Blog con tema principale 'disturbi alimentari'. Pensieri, parole, animi stanchi. Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita. Chiunque lo desideri può inviarmi tramite messaggio facebook o e-mail ciò che vuole esprimere e condividere con noi, lettrici e lettori di questo blog e ciò verrà pubblicato. Diamo voce all'urlo soffocato in noi!
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venerdì 1 maggio 2020
a LORO.
Pensieri,
parole, animi stanchi.
Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Alessandra
A LORO, a tutte quelle persone che non tutti purtroppo hanno, ma che, se ci sono, aiutano tutti NOI.
Sono le persone che hanno deciso che, nonostante le ossessioni, le difficoltà, i litigi, le restrizioni, le abbuffate, ci sono e ti promettono (e tu sai che è così) che ci saranno.
LORO sono tutti coloro che, a loro modo, spesso (come non potrebbero) sbagliando, ci sono.
Ti affiancano nel tuo percorso quasi impossibile e per alcuni di noi, per alcuni versi, infinito. Non si arrendono.
Lottano CON e INSIEME a te.
LORO meriterebbero il meglio da tutti.
Spesso é proprio per dargli il nostro meglio che ci svegliamo la mattina.
LORO meriterebbero TUTTO perché non è facile starci vicino.
Non ci capiscono nonostante i mille sforzi. E NON perché non vogliono.
Semplicemente, non possono. Nemmeno noi siamo in grado di capirci, molto, molto spesso.
Perché camminare sulle strisce del marciapiede? Perché l'olio fa paura? Perché tagliarsi?
LORO non sono perfetti, non sono infallibili (come tra l'altro, vorremmo essere NOI), ma CI SONO.
E A LORO VA IL MIO PIÙ GRANDE GRAZIE.
P. S. Quante volte avremmo voluto essere soli?!? Liberi da ogni vincolo affettivo?
Io per esempio, ho chiuso tutti i rapporti di amicizia nonostante ne soffra.
Ma, ricordiamoci di tutte le dannate volte in cui ci hanno SALVATO e permesso di godere, anche se per un secondo, di una gioia di questa tormentata vita.
lunedì 16 marzo 2020
il POSITIVO.
Ogni anno creo un mio post sulla ricorrenza della giornata nazionale dedicata ai disturbi alimentari.
Quest'anno arrivo con i miei tempi.
Ieri non ce l'ho fatta, un incoraggiamento non mi era facile da dedicarvi.
"Avevo un bisogno disperato di dichiarare guerra al mondo intero. Ma non riuscivo più a trovare i nemici. Erano tutti dentro di me."
Questa citazione di Gramellini rispecchia come io mi sentivo a riguardo dei disturbi alimentari ieri.
Sentivo il bisogno io di un incoraggiamento.
E prima di annullarmi come ho sempre fatto per dedicarmi agli altri, ho deciso di dedicare la giornata a me stessa.
Ieri dopo mesi e mesi, mi sono messa lo smalto.
Non tendo a curarmi molto, la mia persona sfugge spesso alle mie priorità.
Ma ieri volevo fare qualcosa per me, per incoraggiarmi.
Ora le mie mani hanno un aspetto diverso. Sono le mani creative che mi ricordano che ho una mia personalità, i miei bisogni e desideri e che non devo lasciare che la mia mente li ricopra con pensieri negativi che tendono a farmi dimenticare il resto.
Ora che l'incoraggiamento sono riuscita a farlo a me, voglio condividerlo con voi.
Non importa ciò che abbiamo passato. Il passato è passato.
Perdonare è essenziale, quanto il lasciar scorrere.
Il nostro corpo è innocente, quanto lo siamo noi.
Basta colpe, punizioni, pretese, fisse e controllo.
Credo sia fondamentale ripetercelo ogni giorno.
Sorriderci allo specchio e dirci "sei bella" come ci suggeriscono spesso di fare è completamente inutile se non abbiamo una minima parte di noi che lo pensa davvero.
Concentriamoci su ciò che di noi è positivo. Sulle piccole rivincite che possiamo avere.
"Non sono in grado di far nulla" è una frase che riecheggia forte nella mia testa.
Ma non è vero.
Io so disegnare, mi so esprimere con i colori.
So farmi voler bene. E se non riesco ad esserne certa con le persone per le mie troppe insicurezze, allora c'è il mio gatto che me lo trasmette sempre.
Ora non mi viene in mente altro di positivo, è difficile per me pensare in questo modo.
