Blog con tema principale 'disturbi alimentari'. Pensieri, parole, animi stanchi. Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita. Chiunque lo desideri può inviarmi tramite messaggio facebook o e-mail ciò che vuole esprimere e condividere con noi, lettrici e lettori di questo blog e ciò verrà pubblicato. Diamo voce all'urlo soffocato in noi!
Visualizzazione post con etichetta depressione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta depressione. Mostra tutti i post
lunedì 16 marzo 2020
il POSITIVO.
Ogni anno creo un mio post sulla ricorrenza della giornata nazionale dedicata ai disturbi alimentari.
Quest'anno arrivo con i miei tempi.
Ieri non ce l'ho fatta, un incoraggiamento non mi era facile da dedicarvi.
"Avevo un bisogno disperato di dichiarare guerra al mondo intero. Ma non riuscivo più a trovare i nemici. Erano tutti dentro di me."
Questa citazione di Gramellini rispecchia come io mi sentivo a riguardo dei disturbi alimentari ieri.
Sentivo il bisogno io di un incoraggiamento.
E prima di annullarmi come ho sempre fatto per dedicarmi agli altri, ho deciso di dedicare la giornata a me stessa.
Ieri dopo mesi e mesi, mi sono messa lo smalto.
Non tendo a curarmi molto, la mia persona sfugge spesso alle mie priorità.
Ma ieri volevo fare qualcosa per me, per incoraggiarmi.
Ora le mie mani hanno un aspetto diverso. Sono le mani creative che mi ricordano che ho una mia personalità, i miei bisogni e desideri e che non devo lasciare che la mia mente li ricopra con pensieri negativi che tendono a farmi dimenticare il resto.
Ora che l'incoraggiamento sono riuscita a farlo a me, voglio condividerlo con voi.
Non importa ciò che abbiamo passato. Il passato è passato.
Perdonare è essenziale, quanto il lasciar scorrere.
Il nostro corpo è innocente, quanto lo siamo noi.
Basta colpe, punizioni, pretese, fisse e controllo.
Credo sia fondamentale ripetercelo ogni giorno.
Sorriderci allo specchio e dirci "sei bella" come ci suggeriscono spesso di fare è completamente inutile se non abbiamo una minima parte di noi che lo pensa davvero.
Concentriamoci su ciò che di noi è positivo. Sulle piccole rivincite che possiamo avere.
"Non sono in grado di far nulla" è una frase che riecheggia forte nella mia testa.
Ma non è vero.
Io so disegnare, mi so esprimere con i colori.
So farmi voler bene. E se non riesco ad esserne certa con le persone per le mie troppe insicurezze, allora c'è il mio gatto che me lo trasmette sempre.
Ora non mi viene in mente altro di positivo, è difficile per me pensare in questo modo.
Ma son già due punti a mio favore. E altri devo trovarne.
Lo stesso chiedo di fare a voi, perché in un qualche modo, anche se sembra impossibile crederci, tutti ce lo meritiamo.
Tutti.
Etichette:
accettazione,
aiuto,
anima,
anoressia,
autolesionismo,
bisogno,
capire,
combattere,
coraggio,
dca,
depressione,
emozioni,
essere,
passato,
paura,
perfezione,
peso,
solidarietà,
vivere
sabato 22 febbraio 2020
SOFFRIRE con DETERMINAZIONE.
Quelle parole.
"Tu non ne sei mai realmente uscita, ti trascini paure, fisse e paranoie sin dalla prima volta che ci sei caduta."
"Tu non ne sei mai realmente uscita, ti trascini paure, fisse e paranoie sin dalla prima volta che ci sei caduta."
Quindi si, siamo già ad otto anni di anoressia nervosa, alternata a binge e bulimia. Otto anni di disturbi alimentari.
Altalene, su e poi giù...Poi un po' più su e di nuovo giù. Ma stavolta non è solo giù: son caduta da quell'altalena e son finita in un pozzo.
Urlo. Spero che quelle poche persone che mi riescono a sentire non smettano di farlo. Cerco di arrampicarmi, devo uscire dall'acqua o mi inghiottirà.
La mia arrampicata è più che ardua, sembra impossibile; ma anche se le pareti a mattoni mi scorticano facendomi sanguinare, io non voglio fermarmi.
Voglio almeno vedere il sole, anche da quaggiù.
Voglio almeno vedere il sole, soprattutto quando sarò lassù.
Perché le cose non possono finire così.
Perché non morirò nel sonno con il cuore che, esausto, si ferma.
Perché i miei polmoni non saranno soffocati. Io respirerò aria nuova.
Ma per tutto ciò devo soffrire.
Soffrire con determinazione per raggiungere il mio obiettivo.
Altalene, su e poi giù...Poi un po' più su e di nuovo giù. Ma stavolta non è solo giù: son caduta da quell'altalena e son finita in un pozzo.
Urlo. Spero che quelle poche persone che mi riescono a sentire non smettano di farlo. Cerco di arrampicarmi, devo uscire dall'acqua o mi inghiottirà.
La mia arrampicata è più che ardua, sembra impossibile; ma anche se le pareti a mattoni mi scorticano facendomi sanguinare, io non voglio fermarmi.
Voglio almeno vedere il sole, anche da quaggiù.
Voglio almeno vedere il sole, soprattutto quando sarò lassù.
Perché le cose non possono finire così.
Perché non morirò nel sonno con il cuore che, esausto, si ferma.
Perché i miei polmoni non saranno soffocati. Io respirerò aria nuova.
Ma per tutto ciò devo soffrire.
Soffrire con determinazione per raggiungere il mio obiettivo.
Etichette:
aiuto,
anoressia,
autolesionismo,
bilancia,
binge,
buio,
bulimia,
combattere,
coraggio,
depressione,
dolore,
esprimersi,
essere,
fiducia,
forza,
malattia,
paura,
rinascere,
trauma
venerdì 13 dicembre 2019
un CORDIALISSIMO VAFFANCULO.
Ecco.
E' cosi'.
Ci sono ricaduta, per l'ennesima volta.
E' cosi'.
Ci sono ricaduta, per l'ennesima volta.
Quella stronza e' tornata, ma stavolta con un colpo basso: solitamente me ne ammalavo per bisogno di controllo. Ora, dopo essere ingrassata a dismisura per colpa dei farmaci, e' di nuovo qui a ripetermi costantemente che il mio peso non va bene.
Mi ripete che sono sovrappeso, grassa, orrenda, orribile, schifosa dentro e come riflesso anche fuori.
Beh, io stavolta son partita sin da subito con i vaffanculo.
Ho chiesto aiuto appena ho ammesso a me stessa di non potercela fare da sola.
Ora psicoterapeuta, psichiatra e tra poco il centro dei disturbi alimentari mi aiuteranno tutti insieme.
Abbassero' il mio peso, ma non mi portero' alla morte seguendoti alla ceca.
"Cara" anoressia, un cordialissimo vaffanculo.
Etichette:
aiuto,
anoressia,
autolesionismo,
bellezza,
bilancia,
bisogno,
buio,
casa di cura,
combattere,
depressione,
distorsione,
dolore,
emozioni,
ricovero,
rinascere,
trauma,
vivere,
vortice
lunedì 1 luglio 2019
QUANTE VOLTE?
