Visualizzazione post con etichetta vivere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vivere. Mostra tutti i post

sabato 14 novembre 2020

La VITA è TORNATA.

 
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Chiara

E così, a un certo punto, la vita è tonata.
È tornata quando nessuno, me compresa, ci credeva più.
Ieri uno degli esseri umani più importanti della mia vita, che ancora piange quando pensa a questi miei ultimi anni, mi ha detto che ogni mattina si svegliava con il terrore che io non ci fossi più e mi ha confidato anche, con le lacrime agli occhi, che altre volte si è invece ritrovato a pensare che forse sarebbe stato meglio che tutto finisse in un mattino senza risveglio, perché il dolore era diventato insopportabile per me e per tutti coloro che mi erano accanto. Sentirselo dire non è stata una passeggiata di salute ma la verità è che era proprio ciò che io desideravo ogni giorno.
Le foto del mio corpo emaciato sono agghiaccianti ma non sono nulla in confronto al dolore che mi portavo dentro, alla furia devastante che mi spingeva a consumare e distruggere ogni parte di me e della mia vita. Fare e disfare, riempire e svuotare, distruggere, distruggere, distruggere in un moto senza direzione e senza fine.
Mi sento e sono una sopravvissuta, anche se sento che questa sensazione sta lentamente cominciando a dissolversi e sono sempre più i momenti in cui mi percepisco come una persona magnificamente normale. Non sento più il bisogno di buttare il cuore al di fuori di me, di togliermi la pelle per sentirmi vera e viva, di urlare senza voce chi sono e cosa sento.
Tutto ciò che sono è custodito dove ha bisogno di stare e la luce che porto dentro trova da sola il modo di uscire mentre io mi occupo di lasciare che si espanda.
Eccolo qui l'amore per me stessa, sperimentato per la prima volta a trentotto splendidi anni, durante una pandemia.
E così, dicevamo, ad un certo punto la vita si è aperta di nuovo e io ho iniziato a rialzarmi dall'accartocciamento in cui ero piegata. È stato come aprire le ali e sentirle immediatamente riempirsi di vento.
E mentre plano non mi sembra ancora vero. È tutto così bello da togliere il fiato.
E con le mie ossa assottigliate, i muscoli doloranti, i denti consumati, le mie ovaie rimaste addormentate, il mio stomaco che non ha ancora ripreso completamente la capacità di digerire, il mio corpo tutto che è ancora terrorizzato dalla possibilità di una nuova carestia, io torno nel mondo.
E ci torno con la voglia di esserci, di ridere, di amare e di non giudicarmi e giudicare più.
Mi ritrovo ad allargare le braccia e scoprirle piene di amore.
Ritrovo i miei legami, le mie radici ed i rami che si moltiplicano.
Ritrovo queste foto nella mia macchina fotografica che avevo portato a lavoro qualche giorno fa e che uno dei ragazzi, in gran segreto, ha preso in mano per immortalare momenti di vita al "capannone": una quotidianità che una manciata di mesi fa non riuscivo nemmeno più a sognare.
Sono forse immagini banali agli occhi dei più ma per me racchiudono tutta l'immensità della vita che di nuovo batte nella mia pancia.
 
 
 
 

giovedì 25 giugno 2020

LIBERA.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Kate


Vorrei raccontare la mia testimonianza. Dal 22 maggio ho mandato a fanculo la bestia. Sto mentalmente molto meglio. 
Non ho sensi di colpa quando mangio ne' atti compensatori o altro. 
Non ho più nessun pensiero fisso. Sono libera. 
Però è difficile ora...ansia, stanchezza gonfiore addominale e aumento di peso. 
Questo perchè quando esci dalla malattia il corpo inizialmente tende ad assorbire tutti i nutrienti perchè è in riserve DA ANNI. 
Io ho avuto anoressia e bulimia per 10 anni quasi. Ma tutto passa! 
Il gonfiore è momentaneo ( è come quando ti rompi una caviglia e si gonfia per guarire). 
Anche ansia eccetra sono cose momentanee perchè prima erano deviate dal dca mentre ora viene fuori tutto. Occorre affrontarle. 
Dopodiché il tutto si risistema. Ma assolutamente anche se si è spaventati NON bisogna ricadere in digiuni o restrizione. 
O si è punto e a capo. Quindi si, con calma farò tutto. Ma sto meglio. Veramente. Libera :)

lunedì 16 marzo 2020

il POSITIVO.