Ma son già due punti a mio favore. E altri devo trovarne.
Lo stesso chiedo di fare a voi, perché in un qualche modo, anche se sembra impossibile crederci, tutti ce lo meritiamo.
Tutti.
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venerdì 13 dicembre 2019
un CORDIALISSIMO VAFFANCULO.
Ecco.
E' cosi'.
Ci sono ricaduta, per l'ennesima volta.
E' cosi'.
Ci sono ricaduta, per l'ennesima volta.
Quella stronza e' tornata, ma stavolta con un colpo basso: solitamente me ne ammalavo per bisogno di controllo. Ora, dopo essere ingrassata a dismisura per colpa dei farmaci, e' di nuovo qui a ripetermi costantemente che il mio peso non va bene.
Mi ripete che sono sovrappeso, grassa, orrenda, orribile, schifosa dentro e come riflesso anche fuori.
Beh, io stavolta son partita sin da subito con i vaffanculo.
Ho chiesto aiuto appena ho ammesso a me stessa di non potercela fare da sola.
Ora psicoterapeuta, psichiatra e tra poco il centro dei disturbi alimentari mi aiuteranno tutti insieme.
Abbassero' il mio peso, ma non mi portero' alla morte seguendoti alla ceca.
"Cara" anoressia, un cordialissimo vaffanculo.
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lunedì 1 luglio 2019
QUANTE VOLTE?
Pensieri,
parole, animi stanchi.
Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Cassy
Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?
Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.
parole, animi stanchi.
Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Cassy
Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?
Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.
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giovedì 11 aprile 2019
Fuori AGISCI e dentro LACRIMI.
In un secondo ti ritrovi senza alcuna sicurezza, se non quella di essere inadeguata per tutto, incapace sotto ogni aspetto. Ci provi, cerchi di ripensare al discorso che ti ha aiutata a calmarti, ma la sensazione di essere persa non se ne va, accompagnata dall'ansia che sembra poter solo aumentare annientando le tue capacità di reagire.
Vorresti qualcuno accanto a te ma sai che se chiederai aiuto ti sentirai solo più stupida. La vergogna di te stessa regna sovrana.
Vorresti qualcuno accanto a te ma sai che se chiederai aiuto ti sentirai solo più stupida. La vergogna di te stessa regna sovrana.
Ed ecco che ti trasformi in quel che più di te temi.
Fuori agisci e dentro lacrimi. Lacrime spaventate e che dentro a te rimangono.
Non è vero che i gatti neri portano sfortuna.
Pianto disperato, ma liberatorio. Grazie Nuvoletta mia.
lunedì 12 novembre 2018
con il CORAGGIO di CAMBIARE.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Tea
Mi è capitato di pensare quante vite spezzate hanno calpestato questo pavimento
Con gli occhi lucidi o la rabbia che li divorava
Con la speranza svanita
Con il coraggio di cambiare
Penso a quanti
Hanno scalciato le pietre
Hanno guardato i colli
Hanno visto un tramonto
E il cuore si è quietato un poco
Penso a quanti
Si sono seduti su questa sedia
Con la sigaretta in mano
E il cappuccio sulla testa
Come a proteggerli
Penso ai loro pensieri
Fragili
Dolorosi
Spaventosi
In lotta tra di loro
In un modo che solo noi
Possiamo capire
Penso a quanti baci sono stati scambiati qui
Baci rubati
Perché non si può
O baci d' amore
Di coppie che si rivedono dopo
Lo scorrere del tempo
Penso al sole sui colli
Che magari ti acceca gli occhi
E ti dici che in fondo non è cosi male
Essere qui
Penso a quante anime
Hanno calpestato la terra che calpesto io ora
Magari ora sono lontani
Hanno una vita serena
È quello che voglio pensare
Ma un anima spezzata
Lo rimane per sempre.
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martedì 12 giugno 2018
SONO così.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Alice
Mi sento sola.
Esausta dentro. sfinita da pensieri.
Stufa di tutto.
Sola.
Ma la sentite la mia voce?
Qualcosa non va.
Non capisco, o non capite.?
Evadere, ho bisogno di evadere.
Via.
Entrare in un tunnel, buio e freddo, a 17 anni ed uscirne a 24...
Finalmente fuori... instabile ma fuori... e col Cazzo che ci torno in quel tunnel di merda.
Penserete.. beh.. bene.. Non sei felice!? Ora sei fuori.