Pensieri,
parole, animi stanchi.
Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Cassy
Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?
Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.
parole, animi stanchi.
Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Cassy
Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?
Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.
Etichette:
accettazione,
aiuto,
autolesionismo,
bisogno,
buio,
capire,
combattere,
dca,
depressione,
disagio,
dolore,
emozioni,
esprimersi,
malattia,
noi stessi,
passato,
paura,
vivere
giovedì 9 agosto 2018
BATTITO DI FARFALLA.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Eleonora
“ E’ impossibile, disse l’orologio.
E’ rischioso, disse l’esperienza.
E’inutile, tagliò la ragione.
PROVACI, sussurrò il cuore.”
Pioveva. Avevo su il mio giubbotto preferito, blu come la notte. Faceva un gran freddo, il cielo era grigio. Non sentivo nulla. Correvano pensieri su pensieri fino a riempirmi lo stomaco. Camminavo senza una meta; regole, tempi, ordini. Era tutto nuovo. Gli ultimi abbracci, gli ultimi sguardi con i miei genitori, le ultime parole scritte. Così iniziai il mio percorso, ero solo io quel 28 marzo 2018, dove la primavera tardava ad iniziare. Un luogo dove non mi conosceva nessuno e potevo iniziare da capo. Potevo iniziare da capo anche con me stessa. Portavo sempre con me un quadernino, la penna, le cuffie e il silenzio che mi imprigionava. All’inizio non capii i pianti, delle altre lamentele, i ‘˜mi manchi’ poi mi fu tutto più chiaro. Stare nella stanza senza un filo di luce e una colonna sonora di sofferenza mi intrappolava il cuore, i pensieri si sommergevano l’uno sull’altro. Mi mancava tutto, mi mancavo io. I giorni passavano, i mesi, le ore, sempre un’attesa. Era tutto un’attesa, senza successo. Mi perdevo, e risplendevo, poi caddi. Mi stavo distruggendo, i tagli, i tentativi di scappare con la mente in una persona che ormai non riconoscevo più. I rimproveri, le conseguenze e le soluzioni… era tutto terribilmente difficile. Eleonora come sta? Le notti passate con l’insonnia, l’overdose di farmaci, i sintomi, i numeri che mi stavano uccidendo, regole, punizioni. Tutto in una sola mente. Troppe voci per una sola persona. Giravamo come gli orologi, e vivere così non era un obbligo. Le cartine, le sigarette, ‘vienimi a prendere, in mezzo alla polvere…’ sono una specie di esperimento, la pelle coi graffi. Non capivo come fossi arrivata a quel punto, mi sentivo come una foglia caduta a terra, calpestata da tutti, calpestata da lei. Lei: ve la presento, il mio amore tossico, era come una droga per me. Mi prometteva cose che non si sarebbero mai avverate, mi faceva fare cose che per una ragazza di 18 anni non dovrebbe nemmeno pensarci. Calcoli, le occasioni mancate, le tante bugie, per delle ossa. Per un sorriso che era più denti che altro. Per forme che ormai erano linee. Mi prometteva amore quando in cambio ottennevo solo disperazione. Non c’era nulla per cui ne valesse la pena per lei. Una costante lotta tra il bene e il male, come nelle favole. Mi prese con se e mi fece la sua bambina, che aveva paura di crescere, di affrontare la vita. Mi parlava, mi coccolava. Io mi prendevo cura di lei mentre mi stava annullando piano piano con le sue illusioni. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per tenermi con sè. Ancora oggi è così che la posso identificare. Un conflitto ad ogni boccone, ad ogni passo in più verso la libertà . Era difficile riuscire ad essere diversi. Le maldicenze, le note su di me, le menzogne. La costante ricerca di questo battito di farfalla, un petalo di margherita che si posa su di me. Tutto in un solo momento, si sconvolse tutto. Le speranze e la chiusura di una porta aperta da troppo tempo. L’odio represso, mai espresso. La paura di me, di lei, della vita che mi aspetterà . Ricominciare davvero da capo, un passo alla volta, delicato e travolgente allo stesso tempo. Per i sogni infranti, per le camminate di troppo, per le lettere non scritte, per la forza di dire No e quella di dire Sì. Perché l’unica certezza è il cambiamento e bisogna passare attraverso il cibo e la sofferenza per quel battito di farfalla. Vietato lamentarsi dopo che il fondo te lo sei creato tu con le tue stesse mani. Non esiste un incantesimo che faccia sparire ogni traccia di lei, non esisterà giorno in cui te ne pentirai del tuo fondo, lo so, perché lo provo anche io. D’altronde come si può lasciare un posto che hai chiamato ‘casa’ per molto? Come si fa a cambiare quando non sei mai stato te stesso? ‘Lei’ queste cose non te le può dare. Non sei tu che stabilisci il tuo carattere, le amicizie, gli interessi, ma la tua cara’ lei’,che non ti darà nulla, se sconforto per ciò che sei diventata : il nulla. Nulla totale, come volevi tu no? Poi piano piano ho compreso che non avrei apprezzato ciò che possiedi fino a quando mi avrebbero tolto tutto. Anche i tuoi genitori. Stare nell’oblio a far la gara a chi mangia di meno… ma che solo grazie a te la situazione potrebbe diventare un sorriso di una persona vera, con dei sentimenti veri, e un cuore vero. Basta a tutta questa follia. Devo ricordarmi il motivo per cui avevo iniziato, ma soprattutto il motivo per cui avevo finito! Sta a me scegliere. So che non lo hai più potuto fare da quando c’è ‘lei’ , ma ora è il tuo momento, di scrivere il finale della tua storia e decidere se possa essere un lieto fine o meno. La strada la conosci se tornare indietro o andare avanti per ciò che sei realmente. Niente e nessuno può impedirti di smettere, ma allo stesso tempo di splendere. Avere autonomia ed essere indipendenti non è semplice, vero?
Quando devi essere forte da sola. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, ma nemmeno impossibile. Bisogna arrivare all’abisso ed essere capaci di uscirne con la propria motivazione. Come ho fatto io. Ero arrivata al punto di dover chiedere aiuto per ogni mio piccolo spostamento, la costante paura di ogni emozione che stavo provando, la rabbia nel piatto, la tristezza negli occhi. Una forchetta e un coltello, ed è lì che ho scoperto quanta determinazione ho da vendere. Una battaglia piena di speranza per il futuro, tante delusioni e vittorie che mi incoronano, perché bisogna ricordarsi che le stelle cadenti splendono anche quando cadono. Ti dirai che non sarai mai abbastanza. Mai abbastanza forte, perfetta, sana per riuscire a sopportare tutto questo. Eppure, ce la farai. Sei un foglio bianco che aspetta di essere travolto dalle parole giuste. Intoccabile, fragile e unico. Non sarai mai come vorrai, ma puoi cercare di essere il meglio di te . Devi imparare ad accettare che tra il bianco e il nero, esiste anche il grigio. Che cos’hai realmente da perdere? L’occasione di stare bene? Prima sii libero e poi chiedi la libertà che ti aspetta. Ad essere felici bisogna avere coraggio. Tu dove sei finita? Dove sei finita tra le mille domande e nessuna risposta che ti si propone ogni giorno? Era veramente questa la vita che ti sognavi da bambina? Dove ti piaceva giocare e divertirti con svariate fantasie che si ha solo nella giovane età? Stare con le amiche e con le persone che ti vogliono bene veramente, che riconoscono quanto sei speciale, per il tuo carattere. Lottare, litigare con ‘lei’, esasperarsi per le tue ossa. Chiedersi se è la giusta risposta la normalità. Quando sei il primo a sapere ogni tipo di risposta, perché solo tu puoi stabilire il tuo bene e nessun altro. È una decisione prioritaria per la sopravvivenza della tua persona. Me lo ricordo ancora il mio primo giorno, ero spaesata non riuscivo a capire come mi sarei dovuta muovere. Gruppi, medici, dietiste, psicologhe, infermieri davano forma alla mia rinascita. Per essere qualcuno, qui e ora, bisogna rinunciare a essere un altro, altrove o in seguito. Ricordati che sei tu il tuo tempo migliore. Sono una margherita, e come tale non faccio invidia a nessuno. Vi voglio però ricordare che le rose sfioriscono subito, io no, io rimango sempre, perfettamente intatta.
