Visualizzazione post con etichetta paura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paura. Mostra tutti i post

mercoledì 2 dicembre 2020

VUOTO.


Vuoto. Pieno.
Troppo piena ma così vuota.
È così che mi sento, l'ennesima abbuffata e l'ennesima punizione di compensazione domani. E se non ci riuscirò, beh non può esistere un "non ci riuscirò", perché la pagherò lo stesso in un modo o in un altro.
Cosi incapace, così nullità.
Non sono niente come niente é ciò che sento. 
Vorrei solo non esistere, per un po', poi torno, un po' come le vacanze di Natale che quest'anno non hanno senso.




giovedì 25 giugno 2020

LIBERA.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Kate


Vorrei raccontare la mia testimonianza. Dal 22 maggio ho mandato a fanculo la bestia. Sto mentalmente molto meglio. 
Non ho sensi di colpa quando mangio ne' atti compensatori o altro. 
Non ho più nessun pensiero fisso. Sono libera. 
Però è difficile ora...ansia, stanchezza gonfiore addominale e aumento di peso. 
Questo perchè quando esci dalla malattia il corpo inizialmente tende ad assorbire tutti i nutrienti perchè è in riserve DA ANNI. 
Io ho avuto anoressia e bulimia per 10 anni quasi. Ma tutto passa! 
Il gonfiore è momentaneo ( è come quando ti rompi una caviglia e si gonfia per guarire). 
Anche ansia eccetra sono cose momentanee perchè prima erano deviate dal dca mentre ora viene fuori tutto. Occorre affrontarle. 
Dopodiché il tutto si risistema. Ma assolutamente anche se si è spaventati NON bisogna ricadere in digiuni o restrizione. 
O si è punto e a capo. Quindi si, con calma farò tutto. Ma sto meglio. Veramente. Libera :)

lunedì 16 marzo 2020

il POSITIVO.


Ogni anno creo un mio post sulla ricorrenza della giornata nazionale dedicata ai disturbi alimentari.
Quest'anno arrivo con i miei tempi.
Ieri non ce l'ho fatta, un incoraggiamento non mi era facile da dedicarvi.
"Avevo un bisogno disperato di dichiarare guerra al mondo intero. Ma non riuscivo più a trovare i nemici. Erano tutti dentro di me."
Questa citazione di Gramellini rispecchia come io mi sentivo a riguardo dei disturbi alimentari ieri.
Sentivo il bisogno io di un incoraggiamento.
E prima di annullarmi come ho sempre fatto per dedicarmi agli altri, ho deciso di dedicare la giornata a me stessa.
Ieri dopo mesi e mesi, mi sono messa lo smalto.
Non tendo a curarmi molto, la mia persona sfugge spesso alle mie priorità.
Ma ieri volevo fare qualcosa per me, per incoraggiarmi.

Ora le mie mani hanno un aspetto diverso. Sono le mani creative che mi ricordano che ho una mia personalità, i miei bisogni e desideri e che non devo lasciare che la mia mente li ricopra con pensieri negativi che tendono a farmi dimenticare il resto.

Ora che l'incoraggiamento sono riuscita a farlo a me, voglio condividerlo con voi.

Non importa ciò che abbiamo passato. Il passato è passato.
Perdonare è essenziale, quanto il lasciar scorrere.
Il nostro corpo è innocente, quanto lo siamo noi.
Basta colpe, punizioni, pretese, fisse e controllo.

Credo sia fondamentale ripetercelo ogni giorno.
Sorriderci allo specchio e dirci "sei bella" come ci suggeriscono spesso di fare è completamente inutile se non abbiamo una minima parte di noi che lo pensa davvero.
Concentriamoci su ciò che di noi è positivo. Sulle piccole rivincite che possiamo avere.

"Non sono in grado di far nulla" è una frase che riecheggia forte nella mia testa.
Ma non è vero.
Io so disegnare, mi so esprimere con i colori.
So farmi voler bene. E se non riesco ad esserne certa con le persone per le mie troppe insicurezze, allora c'è il mio gatto che me lo trasmette sempre.
Ora non mi viene in mente altro di positivo, è difficile per me pensare in questo modo.
Ma son già due punti a mio favore. E altri devo trovarne.