E vi dirò... dopo 7 anni di buio...la luce ti acceca..e gli occhi bruciano... dopo 7 anni di solitudine e vuoto il mondo fa paura.
Per 7 anni esistevo senza vivere davvero...
Paura di fidarsi.. paura di sbagliare.. paura di essere giudicata non piacere quindi rimanere sola in questa mia "diversità"e incapacità di vivere la vita sociale.
Non sono felice... ma STO BENE.. E SONO FORTE.
Solo un po' lenta e intimorita.
Alice è cosi.
E Non posso essere diversa da quella che sono.
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mercoledì 11 aprile 2018
SOLA come condizione.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da ΔΈ
Mi sento sola
Ma è una solitudine più intrinseca
Più che dovuta ad una mancanza
Come una condizione permanente
Una continua ricerca di qualcosa o qualcuno di ignoto
Che probabilmente non esiste nemmeno
Come quando hai voglia di qualcosa ma non sai di cosa
E alla fine o mangi qualunque cosa e stai male
O digiuni.
E io digiuno.
domenica 11 marzo 2018
DCA, una MALATTIA.
Quanto spesso ci sentiamo dire "Ma dai, basta che ti sforzi, che mangi, basta che ti metti a fare qualcosa, guarda ci sono arrivato pure io; io lo so che sei intelligentte...se proprio vuoi rilassarti magari fumati una canna."
Cosa sono i disturbi alimentari?
Cosa sono i disturbi di personalità?
Cosa sono i disturbi post traumatici?
Se ve ne siete anche fregati di documentarvene non avete diritto di parola.
Potete solo starvene ZITTI.
Tutto ciò, compreso di depressione è stato inserito da anni ed anni nelle MALATTIE.
Ora, andate da una persona che ha un'altra malattia, come una bronchite "Ma dai, basta che ti sforzi, che mangi, basta che ti metti a fare qualcosa, guarda ci sono arrivato pure io; io lo so che sei intelligentte...se proprio vuoi rilassarti magari fumati una canna."
MAGIA. PER ME GUARISCE.
Dite che funziona con un cardiopatico? Dai, smettiamo di sparare caz*ate.
E ricordiamoci che ognuno può avere cose che si tiene per se.
Benvengano i consigli ma non da chi crede di sapere tutto...
Perchè ciò che dite può causare conseguenze.
Dalla più lieve come "scusatemi devo andare in bagno e si piange fino quasi a vomitare" alle più gravi che rientrano nelle MALATTIE.
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venerdì 12 gennaio 2018
Sbarre e CHIAVI.
Scrivere è complicato quando si tratta di questi argomenti, ma parlarne anche di più.
Credo che proprio per questo ne si dovrebbe parlare: per ascoltarsi e ascoltarci nella nostra complicatezza.
Credo che proprio per questo ne si dovrebbe parlare: per ascoltarsi e ascoltarci nella nostra complicatezza.
So cosa significhi trovarsi in quel momento nel quale tu, adagiata nella comodità, fasulla e illusoria comodità, ti convinci vada meglio "non vivere" in questo modo.
Tutto ciò è diventato abitudine, è la tua casa.
Tu, rannicchiata, nel tuo angolino che ti toglie spazio ed aria...ti senti al tuo posto. Sì, ormai è diventato quello il tuo posto.
Ma se socchiudi anche solo gli occhi per poter riavere la vista, ecco che non lo è...non lo è!
So che la battaglia interiore deve partire da noi, da te.
So quanto è inutile che io sia qui a parlarti sperando di indirizzarti verso una mia idea.
Questo non è il mio obiettivo. Non ho un'idea precisa.
So quanto è inutile che io sia qui a parlarti sperando di indirizzarti verso una mia idea.
Questo non è il mio obiettivo. Non ho un'idea precisa.
Voglio solo dirti che queste cose le ho provate e le provo anch'io.
Voglio dirti che più rimani in quell'angolo, che più lo assecondi ed autorizzi a toglierti spazio, il pensiero di poterti liberare; che più lo senti casa e sicurezza... più sarà complicato smuoverti da lì.
Quando ci proverai sarai veramente esausta, sfinita di quel posto; sarà quando l'illusione avrà lasciato almeno parzialmente liberi i tuoi occhi. Così capirai che le pareti non sono dipinte di rosa con dei fiorellini...vedrai sbarre.
Allora in quel momento vorrai uscire, ma non avrai la chiave, perchè non l'avrai costruita negli anni precedenti.