“mercoledì 28/03/18 caro diario oggi è stata una giornata molto dura ed è solamente il primo giorno. Le ragazze sono simpatiche, alcune insomma, molto criticone. Qui senza orologio non si sopravvive. È difficile, mi sento molto spaesata. Non so come muovermi. Mi vergogno, ho tanta ansia. Ho fatte 3 visite e mi hanno dato il ‘piano base alimentare’ da completare entro le due settimane e il gruppo nutrizionale ‘A’ è con Annamaria (credo si chiami così). Sono stanca e devo ancora partire, sarà una lunga battaglia contro la parte di me che non voglio più. “
“giovedì 24/04/18 caro diario oggi ho iniziato il nuovo piano alimentare, all’incirca. Proverò tante nuove emozioni… anche se da sola non sono in grado di riconoscerle. Mi hanno fatto le flebo, e sono piena di liquidi…nel pomeriggio ero quasi svenuta. Mi sono fatta del male oggi..soffro molto ed ho paura di dirlo a qualcuno. Lo dico a te diario mio nella speranza che almeno tu mi possa ascoltare. Sono stanca di me stessa. Del chi mangia meno o di più, non ho mai desiderato così tanto la normalità come ora, come ogni mattina quando apro gli occhi.”
“venerdì 25/04/18 caro diario, oggi mi hanno tolto le scarpe. Io iperattiva? Wow. Mi sento persa, che ho io di diverso? Ho una voragine nello stomaco dal nervoso.”
“sabato 05/05/2018 caro diario, oggi mi sono sentita di vivere dentro ad una fotografia, in un’istantanea, un momento di serenità con i miei familiari e i miei amici. Risate, la mente libera da ogni malessere. Mi sono sentita vivere a dentro una foto. Ammirando la spensieratezza del tempo che passa come il tramonto. La felicità oltre l’orizzonte.”
“lunedì 07/05/18 caro diario, affrontare tutto questo senza muoversi è davvero difficile. Mi sento in colpa, mi vergogno. Ho un sacco di pensieri per la testa e non so che fare, come muovermi. Vorrei non essere me. Vorrei che fosse tutto più semplice, tutto più leggero. Ed io mi sento pesante. Mi sento di dar fastidio.”
“mercoledì 09/05/18 caro diario, sono molto agitata per il giro medico,non so cosa possa succedere… ho tanti pensieri per la testa, in ogni dove… il peso… le scarpe… le mie scarpe e il senso di libertà… il 9 è sempre stato il mio numero preferito. È il numero di maglia di papà.”
“sabato 12/05/18 caro diario, non ne posso più di pensare al cibo 24 ore su 24.”
“domenica 13/05/18 caro diario, sta tornando la fissa per i numeri, vedo il mio corpo cambiare sempre di più. Ho tanta rabbia, soprattutto quando mangio. Mi stringo forte lo stomaco. Lei si sta facendo sentire sempre di più. Soffro, sono chiusa in una gabbia dorata, ho bisogno della mia libertà. La voglia di voler ristringere, i rituali, TUTTO. Ho il sorriso azzurro di chi ha sopportato troppo a lungo il nero.”
“mercoledì 16/05/18 PRIMA GIORNATA D’AIUTO caro diario, oggi ho vissuto una delle giornate
d’aiuto e sono mentalmente distrutta vorrei piangere. Mi sento in prigione e sempre controllata per ogni cosa che devo fare. Mi sto chiedendo perché me. Perché proprio io, che ho di strano? Io non mi sento così grave da essere sorvegliata pure quando vado in bagno è tosta, sono k.o. psicologicamente. ”
“SECONDA GIORNATA D’AIUTO
Caro diario, oggi ho iniziato la giornata con la comunicazione del peso. Mi sono sentita a disagio crescere così tanto dall’oggi al domani. Non è facile da digerire. Vorrei che fosse stato più lento l’incremento di queste giornate sono proprio ‘full’ di testa.
TERZA GIORNATA D’AIUTO Caro diario, oggi mi faccio schifo. Di nuovo.”
“ domenica 20/05/18 caro diario, primo spuntino fuori, siamo andati a Verona a toccare la normalità è stato bellissimo. Dal punto di vista alimentare nonostante tutte le voci e i sensi di colpa sono andata a gusto. Chiedo se davvero ho bisogno di tutto questo incremento. A volte mi chiedo perché sono qui. Mi sento sempre in competizione con le altre. Come se non facessi mai abbastanza. Non riesco più a mettere il paraocchi, soprattutto a tavola. Devo fare sempre tutto io? Mi sento persa. Provo un forte senso di smarrimento che non mi vuole abbandonare. Aiuto. Io mi sento in colpa a fare la cosa giusta.”
“martedì 12/06/18 caro diario, oggi al gruppo di psicoterapia ho sentito di dover cambiare la mia vita. Ho troppe emozioni da esprimere e non so nemmeno come si possa fare. È difficile accettare il cambiamento e volerlo fare. “
“lunedì 25/06/18 caro diario, oggi ho eliminato l’app dei contapassi e penso di aver trovato la luce dopo tanto tempo di sofferenza e dolore mentale. Basta numeri, viva Eleonora!”
“E l'occhio ride ma ti piange il cuore,sei così bella ma vorresti morire.”
“Ma cosa sono diventata?”
“E i sensi di colpa? I sensi di colpa dopo aver mangiato dove li mettiamo?”
“quante calorie ha la felicità?”
Ogni cosa ha una sua struttura, come il giudizio degli altri che crea dipendenza e una serie di confronti. Bisogna riconoscere che è normale non piacere a tutti. Nonostante ci sia la paura di essere abbandonati o rifiutati; perché il senso di identità si costruisce con il confronto con gli altri. Bisogna essere egosintonici, trovare il giusto confine, desiderare di stare bene e fare le cose per sé stessi. che cosa predispone un dca? -familiarità -società -carattere -dieta -trauma -influenza abilità -richiesta d’attenzione -confronto -sport -bullismo -adolescenza -genetica
Una semplice ‘somma’ : IO+DIFFICOLTA’+FATTORI ESTERNI
Comporta una distorsione cognitiva della realtà ovvero: quello che percepisco, la realtà soggettiva e la diversità …cioè che nonostante la realtà sia uguale per tutti la viviamo in un modo diverso.