Lo stesso chiedo di fare a voi, perché in un qualche modo, anche se sembra impossibile crederci, tutti ce lo meritiamo.
Tutti.





sabato 22 febbraio 2020

SOFFRIRE con DETERMINAZIONE.


Quelle parole.
"Tu non ne sei mai realmente uscita, ti trascini paure, fisse e paranoie sin dalla prima volta che ci sei caduta."
Quindi si, siamo già ad otto anni di anoressia nervosa, alternata a binge e bulimia. Otto anni di disturbi alimentari.
Altalene, su e poi giù...Poi un po' più su e di nuovo giù. Ma stavolta non è solo giù: son caduta da quell'altalena e son finita in un pozzo.
Urlo. Spero che quelle poche persone che mi riescono a sentire non smettano di farlo. Cerco di arrampicarmi, devo uscire dall'acqua o mi inghiottirà.
La mia arrampicata è più che ardua, sembra impossibile; ma anche se le pareti a mattoni mi scorticano facendomi sanguinare, io non voglio fermarmi.
Voglio almeno vedere il sole, anche da quaggiù.
Voglio almeno vedere il sole, soprattutto quando sarò lassù.
Perché le cose non possono finire così.
Perché non morirò nel sonno con il cuore che, esausto, si ferma.
Perché i miei polmoni non saranno soffocati. Io respirerò aria nuova.
Ma per tutto ciò devo soffrire.
Soffrire con determinazione per raggiungere il mio obiettivo.




lunedì 1 luglio 2019

QUANTE VOLTE?

Pensieri,
parole, animi stanchi.

Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Cassy


Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?

Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.







giovedì 15 novembre 2018

SPARIRE?


Ci sono quelle sere. Quelle sere che ti senti il cuore nello stomaco, anzi lo stomaco nel cuore. 
Però lo stomaco é in gola e la nausea sale. E in gola manca l'aria. 
E al naso anche, ma soffochi senza soffocare. 
Forse sono i pensieri che non arrivano al cervello. Ma i pensieri partono dal cervello. 
È confusione. 
È tristezza. 
È senzazione di inutilità. 
È voglia di sparire. 
E allora ti viene in mente la parola sparare, così semplice nell'allitterazione e così simile nel significato. 
Perché tu sei esausta, ma non devi cedere. 
Gli altri ti diranno che se cedi sei solo una persona che ha scelto la strada più semplice, ma tu sai che non é così. Sai che così rinunci al brutto che c'è e c'è stato nella tua vita, ma anche alla possibilità di un cambiamento. 
Questo cambiamento del quale ti parlano sempre... E non hai visto mai. 
Rinunci alla speranza. Ma sei ancora in grado di sperare? 
Credo che sia questa la chiave, l'ordine delle cose: la speranza, la vita. 
Quindi no, non si cede per niente. 
Torniamo a sperare.
E come dice una canzone che tanto mi piace: "Anche il colore del cielo lo dice, si ricomincia da qui."





lunedì 12 novembre 2018

con il CORAGGIO di CAMBIARE.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea


Mi è capitato di pensare quante vite spezzate hanno calpestato questo pavimento
Con gli occhi lucidi o la rabbia che li divorava
Con la speranza svanita
Con il coraggio di cambiare
Penso a quanti
Hanno scalciato le pietre
Hanno guardato i colli
Hanno visto un tramonto
E il cuore si è quietato un poco
Penso a quanti
Si sono seduti su questa sedia
Con la sigaretta in mano
E il cappuccio sulla testa
Come a proteggerli
Penso ai loro pensieri
Fragili
Dolorosi
Spaventosi
In lotta tra di loro
In un modo che solo noi
Possiamo capire
Penso a quanti baci sono stati scambiati qui
Baci rubati
Perché non si può
O baci d' amore
Di coppie che si rivedono dopo
Lo scorrere del tempo
Penso al sole sui colli
Che magari ti acceca gli occhi
E ti dici che in fondo non è cosi male
Essere qui
Penso a quante anime
Hanno calpestato la terra che calpesto io ora
Magari ora sono lontani
Hanno una vita serena
È quello che voglio pensare
Ma un anima spezzata
Lo rimane per sempre.



lunedì 18 giugno 2018

Tornata da VILLA MARGHERITA.