Ed ecco che ti ritroverai a stare male, volendo stare meglio.
Senza chiave, che anche costruita in parte ci permetterebbe di completarla durante le ore d'aria.
Io la prospettiva di un futuro senza chiave non lo voglio, per me, per gli altri.
La chiave è vita.
La chiave è vita.
A te, C.
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giovedì 28 settembre 2017
Morte al tuo VERO tormento.
" Avvolgi d’amore i tuoi dolori più forti,
colma il tuo vuoto con il tuo tesoro più grande:
LA VITA.
Dai morte al tuo vero tormento,
che si nasconde dietro quel gran paravento.
L’anoressia impaurisce, sfinisce,
come una dittatrice tanti ordini impartisce.
Giudizi, schifo, odio, morte, il passato,
cibo, sangue, debolezza, fuga.
Ogni strumento è valido
per succhiare la vita come una sanguisuga.
Quali altri? Andate via, non capite.
Tu, passante ignorante, stai zitto, non mi conosci.
Mi dici di mangiare, che sono uno stecco, ma quale pastasciutta?
Come ti permetti di giudicarmi? Dici che sono fragile?
Con tutte le armi che uso, con tutta la resistenza mentale,
con l’enorme sforzo che faccio per alzarmi dal letto ogni mattina,
con il male alle gambe per scendere le scale e fare una passeggiata qualunque..
Dopo tutti i pianti, lacrime fredde che scendono mentre sono distesa in terra nel bagno,
pianti di urlo interno, una richiesta d’aiuto al mio cuore che non sento più.
Tu sei fragile, che ti lamenti per una ferita o perché la ragazza con cui stavi da pochi mesi ti ha lasciato.
E no, non voglio parlarne con nessuno, non voglio farvi male,
me ne vado nel mio angolo buio, non cercate di entrare, non avvicinatevi.
Ma non andate via, non ascoltatemi veramente, state con me,
non ascoltate la mia malattia.
Non abbandonatemi mai, vi insulterò, vi chiederò di uccidermi,
di mettere fine a tutto a questo, ma non è la voce del mio cuore.
Voglio vivere, voglio amare, voglio essere amata, voglio il silenzio.
Se vi insulterò, il mio cuore vi sta chiedendo dolci parole.
Se vi chiederò di uccidermi, il mio cuore vi sta chiedendo un abbraccio
per riportarmi alla vita.
Se vi chiederò di mettere fine a tutto questo, il mio cuore vi sta chiedendo
di portarmi via dall’angolo buio.
Se vi sbatto la porta in faccia, non arrendetevi a entrare.
Toglietevi le fasce dagli occhi, tirate fuori la vostra empatia,
non abbiate paura di me.
Voglio il vostro affetto, lo voglio tutto, voglio fiorire,
io da sola non ce la faccio.
Sono stanca, non ho più voglia di piangere,
venite a darmi dei calci in culo.
Portatemi nella punta dell’Everest, alle Hawaii e fatemi vedere quanto è bello vivere.
Fatemi vedere i bei tramonti, i grandi castelli, il blu del mare, le luci di una città di notte,
il vostro grande sorriso, voglio godermelo anche io.
Voglio coltivare la mia vita, voglio rinascere, sono nata per vivere, lo so. "
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martedì 29 agosto 2017
un VENTO TORTUOSO
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Laura
Come glielo spieghi alla gente..come puoi farle capire certe sensazioni..come puoi far comprendere che il vuoto e l'irrequietudine ti divora l'anima?
Puoi usare tutte le parole che vuoi..non ti capiranno mai..non ti prenderanno mai troppo seriamente e finiranno solo per vederti una piccola egoista che recita una parte. Tutti i tuoi meccanismi disfunzionali saranno visti come capricci e brutte abitudini che non vuoi cambiare..come una comodità o una scappatoia..ma non è cosi.
Quando stai seduto su una cazzo di sedia che cerchi di studiare ma i pensieri sono cosi incatenati che una semplice moltiplicazione ti fa perdere ore intere.
È una sensazione che ti parte dalla pancia e sale sino alla gola.. è fastidio, è prurito, è malessere. Nessuna medicina, nessuna distrazione, nessuna voce o musica placa il delirio. Inganni il tempo con libri,sigarette..ma la sensazione rimane statica e non va via. Viaggiare, ballare, l'alcool, il mare..non cè scappatoia che ti salvi. Pensi, ripensi..solo la morte puo annullare il tutto..annullare te stessa per non sentire, eclissarti con il nulla per non provare. Cosa c'è di sbagliato? Cosa o come puoi cambiare tale realtà?