“mercoledì 28/03/18 caro diario oggi è stata una giornata molto dura ed è solamente il primo giorno. Le ragazze sono simpatiche, alcune insomma, molto criticone. Qui senza orologio non si sopravvive. È difficile, mi sento molto spaesata. Non so come muovermi. Mi vergogno, ho tanta ansia. Ho fatte 3 visite e mi hanno dato il ‘piano base alimentare’ da completare entro le due settimane e il gruppo nutrizionale ‘A’ è con Annamaria (credo si chiami così). Sono stanca e devo ancora partire, sarà una lunga battaglia contro la parte di me che non voglio più. “
“giovedì 24/04/18 caro diario oggi ho iniziato il nuovo piano alimentare, all’incirca. Proverò tante nuove emozioni… anche se da sola non sono in grado di riconoscerle. Mi hanno fatto le flebo, e sono piena di liquidi…nel pomeriggio ero quasi svenuta. Mi sono fatta del male oggi..soffro molto ed ho paura di dirlo a qualcuno. Lo dico a te diario mio nella speranza che almeno tu mi possa ascoltare. Sono stanca di me stessa. Del chi mangia meno o di più, non ho mai desiderato così tanto la normalità come ora, come ogni mattina quando apro gli occhi.”
“venerdì 25/04/18 caro diario, oggi mi hanno tolto le scarpe. Io iperattiva? Wow. Mi sento persa, che ho io di diverso? Ho una voragine nello stomaco dal nervoso.”
“sabato 05/05/2018 caro diario, oggi mi sono sentita di vivere dentro ad una fotografia, in un’istantanea, un momento di serenità con i miei familiari e i miei amici. Risate, la mente libera da ogni malessere. Mi sono sentita vivere a dentro una foto. Ammirando la spensieratezza del tempo che passa come il tramonto. La felicità oltre l’orizzonte.”
“lunedì 07/05/18 caro diario, affrontare tutto questo senza muoversi è davvero difficile. Mi sento in colpa, mi vergogno. Ho un sacco di pensieri per la testa e non so che fare, come muovermi. Vorrei non essere me. Vorrei che fosse tutto più semplice, tutto più leggero. Ed io mi sento pesante. Mi sento di dar fastidio.”
“mercoledì 09/05/18 caro diario, sono molto agitata per il giro medico,non so cosa possa succedere… ho tanti pensieri per la testa, in ogni dove… il peso… le scarpe… le mie scarpe e il senso di libertà… il 9 è sempre stato il mio numero preferito. È il numero di maglia di papà.”
“sabato 12/05/18 caro diario, non ne posso più di pensare al cibo 24 ore su 24.”
“domenica 13/05/18 caro diario, sta tornando la fissa per i numeri, vedo il mio corpo cambiare sempre di più. Ho tanta rabbia, soprattutto quando mangio. Mi stringo forte lo stomaco. Lei si sta facendo sentire sempre di più. Soffro, sono chiusa in una gabbia dorata, ho bisogno della mia libertà. La voglia di voler ristringere, i rituali, TUTTO. Ho il sorriso azzurro di chi ha sopportato troppo a lungo il nero.”
“mercoledì 16/05/18 PRIMA GIORNATA D’AIUTO caro diario, oggi ho vissuto una delle giornate
d’aiuto e sono mentalmente distrutta vorrei piangere. Mi sento in prigione e sempre controllata per ogni cosa che devo fare. Mi sto chiedendo perché me. Perché proprio io, che ho di strano? Io non mi sento così grave da essere sorvegliata pure quando vado in bagno è tosta, sono k.o. psicologicamente. ”
“SECONDA GIORNATA D’AIUTO
Caro diario, oggi ho iniziato la giornata con la comunicazione del peso. Mi sono sentita a disagio crescere così tanto dall’oggi al domani. Non è facile da digerire. Vorrei che fosse stato più lento l’incremento di queste giornate sono proprio ‘full’ di testa.
TERZA GIORNATA D’AIUTO Caro diario, oggi mi faccio schifo. Di nuovo.”
“ domenica 20/05/18 caro diario, primo spuntino fuori, siamo andati a Verona a toccare la normalità è stato bellissimo. Dal punto di vista alimentare nonostante tutte le voci e i sensi di colpa sono andata a gusto. Chiedo se davvero ho bisogno di tutto questo incremento. A volte mi chiedo perché sono qui. Mi sento sempre in competizione con le altre. Come se non facessi mai abbastanza. Non riesco più a mettere il paraocchi, soprattutto a tavola. Devo fare sempre tutto io? Mi sento persa. Provo un forte senso di smarrimento che non mi vuole abbandonare. Aiuto. Io mi sento in colpa a fare la cosa giusta.”
“martedì 12/06/18 caro diario, oggi al gruppo di psicoterapia ho sentito di dover cambiare la mia vita. Ho troppe emozioni da esprimere e non so nemmeno come si possa fare. È difficile accettare il cambiamento e volerlo fare. “
“lunedì 25/06/18 caro diario, oggi ho eliminato l’app dei contapassi e penso di aver trovato la luce dopo tanto tempo di sofferenza e dolore mentale. Basta numeri, viva Eleonora!”
“E l'occhio ride ma ti piange il cuore,sei così bella ma vorresti morire.”
“Ma cosa sono diventata?”
“E i sensi di colpa? I sensi di colpa dopo aver mangiato dove li mettiamo?”
“quante calorie ha la felicità?”
Ogni cosa ha una sua struttura, come il giudizio degli altri che crea dipendenza e una serie di confronti. Bisogna riconoscere che è normale non piacere a tutti. Nonostante ci sia la paura di essere abbandonati o rifiutati; perché il senso di identità si costruisce con il confronto con gli altri. Bisogna essere egosintonici, trovare il giusto confine, desiderare di stare bene e fare le cose per sé stessi. che cosa predispone un dca? -familiarità -società -carattere -dieta -trauma -influenza abilità -richiesta d’attenzione -confronto -sport -bullismo -adolescenza -genetica
Una semplice ‘somma’ : IO+DIFFICOLTA’+FATTORI ESTERNI
Comporta una distorsione cognitiva della realtà ovvero: quello che percepisco, la realtà soggettiva e la diversità …cioè che nonostante la realtà sia uguale per tutti la viviamo in un modo diverso.
Etichette:
anoressia,
autolesionismo,
bambina,
bilancia,
buio,
casa di cura,
dca,
depressione,
esprimersi,
essere,
gabbia,
libertà,
malattia,
noi stessi,
peso,
ricovero,
rinascere,
silenzio,
sofferenza,
Villa Margherita
lunedì 18 giugno 2018
Tornata da VILLA MARGHERITA.
Eccomi qui, tornata da Villa Margherita.
Perorso difficile, complicato.
Crisi, ma sorrisi.
Ho fatto chiudere il reparto per una settimana (sì, mea culpa) ma giuro che avrei preferito non andasse così.
Per me si è trattato del primo ricovero, ma già ne traggo giovamento.
Il personale è ottimo, sempre attento...non volevo più andarmene, come mi è stato riferito che accade quasi a tutti.
Ve la consiglio come struttura, sia per i DCA, che per i disturbi di personalità che di ansia e umore.