Ogni anno creo un mio post sulla ricorrenza della giornata nazionale dedicata ai disturbi alimentari.
Quest'anno arrivo con i miei tempi.
Ieri non ce l'ho fatta, un incoraggiamento non mi era facile da dedicarvi.
"Avevo un bisogno disperato di dichiarare guerra al mondo intero. Ma non riuscivo più a trovare i nemici. Erano tutti dentro di me."
Questa citazione di Gramellini rispecchia come io mi sentivo a riguardo dei disturbi alimentari ieri.
Sentivo il bisogno io di un incoraggiamento.
E prima di annullarmi come ho sempre fatto per dedicarmi agli altri, ho deciso di dedicare la giornata a me stessa.
Ieri dopo mesi e mesi, mi sono messa lo smalto.
Non tendo a curarmi molto, la mia persona sfugge spesso alle mie priorità.
Ma ieri volevo fare qualcosa per me, per incoraggiarmi.

Ora le mie mani hanno un aspetto diverso. Sono le mani creative che mi ricordano che ho una mia personalità, i miei bisogni e desideri e che non devo lasciare che la mia mente li ricopra con pensieri negativi che tendono a farmi dimenticare il resto.

Ora che l'incoraggiamento sono riuscita a farlo a me, voglio condividerlo con voi.

Non importa ciò che abbiamo passato. Il passato è passato.
Perdonare è essenziale, quanto il lasciar scorrere.
Il nostro corpo è innocente, quanto lo siamo noi.
Basta colpe, punizioni, pretese, fisse e controllo.

Credo sia fondamentale ripetercelo ogni giorno.
Sorriderci allo specchio e dirci "sei bella" come ci suggeriscono spesso di fare è completamente inutile se non abbiamo una minima parte di noi che lo pensa davvero.
Concentriamoci su ciò che di noi è positivo. Sulle piccole rivincite che possiamo avere.

"Non sono in grado di far nulla" è una frase che riecheggia forte nella mia testa.
Ma non è vero.
Io so disegnare, mi so esprimere con i colori.
So farmi voler bene. E se non riesco ad esserne certa con le persone per le mie troppe insicurezze, allora c'è il mio gatto che me lo trasmette sempre.
Ora non mi viene in mente altro di positivo, è difficile per me pensare in questo modo.
Ma son già due punti a mio favore. E altri devo trovarne.

Lo stesso chiedo di fare a voi, perché in un qualche modo, anche se sembra impossibile crederci, tutti ce lo meritiamo.
Tutti.





martedì 7 gennaio 2020

RICOMINCIARE?


Pensieri,
parole, animi stanchi.

Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea

Carta bianca. Quanto è difficile ricominciare. Ricominciare ad accordare le parole tra di loro, senza il timore di risultare banale o stupido o già sentito. Scrivo con la luce spenta, nel buio della mia camera, come sottofondo ho solo le lettere sulla tastiera e il russare del mio cane. Borderline. Respiro profondo. Mi tormenta ancora, ma questa non è una novità. Ma di novità c'è n'è una positiva. Il disturbo borderline secondo il manuale diagnostico riporta la presenza di nove criteri. Nel corso del mio primo ricovero in clinica specializzata , secondo test accurati, lunghi e introspettivi, la Tea di quasi due anni fa rappresentava perfettamente tutti questi criteri. Borderline al 100%. A basso funzionamento.
Ho recentemente fatto un nuovo ricovero, nel mese di ottobre. E ho rifatto questi test. I criteri del disturbo borderline che appartengono alla mia personalità sono ora sette. Due in meno. Che dire? La notizia mi ha fatta sentire incredula e sollevata, fiera di me stessa (e chi mi conosce bene sa quanto sia difficile per me provare questa sensazione). Dal giorno della diagnosi, non è passato un giorno senza il quale io non abbia in qualche modo, nel migliore che riuscivo quel giorno, e non sicuramente non senza fallimenti, lottato. Una forza innata dentro di me mi ha spinta a immergermi nella psicoterapia, nella mindfullness, nella filosofia orientale, nelle strategie cognitivo comportamentali, nelle fantomatiche "abilità" che noi classificati nel gruppo 'DP' (disturbi della personalità) conosciamo bene. Nel lungo e doloroso processo di accettazione, nelle ricerche scientifiche, nella condivisione, nella scrittura e in tutte quelle strategie attuate al fine di rendere la vita di un paziente borderline più sana e funzionale. Mi sono affidata a professionisti competenti. Affrontare un disturbo psichico non è cosa ovvia o tantomeno cosa facile. Comporta l'assunzione di terapie farmacologiche, più o meno pesanti, che possono limitarti negli svaghi, che ti costringono a seguire un regime alimentare regolato perché tendenzialmente hanno la tendenza a far ingrassare e ad andare quindi a creare anche altri tipi di complicazioni, che ti possono far sentire meno lucido e meno presente a te stesso. oppure semplicemente molto stanco. Io adoro camminare, adoro la natura e adoro le passeggiate tra le mie amate montagne. Ma a causa di crampi molto forti alle gambe causatomi da un farmaco ora faccio fatica, devo limitare le mie passeggiate e le mie tempistiche, e dio solo sa quanto questo sia pesante per me.
Comporta anche intensa psicoterapia, che può essere come quella attuata in ricovero, dove ogni giorno vengono proposti gruppi di mindfullness, tolleranza alla sofferenza, relazioni interpersonali, consapevolezza e tecniche espressive o può essere più dilazionata nel tempo, le sedute che vengono quindi fatte dallo psicoterapeuta di riferimento ogni due settimane nel mio caso o una volta ogni settimana. La psicoterapia è dura, introspettiva, scava nel profondo, ti attiva emotivamente, ti fa riflettere a fondo e ti porta anche a rivivere situazioni stressanti o dolorose che la tua mente aveva rimosso o nascosto in un cassetto. Ti aiuta nella ricerca del tuo vero 'Io' , modella la tua consapevolezza e ti aiuta a capire cosa sta succedendo dentro di te.
Si tratta di scelte, dolorose e difficile. Scelte che non possono essere imposte da nessuno, scelte che non si possono giudicare in alcun caso. Scelgo di curarmi perché voglio venirne fuori, perché auspico per me una vita migliore in prospettiva, perché necessito di trovare un benessere che ho perso da tempo, perché in fondo ancora ci credo, perché sono adeguatamente supportata e stimolata.
Scelgo di non curarmi forse perché in quel momento non ne ho le forze, non ho i supporti, non ho le motivazioni, aprire certi cassetti mi risulta impossibile, cerco di calmare la mia sofferenza con qualcos'altro. Sono scelte ripeto, entrambe dolorose e entrambe profondamente difficili e assolutamente non giudicabili.
Due criteri in meno, dicevamo. Forse che dal borderline non si può guarire me ne devo ricredere?




venerdì 13 dicembre 2019

un CORDIALISSIMO VAFFANCULO.


Si.
Ecco.
E' cosi'.
Ci sono ricaduta, per l'ennesima volta.
Quella stronza e' tornata, ma stavolta con un colpo basso: solitamente me ne ammalavo per bisogno di controllo. Ora, dopo essere ingrassata a dismisura per colpa dei farmaci, e' di nuovo qui a ripetermi costantemente che il mio peso non va bene. 
Mi ripete che sono sovrappeso, grassa, orrenda, orribile, schifosa dentro e come riflesso anche fuori.