Eccomi qui, tornata da Villa Margherita.
Perorso difficile, complicato.
Crisi, ma sorrisi.
Ho fatto chiudere il reparto per una settimana (sì, mea culpa) ma giuro che avrei preferito non andasse così.
Per me si è trattato del primo ricovero, ma già ne traggo giovamento.
Il personale è ottimo, sempre attento...non volevo più andarmene, come mi è stato riferito che accade quasi a tutti.
Ve la consiglio come struttura, sia per i DCA, che per i disturbi di personalità che di ansia e umore.
C'è qualcuno che ci vuole aiutare, cogliamo la mano che ci è offerta.
Grazie.











venerdì 12 gennaio 2018

Sbarre e CHIAVI.


Scrivere è complicato quando si tratta di questi argomenti, ma parlarne anche di più.
Credo che proprio per questo ne si dovrebbe parlare: per ascoltarsi e ascoltarci nella nostra complicatezza.
So cosa significhi trovarsi in quel momento nel quale tu, adagiata nella comodità, fasulla e illusoria comodità, ti convinci vada meglio "non vivere" in questo modo.
Tutto ciò è diventato abitudine, è la tua casa. 
Tu, rannicchiata, nel tuo angolino che ti toglie spazio ed aria...ti senti al tuo posto. Sì, ormai è diventato quello il tuo posto.
Ma se socchiudi anche solo gli occhi per poter riavere la vista, ecco che non lo è...non lo è!

So che la battaglia interiore deve partire da noi, da te.
So quanto è inutile che io sia qui a parlarti sperando di indirizzarti verso una mia idea.
Questo non è il mio obiettivo. Non ho un'idea precisa.
Voglio solo dirti che queste cose le ho provate e le provo anch'io.
Voglio dirti che più rimani in quell'angolo, che più lo assecondi ed autorizzi a toglierti spazio, il pensiero di poterti liberare; che più lo senti casa e sicurezza... più sarà complicato smuoverti da lì.

Quando ci proverai sarai veramente esausta, sfinita di quel posto; sarà quando l'illusione avrà lasciato almeno parzialmente liberi i tuoi occhi. Così capirai che le pareti non sono dipinte di rosa con dei fiorellini...vedrai sbarre.
Allora in quel momento vorrai uscire, ma non avrai la chiave, perchè non l'avrai costruita negli anni precedenti.
Ed ecco che ti ritroverai a stare male, volendo stare meglio. 
Senza chiave, che anche costruita in parte ci permetterebbe di completarla durante le ore d'aria.

Io la prospettiva di un futuro senza chiave non lo voglio, per me, per gli altri.
La chiave è vita.

 


A te, C.


sabato 18 novembre 2017

DEDICATO A TE, proprio a ME.


Ci sono persone magiche che hanno il potere di squadernare tutti i file delle umane emozioni lasciando gli altri commossi, con il sole dentro.
Sovvertono le regole, hanno infinite premure che non vengono loro riconosciute e ti sbattono in faccia certe verità con grazia incosciente.
Si dicono codarde di fronte alle sfide della vita e poi tirano fuori un coraggio che nemmeno Gli Incredibili.
Pensano sempre di non essere all'altezza, di essere troppo imbranate, stupide ed incapaci per potercela fare.
E invece scalano le vette volando, come falchi, come aquile, senza neanche il fiatone.
Si credono inferiori.
Ci credono davvero, non lo fanno per posa.
Inferiori e deboli.
Invece sono MAGICHE. Sono invincibili.




sabato 23 settembre 2017

ANORESSIA. Saremo mai capiti?