C'è qualcuno che ci vuole aiutare, cogliamo la mano che ci è offerta.
Grazie.
Etichette:
anima,
capire,
casa di cura,
depressione,
dolore,
emozioni,
esprimersi,
essere,
fiocchetto lilla,
ghiaccio,
lacrima,
paura,
rinascere,
sofferenza,
solidarietà,
solitudine,
sorrisi,
tramonto,
unione,
Villa Margherita
mercoledì 11 aprile 2018
SOLA come condizione.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da ΔΈ
Mi sento sola
Ma è una solitudine più intrinseca
Più che dovuta ad una mancanza
Come una condizione permanente
Una continua ricerca di qualcosa o qualcuno di ignoto
Che probabilmente non esiste nemmeno
Come quando hai voglia di qualcosa ma non sai di cosa
E alla fine o mangi qualunque cosa e stai male
O digiuni.
E io digiuno.
domenica 11 marzo 2018
DCA, una MALATTIA.
Quanto spesso ci sentiamo dire "Ma dai, basta che ti sforzi, che mangi, basta che ti metti a fare qualcosa, guarda ci sono arrivato pure io; io lo so che sei intelligentte...se proprio vuoi rilassarti magari fumati una canna."
Cosa sono i disturbi alimentari?
Cosa sono i disturbi di personalità?
Cosa sono i disturbi post traumatici?
Se ve ne siete anche fregati di documentarvene non avete diritto di parola.
Potete solo starvene ZITTI.
Tutto ciò, compreso di depressione è stato inserito da anni ed anni nelle MALATTIE.
Ora, andate da una persona che ha un'altra malattia, come una bronchite "Ma dai, basta che ti sforzi, che mangi, basta che ti metti a fare qualcosa, guarda ci sono arrivato pure io; io lo so che sei intelligentte...se proprio vuoi rilassarti magari fumati una canna."
MAGIA. PER ME GUARISCE.
Dite che funziona con un cardiopatico? Dai, smettiamo di sparare caz*ate.
E ricordiamoci che ognuno può avere cose che si tiene per se.
Benvengano i consigli ma non da chi crede di sapere tutto...
Perchè ciò che dite può causare conseguenze.
Dalla più lieve come "scusatemi devo andare in bagno e si piange fino quasi a vomitare" alle più gravi che rientrano nelle MALATTIE.
Etichette:
abbraccio,
accettazione,
aiuto,
amicizie,
autolesionismo,
bisogno,
capire,
conseguenze,
dca,
depressione,
fiocchetto lilla,
lacrima,
malattia,
piangere,
rabbia,
ricovero,
solitudine,
trauma,
vomito
venerdì 12 gennaio 2018
Sbarre e CHIAVI.
Scrivere è complicato quando si tratta di questi argomenti, ma parlarne anche di più.
Credo che proprio per questo ne si dovrebbe parlare: per ascoltarsi e ascoltarci nella nostra complicatezza.
Credo che proprio per questo ne si dovrebbe parlare: per ascoltarsi e ascoltarci nella nostra complicatezza.
So cosa significhi trovarsi in quel momento nel quale tu, adagiata nella comodità, fasulla e illusoria comodità, ti convinci vada meglio "non vivere" in questo modo.
Tutto ciò è diventato abitudine, è la tua casa.
Tu, rannicchiata, nel tuo angolino che ti toglie spazio ed aria...ti senti al tuo posto. Sì, ormai è diventato quello il tuo posto.
Ma se socchiudi anche solo gli occhi per poter riavere la vista, ecco che non lo è...non lo è!
So che la battaglia interiore deve partire da noi, da te.
So quanto è inutile che io sia qui a parlarti sperando di indirizzarti verso una mia idea.
Questo non è il mio obiettivo. Non ho un'idea precisa.
So quanto è inutile che io sia qui a parlarti sperando di indirizzarti verso una mia idea.
Questo non è il mio obiettivo. Non ho un'idea precisa.
Voglio solo dirti che queste cose le ho provate e le provo anch'io.
Voglio dirti che più rimani in quell'angolo, che più lo assecondi ed autorizzi a toglierti spazio, il pensiero di poterti liberare; che più lo senti casa e sicurezza... più sarà complicato smuoverti da lì.
Quando ci proverai sarai veramente esausta, sfinita di quel posto; sarà quando l'illusione avrà lasciato almeno parzialmente liberi i tuoi occhi. Così capirai che le pareti non sono dipinte di rosa con dei fiorellini...vedrai sbarre.
Allora in quel momento vorrai uscire, ma non avrai la chiave, perchè non l'avrai costruita negli anni precedenti.
Ed ecco che ti ritroverai a stare male, volendo stare meglio.
Senza chiave, che anche costruita in parte ci permetterebbe di completarla durante le ore d'aria.
Io la prospettiva di un futuro senza chiave non lo voglio, per me, per gli altri.
La chiave è vita.
La chiave è vita.
A te, C.
Etichette:
aiuto,
autolesionismo,
bisogno,
buio,
capire,
casa,
chiave,
combattere,
dca,
depressione,
distorsione,
dolore,
essere,
gabbia,
paura,
rinascere,
sofferenza,
vedere,
vivere
giovedì 21 settembre 2017
La notte, IL BUIO
La notte.
Quel momento nel quale ti trovi in una stanza da sola, ma con tutti i tuoi demoni, nessuno escluso.
Anche il cibo ti tormenta: il tuo corpo chiede nutrimento tramite troppo frequenti immagini nella tua mente.
Vuoi piangere, ma le lacrime non vogliono lasciarti.
Ti senti già troppo sola così.
La lotta, perchè tu non ce la fai più, ma non vuoi realmente morire.
Tu vuoi Vivere, con tutte le tue forze che ti neghi di avere.
Ma la notte, il buio ti circonda.
Nessuna decisione di notte. Domani si combatte.
Etichette:
anoressia,
buio,
bulimia,
combattere,
coraggio,
dca,
demone,
depressione,
dolore,
emozioni,
lotta,
paura,
piangere,
silenzio,
sofferenza,
solitudine,
trauma,
vivere,
vortice
martedì 29 agosto 2017
un VENTO TORTUOSO
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Laura
Come glielo spieghi alla gente..come puoi farle capire certe sensazioni..come puoi far comprendere che il vuoto e l'irrequietudine ti divora l'anima?
Puoi usare tutte le parole che vuoi..non ti capiranno mai..non ti prenderanno mai troppo seriamente e finiranno solo per vederti una piccola egoista che recita una parte. Tutti i tuoi meccanismi disfunzionali saranno visti come capricci e brutte abitudini che non vuoi cambiare..come una comodità o una scappatoia..ma non è cosi.
Quando stai seduto su una cazzo di sedia che cerchi di studiare ma i pensieri sono cosi incatenati che una semplice moltiplicazione ti fa perdere ore intere.
È una sensazione che ti parte dalla pancia e sale sino alla gola.. è fastidio, è prurito, è malessere. Nessuna medicina, nessuna distrazione, nessuna voce o musica placa il delirio. Inganni il tempo con libri,sigarette..ma la sensazione rimane statica e non va via. Viaggiare, ballare, l'alcool, il mare..non cè scappatoia che ti salvi. Pensi, ripensi..solo la morte puo annullare il tutto..annullare te stessa per non sentire, eclissarti con il nulla per non provare. Cosa c'è di sbagliato? Cosa o come puoi cambiare tale realtà?