L'anima brucia, è come un taglio su cui per sbaglio finisce il sale misto al limone.. pronunciare certe parole a orecchie esterne finirebbe per farti sembrare esagerata, sbagliata, pazza.
Ma è proprio cosi che mi sento..un bruciore astratto che non si estingue, una ferita che non cicatrizza, un fuoco che non si spegne, un pianto incessante.
E loro ti chiedono quale sia il problema..ma qual è il problema? Io non lo so..io lo cerco, provo a far chiarezza ma sono sensazioni che sembrano partire senza un via, che ti assalgono e ti travolgono. Se sapessi quale sia il problema non pensate che la soluzione sarebbe gia arrivata?
E allora smettetela con domande idiote che milioni di volte mi sono posta e hanno procurato solo piu confusione in me.
Agghindo la mia vita ma un vento tortuoso spazza ogni singolo dettaglio.
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lunedì 11 aprile 2016
QUELLA parte di te.
Tutto ti fa schifo.
No, basta raccontarsi balle, sei tu che prima di tutto ti fai schifo. Il tuo comportamento ti fa schifo. Non riuscire a smettere ti fa schifo.
Fiondarti in cucina ogni notte, ogni giorno, ogni momento e divorare ció che trovi non sentendone nemmeno il sapore; affogarti di quello di cui senti la mancanza, solo utilizzando un sostituto, il cibo. Consolatore e giudice supremo al tempo stesso.
Chi ci sale più sulla bilancia?! E lo specchio? Da coprire.
Ma tu mangi, ma che dico mangi, butti giù tutto all'impazzata, non mastichi nemmeno.
Magari rinsavisci leggermente: vorresti piangere, liberarti..ma non ci riesci. Ed eccoti a riempirti le braccia di tutto ciò che ci sta. Corri in camera.
Una parte di te urla silenziosamente di aiutarti, di fermarti... Ma nessuno lo fa.
E ora il letto è pieno di briciole fin sotto le lenzuola.
E ora lo stomaco è pieno di tutto fuorché d'affetto, fin quasi alla gola.
E ora tu ti trovi in bagno e non si sa come ti sei seduta per terra e scrivi.
Forse perché una parte di te non vuol cedere ancora allo schifo.
No, basta raccontarsi balle, sei tu che prima di tutto ti fai schifo. Il tuo comportamento ti fa schifo. Non riuscire a smettere ti fa schifo.
Fiondarti in cucina ogni notte, ogni giorno, ogni momento e divorare ció che trovi non sentendone nemmeno il sapore; affogarti di quello di cui senti la mancanza, solo utilizzando un sostituto, il cibo. Consolatore e giudice supremo al tempo stesso.
Chi ci sale più sulla bilancia?! E lo specchio? Da coprire.
Ma tu mangi, ma che dico mangi, butti giù tutto all'impazzata, non mastichi nemmeno.
Magari rinsavisci leggermente: vorresti piangere, liberarti..ma non ci riesci. Ed eccoti a riempirti le braccia di tutto ciò che ci sta. Corri in camera.
Una parte di te urla silenziosamente di aiutarti, di fermarti... Ma nessuno lo fa.
E ora il letto è pieno di briciole fin sotto le lenzuola.
E ora lo stomaco è pieno di tutto fuorché d'affetto, fin quasi alla gola.
E ora tu ti trovi in bagno e non si sa come ti sei seduta per terra e scrivi.
Forse perché una parte di te non vuol cedere ancora allo schifo.
domenica 6 dicembre 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - ...Tranne, forse, GUARIRE.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Franny
Ieri in un grande centro commerciale, in mezzo ai greggi di luci scintillanti e in mezzo alla carrellata di prodotti che guardandoli sembrano darti la garanzia che quando li porterai a casa le cose cominceranno davvero ad andare bene, non ho avuto il cuore di provarmi nessuno degli abiti che ho adocchiato in un negozio di abbigliamento. Da giorni, infatti, ma che dico, mesi, da quando sono ingrassata a dismisura, mi impacchetto nella solita divisa informe rigorosamente nera evitando di incrociare lo sguardo delle vetrine e quello delle persone, anche. Per farvi capire il mio livello di disagio vi dico soltanto che sto studiando cinque libri in più per un esame pur di non dover frequentare e sentire gli occhi delle persone addosso e non dover vedere la confusione che gli affiora negli occhi quando ogni volta, da anni, mi vedono arrivare con un peso diverso, inferiore o superiore che sia. Mi hanno vista pesare sia 52 kg che 68, sia 56 che 61, quindi forse sono abituati, ma l'unica che non si abitua al trasformismo in cui consiste la propria bulimia sono io. Per giunta da giorni sto iniziando a provare dei dolori laceranti allo stomaco, non so spiegarvi che razza di dolore è, un dolore così forte che posso solo accasciarmi su me stessa stringermi la pancia e sperare che passi. Ho paura che le conseguenze del vomito che mi induco da anni stiano iniziando a farsi sentire.