Beh, io stavolta son partita sin da subito con i vaffanculo.
Ho chiesto aiuto appena ho ammesso a me stessa di non potercela fare da sola.
Ora psicoterapeuta, psichiatra e tra poco il centro dei disturbi alimentari mi aiuteranno tutti insieme.
Abbassero' il mio peso, ma non mi portero' alla morte seguendoti alla ceca. 
"Cara" anoressia, un cordialissimo vaffanculo.





lunedì 1 luglio 2019

QUANTE VOLTE?

Pensieri,
parole, animi stanchi.

Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Cassy


Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?

Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.







giovedì 25 aprile 2019

Il LIBRO della nostra TEA.



" Scrivere "Bambina Borotalco" non è stato facile, ha riportato alla mia memoria ricordi dolorosi e brutti momenti, mi ha fatta sentire nuda ed esposta alla gente che lo poteva leggere. È stato un periodo nero, avevo paura, tanta paura. Ho allontanato amici e ho pianto tanto, chiusa in me stessa. Ma i ringraziamenti, le parole di incoraggiamento, la terapia e soprattutto il motivo principale che mi ha spinta a scrivere questo libro alla fine hanno superato qualsiasi sofferenza e ripensamento. Nulla è sbagliato se lo fai con un obiettivo preciso, io credo in quello che faccio e credo che le mie parole possano essere d' aiuto a chi sta soffrendo, o possano semplicemente aprire un mondo che tante persone non conoscono. Per cui sì, vado avanti e supero la paura e le difficoltà, perchè sono certa che si tratti di un obiettivo grande e importante.

Edit: ho abbassato il prezzo a 3.99.
Per chi fosse interessato è online su Amazon l' e-book del mio libro. Ci ho messo cuore e anima raccontando il mio vissuto e le mie esperienze. Nel caso non aveste kindle potete scaricare la versione prova gratis di un mese per leggerlo sul pc.

E se volete farmi sapere pareri, critiche o opinioni sono qui. "

Tea Girardi




sabato 29 dicembre 2018

CREDICI e AMATI.

“ Vorrei che tu per una volta ci credessi.
Che riuscissi a fidarti, senza porti domande.
Vorrei che accettassi le emozioni che ti scorrono dentro, senza averne paura.
Vorrei che imparassi a dire di no, come sanno dirlo gli altri, senza per questo sentirti in colpa.
Vorrei che non pensassi di essere sempre meno di chi ti sta intorno.
Che non ti domandassi ogni volta: «Dove ho sbagliato?».
Vorrei che ti rendessi conto che la gente smette di chiedersi il perché di un errore già un minuto dopo che l'errore è avvenuto.
Perché a nessuno importa di trovare un senso agli sbagli, mentre tu lo pretendi, tu in assenza di senso ti senti mancare.
Vorrei che imparassi a difendere i tuoi sogni dal cinismo del mondo, senza per questo sentirti stupida.
Che comprendessi che non sempre è giusto preoccuparsi degli altri, se gli altri sono gli stessi che non si preoccupano di te e poi tu sei costretta a raccoglierti l'anima fatta a pezzetti.
Nonostante questo, vorrei che perdonassi.
Vorrei che non ti abitasse il rancore.
Vorrei che capissi che sono i sogni che fai a renderti unica. Più quelli che fai ad occhi aperti, che ad occhi chiusi. Vorrei che non ti sentissi mai poco bella per l'amore.
E neanche poco romantica.
O troppo vecchia.
O troppo grassa.
O semplicemente sbagliata.
Vorrei che sapessi che l’amore è un diritto di tutti e che nessuno dovrebbe accettare di vivere senza, neanche tu.
Vorrei che fossi cosciente della grandezza del tuo cuore e che non ne dubitassi soltanto perché qualcuno non lo ha apprezzato.
Vorrei che credessi sempre nella potenza di un bacio, anche se qualche bacio non è stato sincero.
Vorrei questo.
Che tu amassi.
Che ricominciassi.
A qualunque costo e contro qualunque pregiudizio o cattiveria che comunque riceverai.
Perché l’amore, figlia mia, fidati, l'amore ti salverà ”.




venerdì 12 gennaio 2018

Sbarre e CHIAVI.