L'anima brucia, è come un taglio su cui per sbaglio finisce il sale misto al limone.. pronunciare certe parole a orecchie esterne finirebbe per farti sembrare esagerata, sbagliata, pazza.
Ma è proprio cosi che mi sento..un bruciore astratto che non si estingue, una ferita che non cicatrizza, un fuoco che non si spegne, un pianto incessante.
E loro ti chiedono quale sia il problema..ma qual è il problema? Io non lo so..io lo cerco, provo a far chiarezza ma sono sensazioni che sembrano partire senza un via, che ti assalgono e ti travolgono. Se sapessi quale sia il problema non pensate che la soluzione sarebbe gia arrivata?
E allora smettetela con domande idiote che milioni di volte mi sono posta e hanno procurato solo piu confusione in me.
Agghindo la mia vita ma un vento tortuoso spazza ogni singolo dettaglio.
Etichette:
aiuto,
alcool,
anima,
bisogno,
buio,
capire,
combattere,
depressione,
disagio,
distorsione,
dolore,
gabbia,
lacrima,
morte,
paura,
pioggia,
silenzio,
sofferenza,
solitudine,
vortice
giovedì 3 novembre 2016
Il PESO del VUOTO.
Quasi non respiri, il tuo petto compresso da un peso inestimabile, che non sai come allontanare.
Anzi, ora lo sai, ma non riesci a farlo...ed ecco che il tutto pesa ancora di più.
Il tutto che ti sei mangiata abbuffandoti pesa ogni secondo di più, il nulla che hai falsamente colmato pesa sempre di più, l'immenso vuoto pesa sempre più.
Voglio respirare.
Voglio essere libera.
Voglio vivere.
Etichette:
aiuto,
anima,
bed,
bilancia,
binge,
combattere,
depressione,
dolore,
emozioni,
famiglia,
fuga,
futuro,
gabbia,
libertà,
respiro,
sofferenza,
solitudine,
tunnel,
vivere
martedì 2 febbraio 2016
Farsi vincere? NO GRAZIE.
E' che a volte ci si chiude in noi stessi.
Si sigilla qualunque mezzo di comunicazione ci ritroviamo a disposizione, perdendo la capacità di trovare una valida apertura, un'adatta via di fuga anche da noi stessi, che ci siamo autointrappolati in questa situazione.
Ci allontaniamo, a malapena esistiamo. E poi, a questo punto, chi siamo?
Tutto finisce per avvolgerci e trascinarci nel baratro.
Bisogna almeno aggrapparsi, fare almeno un po' di opposizione, io di questo ne sono consapevole.
Ci sono sempre svolte: che siano belle, brutte, dolci, amare, salate o così piccanti da non sopportarle.
Se ci arrendiamo non sapremo mai che gusto queste svolte hanno.
E poi viva la testardaggine, non mi faccio vincere.
Etichette:
buio,
capire,
combattere,
coraggio,
dca,
depressione,
distorsione,
distruzione,
dolore,
emozioni,
esprimersi,
essere,
forza,
libertà,
noi stessi,
paura,
piangere,
silenzio,
sofferenza,
solitudine
martedì 17 novembre 2015
Tutto SFUGGE.
Ecco che sparisci.
Non avverti più la vita, né fuori, né dentro te. Non ci sei più.
Ti capita di chiederti se gli altri riescano a vederti, perchè a te sfuggi con una modalità tanto inafferrabile da spingerti a credere di essere tu stessa così.
Lo sono i tuoi obiettivi, in quei rari momenti nei quali ti imponi di averne;
Lo è tutto ciò che dovresti fare, che vorresti fare.
Tutto ti sfugge, tutto appare inarrestabile quanto inafferrabile.
Vorresti avere la capacità di porre uno stop davanti a te, permetterti di riflettere in ambedue le direzioni, prima di ripartire.
Ripartire ma non in quinta, rovinando in questo modo il motore.
Vorresti riuscire a ripartire con la marcia giusta.
Invece no.
Tutto si mostra un disastro.
C'è il cibo che non vorresti ingerire, perchè stai prendendo peso in modo spropositato; perchè la pancia è gonfia come se fossi incinta di 9 mesi, pronta al parto insomma.
Quel cibo che rimanda nella tua mente immagini costanti di sè. Così dolce, così consolatore.
E allora ti lasci consolare...ma poi parti in quinta, evadi gli stop, prosegui, prosegui e prosegui. La nausea, ma prosegui! Non sai nemmeno più cosa stai ingurgitando, perchè questo non è mangiare, ma prosegui. Ti viene da vomitare (sempre se non hai già applicato questa fuorviante modalità) e allora, forse, ti fermi.
Sensi di colpa, rimproveri, insulti.
Di nuovo non ce l'hai fatta.
Di nuovo ti ritrovi sfinita.
Soffrivo di anoressia strettamente resistrittiva, ero riuscita a risollevarmi, il tutto stava proseguendo in costante lotta, ma meglio.
Ed ora, che succede? Perchè?
...Finirà mai?
Non avverti più la vita, né fuori, né dentro te. Non ci sei più.
Ti capita di chiederti se gli altri riescano a vederti, perchè a te sfuggi con una modalità tanto inafferrabile da spingerti a credere di essere tu stessa così.
Lo sono i tuoi obiettivi, in quei rari momenti nei quali ti imponi di averne;
Lo è tutto ciò che dovresti fare, che vorresti fare.
Tutto ti sfugge, tutto appare inarrestabile quanto inafferrabile.
Vorresti avere la capacità di porre uno stop davanti a te, permetterti di riflettere in ambedue le direzioni, prima di ripartire.
Ripartire ma non in quinta, rovinando in questo modo il motore.
Vorresti riuscire a ripartire con la marcia giusta.
Invece no.
Tutto si mostra un disastro.
C'è il cibo che non vorresti ingerire, perchè stai prendendo peso in modo spropositato; perchè la pancia è gonfia come se fossi incinta di 9 mesi, pronta al parto insomma.
Quel cibo che rimanda nella tua mente immagini costanti di sè. Così dolce, così consolatore.
E allora ti lasci consolare...ma poi parti in quinta, evadi gli stop, prosegui, prosegui e prosegui. La nausea, ma prosegui! Non sai nemmeno più cosa stai ingurgitando, perchè questo non è mangiare, ma prosegui. Ti viene da vomitare (sempre se non hai già applicato questa fuorviante modalità) e allora, forse, ti fermi.
Sensi di colpa, rimproveri, insulti.
Di nuovo non ce l'hai fatta.
Di nuovo ti ritrovi sfinita.
Soffrivo di anoressia strettamente resistrittiva, ero riuscita a risollevarmi, il tutto stava proseguendo in costante lotta, ma meglio.
Ed ora, che succede? Perchè?
...Finirà mai?
Etichette:
autolesionismo,
bisogno,
capire,
combattere,
dca,
depressione,
distruzione,
dolore,
esprimersi,
essere,
morte,
noi stessi,
paura,
peso,
sofferenza,
solitudine,
star male,
tunnel,
vomito,
vortice
giovedì 12 novembre 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - Prendere il VOLO.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Anna
Vorrei essere come un aquilone, riuscire a prendere il volo, magari non in alto nel cielo ma almeno alzarmi da questo fondo in cui mi trovo.
