare!!!!
Del ricovero non racconto nulla tranne che è stata durissima. Ho guardato in faccia il cibo, ho visto svanire quello che fino ad allora era il senso della mia vita, strappato via con la forza. Ma il drago va affrontato non aggirato. Avere paura, disperazione, odio, schifo, terrore, solitudine ma riuscire a vincere. Perché non si è soli, ma si è circondati da persone competenti – affettive comprensive sì ma il giusto, non sono lì per darci ragione nei nostri sintomi e pensieri – pronte, come i bambini che imparano ad andare in bicicletta senza rotelle, a evitare che cadiamo mentre NOI pedaliamo.
Questo è stato per me quel ricovero.


 

lunedì 27 aprile 2015

CRISTALLI, immense emozioni.

Un'altra importantissima iniziativa ad opera di Ursula Vaniglia Orelli, uno dei suoi numerosi progetti.
Eh si! Perchè lei è schierata per i nostri diritti, per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare.
Lei c'è, paladina della verità.
"Che siete i miei angeli ormai lo sapete, come sapete che siete la mia forza ed io la vostra. "Cristalli", questo è il titolo della mia mostra fotografica vuole essere un Inno alla vita, alla lotta, alla speranza, alla forza e al Coraggio. Ci sarò anch'io nelle foto con voi e in una verrò rtitrata da sola ( questa foto sarà la copertina del mio nuovo romanzo sul cancro). Cristalli sarà esposta per 2 settimane presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati. A settembre partirà la campagna di sensibilizzazione nazionale legata ai DCA, la faremo partire dalle scuole, nelle piazze, tra la gente!!! Regaliamoci questo grande Sogno!!! Formiamo quest'esercito d'amore!!!! Ricordo che sorgerà a Roma una residenza per i DCA. Chiunque acquisterà il libro farà del bene a questa Causa poiché ho scelto di devolvere i gran parte dei miei personali incassi come autore al sostentamento della residenza. IL MIO CUORE VI AMAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!"
 Per questa mostra non vuole assolutamente che ci siano modelle, persone che si immedesimano ma non vivono realmente ciò che si vuole trasmettere.
Nessuna finzione: solo persone vere; persone che sanno cosa si prova trovandosi a cercare di vivere, convivere, combattere un disturbo alimentare.
Vorrebbe creare delle foto che rappresentino vari dca, che contengano ed esprimano reali emozioni; che possano portare ad una maggiore conoscenza e sensibilizzazione.
"La scelta non riguarderà aspetto esteriore. Dell'aspetto esteriore a me non frega nulla. Sono altre le cose che hanno la vera e profonda importanza. NON CI SARANNO SPETTACOLARIZZAZIONI DEL DOLORE, DELLA MALATTIA O DEL MALATO. SAPETE COME LA PENSO: LA DIGNITA' DELLA PERSONA IN PRIMO PIANO!!!"
Noi conosciamo tutto ciò che riguarda questa soffocante gabbia che sono i disturbi alimentari; noi abbiamo in noi le reali emozioni che Ursula cerca. Necessita di noi, di voi!  
Il progetto sarà esposto a inizio 2016, ma occorre agire con anticipo con l'organizzazione!

Non serve bellezza; serve la semplicità.
Servono emozioni, il dolore che ci portiamo dentro.
Serve poter dare e ricevere speranza!

Ecco qui il profilo facebook di Katiuscia, delegata per la gestione dei contatti per questa iniziativa; Forza, non esitate a contattarla!!



   

venerdì 17 aprile 2015

Tu non sei, TU SEI.

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso

o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.
~Erin Hanson


 
...E così ho deciso. Ne ho fatto una mega-pergamena e l'ho incollata sull'armadio di fronte al mio letto.
Eccola lì, scritta a caratteri cubitali.
Non voglio ignorarla.
Da leggere e rileggere.
Da imparare a memoria.
Verità.
Da mettere in pratica.
Crederci. Crederci. Crederci. 
Per vivere.
Vivere.