Ad ogni modo ieri, in quel centro commerciale, mi sono fatta tentare dal caffè verde in erboristeria. Anche stavolta ho speso tutti i miei risparmi nell'ennesima cazzata che non funzionerà. Perchè da quando sto male le ho provate tutte. Tutte tranne, forse, guarire.
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martedì 17 novembre 2015
Tutto SFUGGE.
Ecco che sparisci.
Non avverti più la vita, né fuori, né dentro te. Non ci sei più.
Ti capita di chiederti se gli altri riescano a vederti, perchè a te sfuggi con una modalità tanto inafferrabile da spingerti a credere di essere tu stessa così.
Lo sono i tuoi obiettivi, in quei rari momenti nei quali ti imponi di averne;
Lo è tutto ciò che dovresti fare, che vorresti fare.
Tutto ti sfugge, tutto appare inarrestabile quanto inafferrabile.
Vorresti avere la capacità di porre uno stop davanti a te, permetterti di riflettere in ambedue le direzioni, prima di ripartire.
Ripartire ma non in quinta, rovinando in questo modo il motore.
Vorresti riuscire a ripartire con la marcia giusta.
Invece no.
Tutto si mostra un disastro.
C'è il cibo che non vorresti ingerire, perchè stai prendendo peso in modo spropositato; perchè la pancia è gonfia come se fossi incinta di 9 mesi, pronta al parto insomma.
Quel cibo che rimanda nella tua mente immagini costanti di sè. Così dolce, così consolatore.
E allora ti lasci consolare...ma poi parti in quinta, evadi gli stop, prosegui, prosegui e prosegui. La nausea, ma prosegui! Non sai nemmeno più cosa stai ingurgitando, perchè questo non è mangiare, ma prosegui. Ti viene da vomitare (sempre se non hai già applicato questa fuorviante modalità) e allora, forse, ti fermi.
Sensi di colpa, rimproveri, insulti.
Di nuovo non ce l'hai fatta.
Di nuovo ti ritrovi sfinita.
Soffrivo di anoressia strettamente resistrittiva, ero riuscita a risollevarmi, il tutto stava proseguendo in costante lotta, ma meglio.
Ed ora, che succede? Perchè?
...Finirà mai?
Non avverti più la vita, né fuori, né dentro te. Non ci sei più.
Ti capita di chiederti se gli altri riescano a vederti, perchè a te sfuggi con una modalità tanto inafferrabile da spingerti a credere di essere tu stessa così.
Lo sono i tuoi obiettivi, in quei rari momenti nei quali ti imponi di averne;
Lo è tutto ciò che dovresti fare, che vorresti fare.
Tutto ti sfugge, tutto appare inarrestabile quanto inafferrabile.
Vorresti avere la capacità di porre uno stop davanti a te, permetterti di riflettere in ambedue le direzioni, prima di ripartire.
Ripartire ma non in quinta, rovinando in questo modo il motore.
Vorresti riuscire a ripartire con la marcia giusta.
Invece no.
Tutto si mostra un disastro.
C'è il cibo che non vorresti ingerire, perchè stai prendendo peso in modo spropositato; perchè la pancia è gonfia come se fossi incinta di 9 mesi, pronta al parto insomma.
Quel cibo che rimanda nella tua mente immagini costanti di sè. Così dolce, così consolatore.
E allora ti lasci consolare...ma poi parti in quinta, evadi gli stop, prosegui, prosegui e prosegui. La nausea, ma prosegui! Non sai nemmeno più cosa stai ingurgitando, perchè questo non è mangiare, ma prosegui. Ti viene da vomitare (sempre se non hai già applicato questa fuorviante modalità) e allora, forse, ti fermi.