Invece ho paura e sono qui ferma immobile.
Mi manca l'aria in questo corpo che non sono io.
Non riesco a vedere il giorno in cui non sarò più così.
Etichette:
bisogno,
buio,
capire,
dca,
depressione,
distruzione,
emozioni,
esprimersi,
forza,
futuro,
gabbia,
paura,
respiro,
sofferenza,
vedere,
vivere
mercoledì 23 settembre 2015
La chiave del BLOCCO.
Il nulla.
Il troppo.
Il non sapere.
Essere fin troppo consapevoli di quanto ci stia succedendo.
Non avere la più pallida idea del perchè.
E ti ritrovi qui, ferma, immobile dall'esterno.
E ti ritrovi non sai nemmeno tu dove, perchè fatichi ad avvertire la tua presenza. Il vuoto cerca il predominio all'interno di te.
Ogni giorno una lotta, piccole vittorie ed immense delusioni.
Stanchezza infinita, fisica solamente in secondo piano.
Il tutto sfocia in un aumento dei pensieri e dei sintomi del dca. Quello schifo di dca che non ti si vuole scrollare mai del tutto di dosso.
MA NON MI FERMA. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Non mi lascio sopraffare da quello schifo.
Io sarò anche stanca, sfinita, ma non mi voglio arrendere.
Come farò non lo so.
Ma so da dove partire. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Il troppo.
Il non sapere.
Essere fin troppo consapevoli di quanto ci stia succedendo.
Non avere la più pallida idea del perchè.
E ti ritrovi qui, ferma, immobile dall'esterno.
E ti ritrovi non sai nemmeno tu dove, perchè fatichi ad avvertire la tua presenza. Il vuoto cerca il predominio all'interno di te.
Ogni giorno una lotta, piccole vittorie ed immense delusioni.
Stanchezza infinita, fisica solamente in secondo piano.
Il tutto sfocia in un aumento dei pensieri e dei sintomi del dca. Quello schifo di dca che non ti si vuole scrollare mai del tutto di dosso.
MA NON MI FERMA. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Non mi lascio sopraffare da quello schifo.
Io sarò anche stanca, sfinita, ma non mi voglio arrendere.
Come farò non lo so.
Ma so da dove partire. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Etichette:
aiuto,
bisogno,
buio,
capire,
chiave,
combattere,
controllo,
coraggio,
dca,
depressione,
distruzione,
dolore,
paura,
silenzio,
sofferenza,
solitudine,
star male,
troppo,
tunnel,
vortice
sabato 28 marzo 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - Brucia tutto.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-inviato da Alice
Non esiste la sconfitta di fronte questo schifo di malattia.
Esiste la vittoria, ma non la sconfitta, piuttosto esiste la sottomissione.
Sottomissione che ti rende schiava, schiava di qualcosa che nessuno vede,ma che ti logora dentro, un'altra persona, anzi, un essere schifoso, parassita, sanguigna che ti logora dentro.
Ti brucia dentro.
Si impossessa di te.
Del tuo controllo.
Ride di te, del tuo dolore, del tuo pianto.
Quel pianto che non riesci a fermare.
Un pianto improvviso, paragonabile ad un incendio in bosco in piena estate.
Brucia tutto. Non si ferma. Continua a bruciare e bruciare ettari di terra.
Continua a distruggere.
Lasciandosi dietro un terreno sconfitto, devastato, nudo.
Ecco.
Non perdi di fronte alla malattia.
Rimani letteralmente soffocato, sotterrato da una valanga.
Senza fiato senza riuscire a respirare, poi d'un tratto, in qualche modo, riprendi il controllo, la guida.
Sei di nuovo tu a combattere, con una nuova cicatrice. Una salita da iniziare. Ma almeno,a guidare sei tu.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
Non esiste la sconfitta di fronte questo schifo di malattia.
Esiste la vittoria, ma non la sconfitta, piuttosto esiste la sottomissione.
Sottomissione che ti rende schiava, schiava di qualcosa che nessuno vede,ma che ti logora dentro, un'altra persona, anzi, un essere schifoso, parassita, sanguigna che ti logora dentro.
Ti brucia dentro.
Si impossessa di te.
Del tuo controllo.
Ride di te, del tuo dolore, del tuo pianto.
Quel pianto che non riesci a fermare.
Un pianto improvviso, paragonabile ad un incendio in bosco in piena estate.
Brucia tutto. Non si ferma. Continua a bruciare e bruciare ettari di terra.
Continua a distruggere.
Lasciandosi dietro un terreno sconfitto, devastato, nudo.
Ecco.
Non perdi di fronte alla malattia.
Rimani letteralmente soffocato, sotterrato da una valanga.
Senza fiato senza riuscire a respirare, poi d'un tratto, in qualche modo, riprendi il controllo, la guida.
Sei di nuovo tu a combattere, con una nuova cicatrice. Una salita da iniziare. Ma almeno,a guidare sei tu.
Etichette:
buio,
combattere,
controllo,
dca,
demone,
depressione,
distruzione,
dolore,
essere,
forza,
gabbia,
libertà,
lotta,
noi stessi,
paura,
piangere,
silenzio,
sofferenza,
solitudine,
vivere
lunedì 9 marzo 2015
" Ricordati di guardare verso l'alto."
Una lettera, anzi lettera è riduttivo, è molto di più.E' forza, è stupore, è di una potenza infinita.
L'ho ricevuta oggi, nell'incredulità di ciò che leggevo.
E ancora rimango incredula per ogni singola parola, per ogni singolo pensiero che hai espresso, Amore mio.
Grazie, grazie, grazie all'infinito.
9/3/2015
-----,
sono quattro. Ti rendi conto? Quattro! Io non penso di realizzare la cosa.
Quattro mesi stupendi, quattro mesi che mi hanno risollevata da tutto, quattro mesi che ho quell'assurda fortuna d'averti accanto, e non potrei desiderare altro.
Mi fai stare bene, mi fai sentire 'a posto', e so che quando siamo assieme tutto il resto tace.
E non sento il bisogno d'altro, se ci sei tu con me.
'Mio piccolo miracolo, sceso dal cielo per amare me' dice Tiziano. E per quanto possa non piacerti, descrive esattamente quello che provo ogni volta che mi sorridi, ed io non capisco più nulla.
Che poi continui a faticare a crederci, quella è un'altra storia, dovrò convivere con questo stupore.
Ogni giorno è un dono in più, ogni giorno è un po' di forza che cerco di trasmetterti in più, ogni giorno una speranza in più.
Ed io voglio davvero affiancarti in tutto questo, voglio combattere con te: che comporti vittorie o sconfitte, riprese o ricadute, sono al tuo fianco: questo può convincerti a non mollare?
Già lo stai facendo, già pian piano ti sei forgiata e ti stai tuttora forgiando uno scudo che non ti eclissi la realtà, ma ti permetta di 'difenderti' da quella parte di te che ancora fatica ad accettare i colori, la vita.