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Ginevra


Comunque stavo pensando ad una cosa importante.
Nonostante di anoressia si parli molto al giorno d'oggi, secondo il mio punto di vista si sa poco e niente. Nel senso che non si è ancora afferrato il significato profondo di questo comportamento. O meglio, lo si attribuisce a motivi che, onestamente, sono "fasulli". Un po' come gli attacchi di panico, mi capite?
Ostinarsi a pensare che un anoressico sia tale semplicemente per seguire i modelli estetici dominanti (vedi modelle che i mass media propongono ogni giorno in TV, ecc.) è fare del riduzionismo puro. L'anoressico non è interessato all'estetica, che si ritrova invece ad essere un argomento di culto per un bulimico, il quale si aggrappa ad un modello estetico con l'obiettivo di essere visto, apprezzato e amato.
Come dicevo, l'anoressico è totalmente disinteressato all'estetica e dell'amore degli altri quasi non sa cosa farsene. O meglio, non sa come gestirlo nel migliore dei modi. O ancora, forse non se ne accorge nemmeno di questo amore. Questo perché è talmente concentrato su se stesso e sullo studio di una strategia valida per scomparire che mai potrebbe accorgersene. Il suo desiderio più grande è quello di non essere visto, scoperto.
Ma in compenso ha un rapporto "fantastico" con la morte. LA CERCA, LA VUOLE, LA DESIDERA. Anche se la teme.
Ecco, si arriva all'anoressia perché non si ha abbastanza coraggio per farla finita del tutto, ed allora si tenta evitando il cibo di diventare ombra.
SEMPRE MENO VISIBILI PER DIVENTARE INVISIBILI, SEMPRE PIÙ SOTTILI CON L'OBIETTIVO DI ESSERE IGNORATI. Insomma, un modo speciale per dire "lasciatemi stare".
È la morte che non fa rumore, un desiderio di distacco dal resto del mondo, come un bisogno di separazione e non di condivisione. Tanto nessuno può arrivare a capire, ed infatti non capiscono. Ecco credo che l'anoressico,tra tutte le persone che vivono un malessere interiore, sia il meno capito in assoluto. Ma difatti, chi potrebbe mai capire un desiderio che, invece di passare attraverso il suicidio, viene accarezzato giorno dopo giorno attraverso il rifiuto del cibo? 


E voi come la pensate invece? Mi andrebbe un confronto con voi (civilmente ovviamente)...sapere la vostra opinione in merito. Parlarne con voi, che più di tutti potete capire queste mie parole su un argomento così "popolare" ma anche molto delicato. Sto cercando di darmi delle risposte sul mio malessere, risposte mai avute davvero da nessun medico "specializzato".


giovedì 21 settembre 2017

La notte, IL BUIO


La notte.

Quel momento nel quale ti trovi in una stanza da sola, ma con tutti i tuoi demoni, nessuno escluso.
Anche il cibo ti tormenta: il tuo corpo chiede nutrimento tramite troppo frequenti immagini nella tua mente.
Vuoi piangere, ma le lacrime non vogliono lasciarti.
Ti senti già troppo sola così.

La lotta, perchè tu non ce la fai più, ma non vuoi realmente morire.
Tu vuoi Vivere, con tutte le tue forze che ti neghi di avere.
Ma la notte, il buio ti circonda.
Nessuna decisione di notte. Domani si combatte.



martedì 29 agosto 2017

un VENTO TORTUOSO


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Laura


Come glielo spieghi alla gente..come puoi farle capire certe sensazioni..come puoi far comprendere che il vuoto e l'irrequietudine ti divora l'anima?
Puoi usare tutte le parole che vuoi..non ti capiranno mai..non ti prenderanno mai troppo seriamente e finiranno solo per vederti una piccola egoista che recita una parte. Tutti i tuoi meccanismi disfunzionali saranno visti come capricci e brutte abitudini che non vuoi cambiare..come una comodità o una scappatoia..ma non è cosi.
Quando stai seduto su una cazzo di sedia che cerchi di studiare ma i pensieri sono cosi incatenati che una semplice moltiplicazione ti fa perdere ore intere. 
È una sensazione che ti parte dalla pancia e sale sino alla gola.. è fastidio, è prurito, è malessere. Nessuna medicina, nessuna distrazione, nessuna voce o musica placa il delirio. Inganni il tempo con libri,sigarette..ma la sensazione rimane statica e non va via. Viaggiare, ballare, l'alcool, il mare..non cè scappatoia che ti salvi. Pensi, ripensi..solo la morte puo annullare il tutto..annullare te stessa per non sentire, eclissarti con il nulla per non provare. Cosa c'è di sbagliato? Cosa o come puoi cambiare tale realtà? 
L'anima brucia, è come un taglio su cui per sbaglio finisce il sale misto al limone.. pronunciare certe parole a orecchie esterne finirebbe per farti sembrare esagerata, sbagliata, pazza.
Ma è proprio cosi che mi sento..un bruciore astratto che non si estingue, una ferita che non cicatrizza, un fuoco che non si spegne, un pianto incessante. 
E loro ti chiedono quale sia il problema..ma qual è il problema? Io non lo so..io lo cerco, provo a far chiarezza ma sono sensazioni che sembrano partire senza un via, che ti assalgono e ti travolgono. Se sapessi quale sia il problema non pensate che la soluzione sarebbe gia arrivata? 
E allora smettetela con domande idiote che milioni di volte mi sono posta e hanno procurato solo piu confusione in me. 
Agghindo la mia vita ma un vento tortuoso spazza ogni singolo dettaglio.





