Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
Blog con tema principale 'disturbi alimentari'. Pensieri, parole, animi stanchi. Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita. Chiunque lo desideri può inviarmi tramite messaggio facebook o e-mail ciò che vuole esprimere e condividere con noi, lettrici e lettori di questo blog e ciò verrà pubblicato. Diamo voce all'urlo soffocato in noi!

Fin da quando ero una bambina, ho conosciuto l'amore abbinato al dolore. Crescendo ho conosciuto meglio me stessa e la mia ipersensibilità. Da sempre ricerco qualcosa che colmi i miei vuoti, ma quando li riempio, il mio corpo rigetta il contenuto. Non è mai quello giusto. Ho bisogno di svuotarmi e riempirmi sistematicamente e non mi sento mai completa, ma solo piena di buchi. Spesso ricerco l'amore, spesso il dolore. Cerco entrambi con la stessa costanza e spesso, mi sovrastano. Si accavallano, si intersecano ai miei nervi, circondano il mio corpo e mi si avvinghiano intorno come serpenti, mi impediscono di respirare. Vorrei tanto smettere di credere, che la mia interezza sia ricoperta di cavità, e che bisogni rabboccarle fin l'orlo. Il mio corpo mi grida, vomitando fuori tutto quello che provo disperatamente a ficcare dentro per rattopparmi, e grida, grida, grida. Non mi sento bene, come dopo un'esplosione, non sento nulla. Puoi gridare quanto vuoi, ho bisogno di tempo prima di riacquisire l'udito. Eppure il rumore è assordante, la testa mi pesa. Ricordo una bambina, e il suo rumore. La ricordo in mezzo alle masse di persone con lo sguardo vacuo. La ricordo buttarsi con le ginocchia sulle costruzioni lego sparse per il pavimento. La ricordo dire il suo primo ti amo e ricevere in risposta uno spintone. In fondo, è questo che ho imparato. Come posso biasimare quella bambina, adesso cresciuta. Voglio prenderla per la mano e accompagnarla nel suo percorso, insegnarle ad abbassare il volume del rumore che le impedisce di sentire bene, di sentirsi. A valutare cosa è meglio per la sua salute, a prendersi cura di sé, a bastarsi, vedersi completa, conoscere l'amore; non per forza disastrato per esser definito tale. Insegnarle che il dolore va affrontato e non coperto con un dolore più forte. Piccola mia, tirati su e camminiamo insieme.
' E ho capito molte cose....
Ho capito e imparato a lasciarmi MOLTE cose alle spalle e "farmele scivolare addosso", che il tempo sistema tutto, anche le cose che pensavi non passasero più.
Ho capito che il silenzio aiuta molto a riflettere e la riflessione, molte volte, porta a dei punti "favorevoli".
Ho capito che piangere non è sinonimo di debolezza ma di "anch'io ho un cuore e anch'io soffro".
Ho capito che 1 mese-due o tre non è niente confronto ad una vita o ad un affetto.
Ho capito che chi vuole esserci c'è, sempre, anche con mille difficoltà di mezzo, che l'amico vero è quello che ti rimane accanto anche quando sei nel pieno dello schifo.
Ho capito che ultimamente le persone hanno avuto MOLTA pazienza con me e che ero letteralmente intrattabile, che SE VUOI BENE AD UNA PERSONA LA DEVI LASCIARE LIBERA, che più "stringi" più questa prende le distanze, che se vuole farti del male lo fa in ogni caso.
Ho capito e imparato di chi e cosa fidarmi, che non tutti sono infami, che alcuni ci tengono davvero.
Ho capito che non ha senso essere LA PIÙ importante, ma che basta semplicemente esserlo ...che chi vuole ha la possibilità di darti il mondo invece chi non te lo da significa che non ti merita o, semplicemente, tu meriti di più.
Ho capito e imparato a dire "stop. Ora penso a me", che NESSUNO È PIÙ IMPORTANTE DI ME.
Ho capito che l'età non conta un cazzo, che quando una persona ti entra dentro non c'è limite di niente ....ti arriva, ti smonta, TI CAMBIA, ti rimbambisce e tu non puoi farci ASSOLUTAMENTE nulla.
HO CAPITO CHE IL CIBO NON PUÒ ESSERE MIO NEMICO, CHE UNO STOMACO "PIENO", anche nel riflesso dello specchio, È LA COSA PIÙ NORMALE DEL MONDO, che se "usato" bene (il cibo) non può ucciderti ....e NON DEVI LASCIARTI UCCIDERE.
Ho capito che non bisogna dipendere da nessuno, che se no è la fine, che va bene tenerci ma fino a pagina 9.
Ho capito che è l'imperfezione a rendere SPECIALE una cosa. E io, come molte persone che conosco, non siamo perfette, che la perfezione porta solo in un buco nero irraggiungibile, banale e inutile.
Ho capito che l'aspetto fisico conta davvero poco, per lo stesso motivo che ho spiegato prima: perchè quando una persona ti 'colpisce' -in senso buono- dentro, puoi solo lasciarti andare e provare. provare. provare. Spaccarti le ossa, lottare, cadere, RIPROVARCI, ma senza mai mollare. Lottare fino all'ultimo, LOTTARE SEMPRE PER CIÒ CHE SI VUOLE; che tanto PRIMA o POI le soddisfazioni arrivano. Ma soprattutto, ma più di tutto in assoluto, ho capito che anch'io valgo qualcosa.... e che anche per me, "vale la pena"!!!! '
Una lettera, anzi lettera è riduttivo, è molto di più.
Pensieri, parole, animi stanchi.