Sebbene in un certo senso questo faccia parte di chi sei, mi rifiuto di credere a questo lato che di rivalsa non ne vuole proprio sapere, che vuole piegarti a sé, che vuole restituirti e rafforzarti le catene di prigionia, che spinge in ginocchio, che ti avvicina a voler desiderare di liberarti di tutto, di eliminare tutta l'ansia (o almeno darti l'illusione di ciò), di svuotarti da quel senso di oppressione ed inadeguatezza che ti forza a terra.
E allora, ti prego, ricordati di guardare verso l'alto: l'ho vista, sai, quella lampada, ed ha dei fiori disegnati in controluce. Guardali, e ricorda che davvero i colori si possono vedere sempre e nei posti meno aspettati, nei luoghi meno conosciuti o nelle persone più importanti. Anche se colori diversi dal nero e dal rosso ti stanno ostili, sei la mia persona colorata, e questo non è disagiante!
Perchè sei il colore più bello.
Vorrei tu potessi davvero levarti di dosso il buio che s'infiltra negli angoli della tua mente, sciacquarti da tutti i pensieri che ti ossessionano e perseguitano, rinfrescarti l'anima.
E non ho motivo per pensare che tu non possa farcela, che NOI non possiamo farcela, insieme.
Perchè sei tanto simile ad un alberello, e non ti sembri assurda come similitudine: un albero 'crolla' in inverno, si indebolisce, perde le sue ricchezze più grandi e resta lì, spoglio e nudo, apparentemente senza altre speranze. Ma poi arriva la primavera, e con lei il clima mite, il sole, la brezza, e la Natura risorge:la chioma torna ad essere foltissima, il verde brilla, i rami si rinforzano, e gli manca solo la voce per poter urlare a tutti: "Ehi! Io ci sono! E sono pure più forte, rigoroso e bello di prima!".
Sono davvero sicura che ritorneranno tutte le tue foglie ed i tuoi frutti, -----, più rigogliosa di sempre.
L'importante non è mantenere sempre il controllo, quello che conta è riuscire a 'rinascere' dopo ogni crollo, indebolimento, perdita, nudità, apatia.
E non ho motivo per pensare che noi non possiamo farcela.
Alla Donna più Bella, più Combattiva,
più Forte e più Mia.
Tua.
Etichette:
amore,
bisogno,
combattere,
controllo,
dca,
depressione,
esprimersi,
forza,
lettera,
libertà,
lotta,
noi stessi,
paura,
vedere,
vivere
mercoledì 4 marzo 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - Alito di morte sulla mia pelle.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-inviato da Alice
Anoressia.
Non mi hai uccisa, per ora almeno.
Ma ti odio. Odio te e lo schifo che mi circonda.
Abbandonata dalle mie più grandi amicizie...mi sono costruita un mio rifugio.
Un rifugio tutt'altro che sicuro, una trappola.
Sola, sola, io con me e la malattia che mi soffoca ogni giorno.
Sola anche nelle cose più semplici.
Sola senza 2 orecchie disposte ad ascoltare, una persona amica con la quale parlare.
Parlare anche di cazzate.
Di uscite, di ragazzi.
E lì.
Ti senti schifosamente sola.
Senza sapere cosa fare.
E magari vorresti dirlo a tutti.
Ma non c'è nessuno.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
Anoressia.
Non mi hai uccisa, per ora almeno.
Ma ti odio. Odio te e lo schifo che mi circonda.
Abbandonata dalle mie più grandi amicizie...mi sono costruita un mio rifugio.
Un rifugio tutt'altro che sicuro, una trappola.
Sola, sola, io con me e la malattia che mi soffoca ogni giorno.
Sola anche nelle cose più semplici.
Sola senza 2 orecchie disposte ad ascoltare, una persona amica con la quale parlare.
Parlare anche di cazzate.
Di uscite, di ragazzi.
E lì.
Ti senti schifosamente sola.
Senza sapere cosa fare.
E magari vorresti dirlo a tutti.
Ma non c'è nessuno.
Etichette:
accettazione,
aiuto,
amicizie,
anoressia,
bisogno,
buio,
capire,
combattere,
dca,
depressione,
esprimersi,
morte,
noi stessi,
paura,
silenzio,
sofferenza,
solitudine
sabato 28 febbraio 2015
TU contro TE STESSA.

Ti sforzi, ti autoconvinci, ti confondi, poi ti scontri...
La battaglia è immensa: TU contro te stessa.
TU, guerriera sfinita, esausta, preoccupata; ora sull'orlo del pianto, ora le lacrime non escono.
TE STESSA, cosi dolce, consolatrice, lei mantiene il controllo, lei ti vuole bene... Lei ti consola, lei ti tiene con lei nel suo guscio, è protettiva, tu le vuoi bene...
NO. NO. NO.
Ora dal guscio me ne esco.
Qui è freddissimo. Dove sono i sentimenti?! Solo vuoto, solo dolore qui dentro.
Soffoco, non respiro più.
La mia testa continua a ruotare come fosse una giostra al parco giochi: sui sedili bambini felici si lasciano cullare...TE STESSA sale sulla giostra, accanto a te, al tuo fianco, con te...ti mostra quanto sei stata STUPIDA! DEBOLE! INUTILE!
Un momento: che succede?! Voglio nascondermi, non ce la faccio, ME STESSA mi sta schiacciando, le mie forze son svanite...
Ma! Ora vedo! CI VEDO! La realtà sarà mai questa?!
Caspita, mi sa di si...ma quanto spaventa...
Oh, se solo il mio guscio mi proteggesse...
NO. FERMA LA GIOSTRA.
Il tuo guscio è GELIDO, non so se ci voglio tornare...
Poi la vedo. La benda che avevo sugli occhi è lì in terra, sulla giostra, che continua a girare perchè TE STESSA l'ha fatta ripartire.
La vedo. La realtà! IO LA VEDO!
Ma sui sedili non ci sono bambini! Dove sono finiti?!
Bambini, tornate qui, mi sento sola...
Lentamente metto a fuoco i sedili...già: nessun bambino.
Solo enormi specchi.
Dita puntate.
Bilance.
Un minifrigo...Serrato con una catena ed un enorme lucchetto.
Ah ME STESSA, ora ho messo a fuoco anche te!
Si, proprio te, GIUDICE SPUTA-SENTENZE SENZA ALCUNA POSSIBILITA' DI REPLICA.
ME STESSA, CRUDELE, ESTREMO NEMICO!
...me stessa, ma...
...ma io...allora sono io...io chi sono?
Sono solo uno schifo...sono io così crudele...Il guscio, ne ho bisogno...
NO! MA COSA STO PENSANDO?! NO.
DEVO COMBATTERE.
Devo combattere il nemico. Devo combattere la crudele me stessa, perchè IO non la voglio più la benda.
Voglio uno scudo.
Voglio un'armatura che mi permetta di muovermi senza ferirmi, non un gelido guscio.
Voglio un megafono.
Eh si, cosi, "cara" me stessa, sentirai che IO URLO PIU' FORTE.
Etichette:
anoressia,
bilancia,
bisogno,
buio,
combattere,
controllo,
dca,
depressione,
distorsione,
essere,
gabbia,
giostra,
libertà,
lotta,
noi stessi,
paura,
peso,
sofferenza,
vedere,
vivere
Iscriviti a:
Post (Atom)
