martedì 20 giugno 2017

pubblicazione LIBRO!



Eccomi qui, soddisfatta di essere arrivata alla prefissata meta di completamento del mio scritto.
Eh si, CE L'HO FATTA!
In questi giorni sto sistemando i disegni che ho fatto negli anni scansionandoli, per poterli in questo modo aggiungere tra le mie parole.
Non vedo l'ora che tutto sia pronto... e grazie del sostegno, siete stati la mia forza!




lunedì 6 marzo 2017

CINGERE te stessa.


Esausta, ti sdrai sul letto a te più vicino. 

Tanto della tua vita si è nuovamente sgretolato.
Il tutto da quando il tuo inconscio ha rivelato un nuovo, ma antico segreto a te stessa; un segreto che ha custodito per anni, per proteggerti. 


L'orizzonte è offuscato.
Il dolore. La paura. Il terrore. Il dolore ancora.
Il respiro che si smorza.
Ma uno sguardo che improvvisamente riesce ad accendersi: la visione del braccialettino che hai al polso.


Il pensiero va ad una bambina, tanto piccola, tanto grande.
Grande la forza che ti infonde, con i suoi sorrisi ed il suo modo di dimostrarti il suo volerti bene.
Lei avrà un futuro.
Tu un motivo in più per combattere: fare in modo che la speranza non venga rubata anche a lei.
 

Combattere per il suo futuro. Per il loro futuro.
Combattere per ciascun bambino, ragazza o ragazzo che sei stato e sicuramente non hai abbandonato.
Dare affetto anche a lui, anche a lei.
Cingere la piccola che sei stata, abbracciarla dentro te




domenica 22 gennaio 2017

lunedì 11 aprile 2016

QUELLA parte di te.

Tutto ti fa schifo.
No, basta raccontarsi balle, sei tu che prima di tutto ti fai schifo. Il tuo comportamento ti fa schifo. Non riuscire a smettere ti fa schifo.
Fiondarti in cucina ogni notte, ogni giorno, ogni momento e divorare ció che trovi non sentendone nemmeno il sapore; affogarti di quello di cui senti la mancanza, solo utilizzando un sostituto, il cibo. Consolatore e giudice supremo al tempo stesso.
Chi ci sale più sulla bilancia?! E lo specchio? Da coprire.
Ma tu mangi, ma che dico mangi, butti giù tutto all'impazzata, non mastichi nemmeno.
Magari rinsavisci leggermente: vorresti piangere, liberarti..ma non ci riesci. Ed eccoti a riempirti le braccia di tutto ciò che ci sta. Corri in camera.

Una parte di te urla silenziosamente di aiutarti, di fermarti... Ma nessuno lo fa.
E ora il letto è pieno di briciole fin sotto le lenzuola.
E ora lo stomaco è pieno di tutto fuorché d'affetto, fin quasi alla gola.
E ora tu ti trovi in bagno e non si sa come ti sei seduta per terra e scrivi.
Forse perché una parte di te non vuol cedere ancora allo schifo.



mercoledì 9 marzo 2016

Fiocco Lilla, combattere INSIEME.


Il 15 Marzo sarà la giornata dedicata ai distrrbi alimentari.