Scrivere è complicato quando si tratta di questi argomenti, ma parlarne anche di più.
Credo che proprio per questo ne si dovrebbe parlare: per ascoltarsi e ascoltarci nella nostra complicatezza.
So cosa significhi trovarsi in quel momento nel quale tu, adagiata nella comodità, fasulla e illusoria comodità, ti convinci vada meglio "non vivere" in questo modo.
Tutto ciò è diventato abitudine, è la tua casa. 
Tu, rannicchiata, nel tuo angolino che ti toglie spazio ed aria...ti senti al tuo posto. Sì, ormai è diventato quello il tuo posto.
Ma se socchiudi anche solo gli occhi per poter riavere la vista, ecco che non lo è...non lo è!

So che la battaglia interiore deve partire da noi, da te.
So quanto è inutile che io sia qui a parlarti sperando di indirizzarti verso una mia idea.
Questo non è il mio obiettivo. Non ho un'idea precisa.
Voglio solo dirti che queste cose le ho provate e le provo anch'io.
Voglio dirti che più rimani in quell'angolo, che più lo assecondi ed autorizzi a toglierti spazio, il pensiero di poterti liberare; che più lo senti casa e sicurezza... più sarà complicato smuoverti da lì.

Quando ci proverai sarai veramente esausta, sfinita di quel posto; sarà quando l'illusione avrà lasciato almeno parzialmente liberi i tuoi occhi. Così capirai che le pareti non sono dipinte di rosa con dei fiorellini...vedrai sbarre.
Allora in quel momento vorrai uscire, ma non avrai la chiave, perchè non l'avrai costruita negli anni precedenti.
Ed ecco che ti ritroverai a stare male, volendo stare meglio. 
Senza chiave, che anche costruita in parte ci permetterebbe di completarla durante le ore d'aria.

Io la prospettiva di un futuro senza chiave non lo voglio, per me, per gli altri.
La chiave è vita.

 


A te, C.


sabato 18 novembre 2017

DEDICATO A TE, proprio a ME.


Ci sono persone magiche che hanno il potere di squadernare tutti i file delle umane emozioni lasciando gli altri commossi, con il sole dentro.
Sovvertono le regole, hanno infinite premure che non vengono loro riconosciute e ti sbattono in faccia certe verità con grazia incosciente.
Si dicono codarde di fronte alle sfide della vita e poi tirano fuori un coraggio che nemmeno Gli Incredibili.
Pensano sempre di non essere all'altezza, di essere troppo imbranate, stupide ed incapaci per potercela fare.
E invece scalano le vette volando, come falchi, come aquile, senza neanche il fiatone.
Si credono inferiori.
Ci credono davvero, non lo fanno per posa.
Inferiori e deboli.
Invece sono MAGICHE. Sono invincibili.




giovedì 28 settembre 2017

Morte al tuo VERO tormento.