Sensi di colpa, rimproveri, insulti.
Di nuovo non ce l'hai fatta.
Di nuovo ti ritrovi sfinita.
Soffrivo di anoressia strettamente resistrittiva, ero riuscita a risollevarmi, il tutto stava proseguendo in costante lotta, ma meglio.
Ed ora, che succede? Perchè?
...Finirà mai?
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giovedì 12 novembre 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - Prendere il VOLO.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Anna
Vorrei essere come un aquilone, riuscire a prendere il volo, magari non in alto nel cielo ma almeno alzarmi da questo fondo in cui mi trovo.
Invece ho paura e sono qui ferma immobile.
Mi manca l'aria in questo corpo che non sono io.
Non riesco a vedere il giorno in cui non sarò più così.
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lunedì 19 ottobre 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - Vorrei che CAPISSERO.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
(la chiamerò anonimamente così)
Allora.
Provi così tanta rabbia.
Oggi mentre ero uscita ho sentito un commento del tipo:" Ma mangi? Come fai a stare in piedi?"
Ma non è questo quello che mi ha fatto rabbia: sono state le risate che hanno accompagnato le domande.
Vorrei che la gente sapesse cosa vuol dire avere un disturbo alimentare.
Perché se ne parla così poco, cazzo?
Perché alcune persone pensano che gli anoressici sono magri e i bulimici grassi?
Solo a pensarci mi viene il nervoso.
Vorrei che capissero che non è solo il peso a determinare la gravità della situazione, vorrei capissero che tutto dipende dal cervello; vorrei che capissero che noi non ce la stiamo spassando: non è una semplice dieta veloce che sta andando a buon fine.
No.
E' una tortura.
E' andare avanti e non riuscire a fermarsi, anche sapendo che ti fai solo del male.
All'inizio sembra la soluzione a tutti i tuoi problemi; poi, con il passare del tempo... ti accorgi che è il tuo problema.
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sabato 3 ottobre 2015
PERFEZIONE di CRISTALLO. Sfida alla morte per vincere la vita.
Una persona di mia conoscenza ha oggi postato questo video del CedaP, che mi ha colpita a tal livello da non poterlo non condividere con voi.
Parla di tutte noi credo.
Soprattutto, è come se parlasse di me.
" Reperire un'identità; Perfezione, di cristallo.
Mi fermai.
Scomparire.
L'anoressia ti salva dalla vita. Ti anestetizza lentamente. "
" Dal silenzio passai alle urla.
Non ero matta. Ero terrorizzata. "
" Hai bisogno di sapere che esiste la possibilità di essere altro da quello che eri stata;
Hai bisogno di sapere che il tuo puzzle si può ricomporre in una composizione migliore. "
" LA SFIDA ALLA MORTE PER VINCERE LA VITA. "
Parla di tutte noi credo.
Soprattutto, è come se parlasse di me.
" Reperire un'identità; Perfezione, di cristallo.
Mi fermai.
Scomparire.
L'anoressia ti salva dalla vita. Ti anestetizza lentamente. "
" Dal silenzio passai alle urla.
Non ero matta. Ero terrorizzata. "
" Hai bisogno di sapere che esiste la possibilità di essere altro da quello che eri stata;
Hai bisogno di sapere che il tuo puzzle si può ricomporre in una composizione migliore. "
" LA SFIDA ALLA MORTE PER VINCERE LA VITA. "
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mercoledì 23 settembre 2015
La chiave del BLOCCO.
Il nulla.
Il troppo.
Il non sapere.
Essere fin troppo consapevoli di quanto ci stia succedendo.
Non avere la più pallida idea del perchè.
E ti ritrovi qui, ferma, immobile dall'esterno.
E ti ritrovi non sai nemmeno tu dove, perchè fatichi ad avvertire la tua presenza. Il vuoto cerca il predominio all'interno di te.
Ogni giorno una lotta, piccole vittorie ed immense delusioni.
Stanchezza infinita, fisica solamente in secondo piano.
Il tutto sfocia in un aumento dei pensieri e dei sintomi del dca. Quello schifo di dca che non ti si vuole scrollare mai del tutto di dosso.
MA NON MI FERMA. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Non mi lascio sopraffare da quello schifo.
Io sarò anche stanca, sfinita, ma non mi voglio arrendere.
Come farò non lo so.
Ma so da dove partire. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Il troppo.
Il non sapere.
Essere fin troppo consapevoli di quanto ci stia succedendo.