Mi rendo conto che da tempo scrivo in questo blog, per me e per voi, ma anche con voi;
Tante cose son cambiate, cose son state affrontate: abbiamo vinto, perso, vinto e perso ancora.
In ogni caso siamo qui, che sia a scrivere, che sia a leggere.
Mi sento di dire che tutti noi abbiamo vinto.
E così dobbiamo continuare a farlo, continuare a combattere... per noi. Per vivere.
Le imprese sono fatte per essere portate a termine e insieme possiamo farcela.
Un ricordo ed un dolce pensiero va a chi, purtroppo, abbiamo visto spegnersi a causa di queste malattie.
Avrei tanti nomi da scrivere, ma che mi tengo e mi terrò sempre nel cuore.
Il fiocchetto lilla rimarrà al mio polso da oggi a quando avrà intenzione di staccarsi, perchè il tutto non si può ridurre ad una giornata e così non sarà: il mio fiocco vedrà la Lombardia, il cielo, la Spagna...e chi sa quanti luoghi ancora.
Con me, con quel fiocchetto lilla, ci sarete TUTTI voi.
PER COLORARE DI LILLA IL SILENZO; PER TRASFORMARLO IN PAROLE, CHE VIAGGINO E DIANO SPERANZA.
Grazie, per tutto, a chi mi legge e a chi ho nel cuore.

Vorrei lasciarvi un video, "Sguardi Lilla": rendere grande un piccolo "fiocchetto lilla".









martedì 2 febbraio 2016

Farsi vincere? NO GRAZIE.

Mi trovo qui, a pensare a chi mi legge, chi mi segue... mi trovo qui, come già mi ci son trovata numerose volte nell'ultimo periodo.
E' che a volte ci si chiude in noi stessi.
Si sigilla qualunque mezzo di comunicazione ci ritroviamo a disposizione, perdendo la capacità di trovare una valida apertura, un'adatta via di fuga anche da noi stessi, che ci siamo autointrappolati in questa situazione.
Ci allontaniamo, a malapena esistiamo. E poi, a questo punto, chi siamo?
Tutto finisce per avvolgerci e trascinarci nel baratro.

Bisogna almeno aggrapparsi, fare almeno un po' di opposizione, io di questo ne sono consapevole.
Ci sono sempre svolte: che siano belle, brutte, dolci, amare, salate o così piccanti da non sopportarle.

Se ci arrendiamo non sapremo mai che gusto queste svolte hanno.
E poi viva la testardaggine, non mi faccio vincere.




domenica 6 dicembre 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - ...Tranne, forse, GUARIRE.

 
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Franny


Ieri in un grande centro commerciale, in mezzo ai greggi di luci scintillanti e in mezzo alla carrellata di prodotti che guardandoli sembrano darti la garanzia che quando li porterai a casa le cose cominceranno davvero ad andare bene, non ho avuto il cuore di provarmi nessuno degli abiti che ho adocchiato in un negozio di abbigliamento. Da giorni, infatti, ma che dico, mesi, da quando sono ingrassata a dismisura, mi impacchetto nella solita divisa informe rigorosamente nera evitando di incrociare lo sguardo delle vetrine e quello delle persone, anche. Per farvi capire il mio livello di disagio vi dico soltanto che sto studiando cinque libri in più per un esame pur di non dover frequentare e sentire gli occhi delle persone addosso e non dover vedere la confusione che gli affiora negli occhi quando ogni volta, da anni, mi vedono arrivare con un peso diverso, inferiore o superiore che sia. Mi hanno vista pesare sia 52 kg che 68, sia 56 che 61, quindi forse sono abituati, ma l'unica che non si abitua al trasformismo in cui consiste la propria bulimia sono io. Per giunta da giorni sto iniziando a provare dei dolori laceranti allo stomaco, non so spiegarvi che razza di dolore è, un dolore così forte che posso solo accasciarmi su me stessa stringermi la pancia e sperare che passi. Ho paura che le conseguenze del vomito che mi induco da anni stiano iniziando a farsi sentire.
Ad ogni modo ieri, in quel centro commerciale, mi sono fatta tentare dal caffè verde in erboristeria. Anche stavolta ho speso tutti i miei risparmi nell'ennesima cazzata che non funzionerà. Perchè da quando sto male le ho provate tutte. Tutte tranne, forse, guarire.