" Avvolgi d’amore i tuoi dolori più forti,
colma il tuo vuoto con il tuo tesoro più grande:
LA VITA.
Dai morte al tuo vero tormento,
che si nasconde dietro quel gran paravento.
L’anoressia impaurisce, sfinisce,
come una dittatrice tanti ordini impartisce.
Giudizi, schifo, odio, morte, il passato,
cibo, sangue, debolezza, fuga.
Ogni strumento è valido
per succhiare la vita come una sanguisuga.
Quali altri? Andate via, non capite.
Tu, passante ignorante, stai zitto, non mi conosci.
Mi dici di mangiare, che sono uno stecco, ma quale pastasciutta?
Come ti permetti di giudicarmi? Dici che sono fragile?
Con tutte le armi che uso, con tutta la resistenza mentale,
con l’enorme sforzo che faccio per alzarmi dal letto ogni mattina,
con il male alle gambe per scendere le scale e fare una passeggiata qualunque..
Dopo tutti i pianti, lacrime fredde che scendono mentre sono distesa in terra nel bagno,
pianti di urlo interno, una richiesta d’aiuto al mio cuore che non sento più.
Tu sei fragile, che ti lamenti per una ferita o perché la ragazza con cui stavi da pochi mesi ti ha lasciato.
E no, non voglio parlarne con nessuno, non voglio farvi male,
me ne vado nel mio angolo buio, non cercate di entrare, non avvicinatevi.
Ma non andate via, non ascoltatemi veramente, state con me,
non ascoltate la mia malattia.
Non abbandonatemi mai, vi insulterò, vi chiederò di uccidermi,
di mettere fine a tutto a questo, ma non è la voce del mio cuore.
Voglio vivere, voglio amare, voglio essere amata, voglio il silenzio.
Se vi insulterò, il mio cuore vi sta chiedendo dolci parole.
Se vi chiederò di uccidermi, il mio cuore vi sta chiedendo un abbraccio
per riportarmi alla vita.
Se vi chiederò di mettere fine a tutto questo, il mio cuore vi sta chiedendo
di portarmi via dall’angolo buio.
Se vi sbatto la porta in faccia, non arrendetevi a entrare.
Toglietevi le fasce dagli occhi, tirate fuori la vostra empatia,
non abbiate paura di me.
Voglio il vostro affetto, lo voglio tutto, voglio fiorire,
io da sola non ce la faccio.
Sono stanca, non ho più voglia di piangere,
venite a darmi dei calci in culo.
Portatemi nella punta dell’Everest, alle Hawaii e fatemi vedere quanto è bello vivere.
Fatemi vedere i bei tramonti, i grandi castelli, il blu del mare, le luci di una città di notte,
il vostro grande sorriso, voglio godermelo anche io.
Voglio coltivare la mia vita, voglio rinascere, sono nata per vivere, lo so. "




giovedì 21 settembre 2017

La notte, IL BUIO


La notte.

Quel momento nel quale ti trovi in una stanza da sola, ma con tutti i tuoi demoni, nessuno escluso.
Anche il cibo ti tormenta: il tuo corpo chiede nutrimento tramite troppo frequenti immagini nella tua mente.
Vuoi piangere, ma le lacrime non vogliono lasciarti.
Ti senti già troppo sola così.

La lotta, perchè tu non ce la fai più, ma non vuoi realmente morire.
Tu vuoi Vivere, con tutte le tue forze che ti neghi di avere.
Ma la notte, il buio ti circonda.
Nessuna decisione di notte. Domani si combatte.



domenica 27 agosto 2017

cosa c'è OLTRE!

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Laura


Poi arriva un giorno in cui dal menù del ristorante non scegli cosa ha meno calorie ma quello più nutriente , anticoliche ,senza gusti forti per il latte che fai mangiare al tuo piccino... la bilancia la usi , si ma solo una volta a settimana, quella per neonati! Un pasto puoi anche saltarlo perché non sei riuscita a fermarti un attimo tra pappe pannolini e pianti ma appena il pupo si addormenta recuperi mangiando ad orari impensabili ! Allo specchio non fai quasi più in tempo a guardarti, lo fai solo quando ci passi casualmente davanti e controlli di non avere qualche macchia di latte sulla spalla come al solito ... eppure pensi che nonostante le occhiaie , i capelli ancora da pettinare, la pancia non proprio piatta dopo il parto non sei così male !
Cambiano le prospettive!
Non è un figlio a guarirti da un dca, ma quanta "vita" ti toglie la malattia ... è così bello vedere
cosa c'è oltre!
ve lo auguro a tutte!






martedì 20 giugno 2017

pubblicazione LIBRO!



Eccomi qui, soddisfatta di essere arrivata alla prefissata meta di completamento del mio scritto.
Eh si, CE L'HO FATTA!
In questi giorni sto sistemando i disegni che ho fatto negli anni scansionandoli, per poterli in questo modo aggiungere tra le mie parole.
Non vedo l'ora che tutto sia pronto... e grazie del sostegno, siete stati la mia forza!




lunedì 6 marzo 2017

CINGERE te stessa.


Esausta, ti sdrai sul letto a te più vicino. 