Non avere la più pallida idea del perchè.
E ti ritrovi qui, ferma, immobile dall'esterno.
E ti ritrovi non sai nemmeno tu dove, perchè fatichi ad avvertire la tua presenza. Il vuoto cerca il predominio all'interno di te.
Ogni giorno una lotta, piccole vittorie ed immense delusioni.
Stanchezza infinita, fisica solamente in secondo piano.
Il tutto sfocia in un aumento dei pensieri e dei sintomi del dca. Quello schifo di dca che non ti si vuole scrollare mai del tutto di dosso.
MA NON MI FERMA. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Non mi lascio sopraffare da quello schifo.
Io sarò anche stanca, sfinita, ma non mi voglio arrendere.
Come farò non lo so.
Ma so da dove partire. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
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martedì 8 settembre 2015
TROPPO. EmoziONI.
Tristezza.
Mancanza.
Euforia.
Delusione.
Amore.
Rabbia.
Emozioni.
Anzi, emoziONI.
Già, perchè tutto ciò viene da noi percepito come un qualcosa di immenso, irrefrenabile, ingestibile, impossibile, incontrollabile.
Il controllo. Il controllo tanto ambito da chi è assoggettato da un dca.
Nelle giuste dosi, quanto servirebbe un po' di controllo su noi stessi, sulle nostre emozioni.
Evitare di sentirsi male, male, male. L'angoscia che ti pervade e l'ansia che ti assale; esplodi in un attacco di panico o isoli il tutto con un falsissimo sorriso, per poi arrivare in un luogo nel quale poterti nascondere e, nel migliore dei casi, esplodere in un pianto senza fine.
Pianto di rabbia, di nervoso, di disperazione, di stanchezza, di sfinitezza.
Succubi di ciò che si prova, o che non si riesce a provare. Un rapporto di un qualsivoglia genere si spoglia così di tutta la stabilità sulla quale dovrebbe essere basato.
Troppa DISTANZA -> <- Troppa VICINANZA
Insomma, la distruzione per chi lo vive.
Sensi di colpa nel primo caso; doppi sensi di colpa nel secondo.
Sentirsi incapaci. Troppo appiccicosi. Troppo insensibili. Troppo bisognosi di affetto. Troppo deboli.
Soffrire.
E ci si ritrova sempre qui, sempre a pensare che forse da soli staremmo meglio.
Ma noi già ci abbiamo provato, sappiamo già cosa succede: stando da soli il vuoto si impossessa di noi esponenzialmente.
E allora che fare?
L'ennesima battaglia da combattere ogni giorno.
Si combatte, si combatte e si combatte ancora.
E si cerca di migliorarsi.
Mancanza.
Euforia.
Delusione.
Amore.
Rabbia.
Emozioni.
Anzi, emoziONI.
Già, perchè tutto ciò viene da noi percepito come un qualcosa di immenso, irrefrenabile, ingestibile, impossibile, incontrollabile.
Il controllo. Il controllo tanto ambito da chi è assoggettato da un dca.
Nelle giuste dosi, quanto servirebbe un po' di controllo su noi stessi, sulle nostre emozioni.
Evitare di sentirsi male, male, male. L'angoscia che ti pervade e l'ansia che ti assale; esplodi in un attacco di panico o isoli il tutto con un falsissimo sorriso, per poi arrivare in un luogo nel quale poterti nascondere e, nel migliore dei casi, esplodere in un pianto senza fine.
Pianto di rabbia, di nervoso, di disperazione, di stanchezza, di sfinitezza.
Succubi di ciò che si prova, o che non si riesce a provare. Un rapporto di un qualsivoglia genere si spoglia così di tutta la stabilità sulla quale dovrebbe essere basato.
Troppa DISTANZA -> <- Troppa VICINANZA
Insomma, la distruzione per chi lo vive.
Sensi di colpa nel primo caso; doppi sensi di colpa nel secondo.
Sentirsi incapaci. Troppo appiccicosi. Troppo insensibili. Troppo bisognosi di affetto. Troppo deboli.
Soffrire.
E ci si ritrova sempre qui, sempre a pensare che forse da soli staremmo meglio.
Ma noi già ci abbiamo provato, sappiamo già cosa succede: stando da soli il vuoto si impossessa di noi esponenzialmente.
E allora che fare?
L'ennesima battaglia da combattere ogni giorno.
Si combatte, si combatte e si combatte ancora.
E si cerca di migliorarsi.
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