Tanto della tua vita si è nuovamente sgretolato.
Il tutto da quando il tuo inconscio ha rivelato un nuovo, ma antico segreto a te stessa; un segreto che ha custodito per anni, per proteggerti. 


L'orizzonte è offuscato.
Il dolore. La paura. Il terrore. Il dolore ancora.
Il respiro che si smorza.
Ma uno sguardo che improvvisamente riesce ad accendersi: la visione del braccialettino che hai al polso.


Il pensiero va ad una bambina, tanto piccola, tanto grande.
Grande la forza che ti infonde, con i suoi sorrisi ed il suo modo di dimostrarti il suo volerti bene.
Lei avrà un futuro.
Tu un motivo in più per combattere: fare in modo che la speranza non venga rubata anche a lei.
 

Combattere per il suo futuro. Per il loro futuro.
Combattere per ciascun bambino, ragazza o ragazzo che sei stato e sicuramente non hai abbandonato.
Dare affetto anche a lui, anche a lei.
Cingere la piccola che sei stata, abbracciarla dentro te




domenica 22 gennaio 2017

lunedì 14 novembre 2016

Cominciare ad AMARSI.

" Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
 
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO E' LA VITA! "


When I Loved Myself Enough – Kim McMillen

 

 

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf
QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf
QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf

giovedì 3 novembre 2016

Il PESO del VUOTO.


Quasi non respiri, il tuo petto compresso da un peso inestimabile, che non sai come allontanare.
Anzi, ora lo sai, ma non riesci a farlo...ed ecco che il tutto pesa ancora di più.
Il tutto che ti sei mangiata abbuffandoti pesa ogni secondo di più, il nulla che hai falsamente colmato pesa sempre di più, l'immenso vuoto pesa sempre più.
Voglio respirare.
Voglio essere libera.
Voglio vivere.







martedì 26 aprile 2016

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - VIVERE le emozioni.

 
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Kiara


Non è certo negando il dolore o i momenti duri che si va avanti in un percorso per la propria vita.
Io spesso dialogo ancora con lei, o meglio la ascolto in maniera asservita, cerco di capire perché è quando mi manda dati pensieri. Mi fermo. La lascio finire. Puo darsi che nel mentre piango o soffro in maniera ecessiva si.
Ma dopo la sua visione, riesco a trovare sempre una soluzione positiva a ciò che puo sembrare solo un pensiero malato. C'è una ragione a tutto. E se sopprimessi ogni suo intervento, per certo sarebbe gia arrivato un comportamento sintomatico.
Per cui penso che negare e imporsi al"non dolore" sia forse il primo appiglio che lei ha avuto nello spezzare la mia anima..mai sopprimere...è mai negarsi.
Le emozioni vanno vissute e provate in toto!!!






lunedì 11 aprile 2016

QUELLA parte di te.

Tutto ti fa schifo.
No, basta raccontarsi balle, sei tu che prima di tutto ti fai schifo. Il tuo comportamento ti fa schifo. Non riuscire a smettere ti fa schifo.
Fiondarti in cucina ogni notte, ogni giorno, ogni momento e divorare ció che trovi non sentendone nemmeno il sapore; affogarti di quello di cui senti la mancanza, solo utilizzando un sostituto, il cibo. Consolatore e giudice supremo al tempo stesso.
Chi ci sale più sulla bilancia?! E lo specchio? Da coprire.
Ma tu mangi, ma che dico mangi, butti giù tutto all'impazzata, non mastichi nemmeno.
Magari rinsavisci leggermente: vorresti piangere, liberarti..ma non ci riesci. Ed eccoti a riempirti le braccia di tutto ciò che ci sta. Corri in camera.

Una parte di te urla silenziosamente di aiutarti, di fermarti... Ma nessuno lo fa.
E ora il letto è pieno di briciole fin sotto le lenzuola.
E ora lo stomaco è pieno di tutto fuorché d'affetto, fin quasi alla gola.
E ora tu ti trovi in bagno e non si sa come ti sei seduta per terra e scrivi.
Forse perché una parte di te non vuol cedere ancora allo schifo.