Visualizzazione post con etichetta capire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta capire. Mostra tutti i post

sabato 14 novembre 2020

La VITA è TORNATA.

 
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Chiara

E così, a un certo punto, la vita è tonata.
È tornata quando nessuno, me compresa, ci credeva più.
Ieri uno degli esseri umani più importanti della mia vita, che ancora piange quando pensa a questi miei ultimi anni, mi ha detto che ogni mattina si svegliava con il terrore che io non ci fossi più e mi ha confidato anche, con le lacrime agli occhi, che altre volte si è invece ritrovato a pensare che forse sarebbe stato meglio che tutto finisse in un mattino senza risveglio, perché il dolore era diventato insopportabile per me e per tutti coloro che mi erano accanto. Sentirselo dire non è stata una passeggiata di salute ma la verità è che era proprio ciò che io desideravo ogni giorno.
Le foto del mio corpo emaciato sono agghiaccianti ma non sono nulla in confronto al dolore che mi portavo dentro, alla furia devastante che mi spingeva a consumare e distruggere ogni parte di me e della mia vita. Fare e disfare, riempire e svuotare, distruggere, distruggere, distruggere in un moto senza direzione e senza fine.
Mi sento e sono una sopravvissuta, anche se sento che questa sensazione sta lentamente cominciando a dissolversi e sono sempre più i momenti in cui mi percepisco come una persona magnificamente normale. Non sento più il bisogno di buttare il cuore al di fuori di me, di togliermi la pelle per sentirmi vera e viva, di urlare senza voce chi sono e cosa sento.
Tutto ciò che sono è custodito dove ha bisogno di stare e la luce che porto dentro trova da sola il modo di uscire mentre io mi occupo di lasciare che si espanda.
Eccolo qui l'amore per me stessa, sperimentato per la prima volta a trentotto splendidi anni, durante una pandemia.
E così, dicevamo, ad un certo punto la vita si è aperta di nuovo e io ho iniziato a rialzarmi dall'accartocciamento in cui ero piegata. È stato come aprire le ali e sentirle immediatamente riempirsi di vento.
E mentre plano non mi sembra ancora vero. È tutto così bello da togliere il fiato.
E con le mie ossa assottigliate, i muscoli doloranti, i denti consumati, le mie ovaie rimaste addormentate, il mio stomaco che non ha ancora ripreso completamente la capacità di digerire, il mio corpo tutto che è ancora terrorizzato dalla possibilità di una nuova carestia, io torno nel mondo.
E ci torno con la voglia di esserci, di ridere, di amare e di non giudicarmi e giudicare più.
Mi ritrovo ad allargare le braccia e scoprirle piene di amore.
Ritrovo i miei legami, le mie radici ed i rami che si moltiplicano.
Ritrovo queste foto nella mia macchina fotografica che avevo portato a lavoro qualche giorno fa e che uno dei ragazzi, in gran segreto, ha preso in mano per immortalare momenti di vita al "capannone": una quotidianità che una manciata di mesi fa non riuscivo nemmeno più a sognare.
Sono forse immagini banali agli occhi dei più ma per me racchiudono tutta l'immensità della vita che di nuovo batte nella mia pancia.
 
 
 
 

lunedì 16 marzo 2020

il POSITIVO.


Ogni anno creo un mio post sulla ricorrenza della giornata nazionale dedicata ai disturbi alimentari.
Quest'anno arrivo con i miei tempi.
Ieri non ce l'ho fatta, un incoraggiamento non mi era facile da dedicarvi.
"Avevo un bisogno disperato di dichiarare guerra al mondo intero. Ma non riuscivo più a trovare i nemici. Erano tutti dentro di me."
Questa citazione di Gramellini rispecchia come io mi sentivo a riguardo dei disturbi alimentari ieri.
Sentivo il bisogno io di un incoraggiamento.
E prima di annullarmi come ho sempre fatto per dedicarmi agli altri, ho deciso di dedicare la giornata a me stessa.
Ieri dopo mesi e mesi, mi sono messa lo smalto.
Non tendo a curarmi molto, la mia persona sfugge spesso alle mie priorità.
Ma ieri volevo fare qualcosa per me, per incoraggiarmi.

Ora le mie mani hanno un aspetto diverso. Sono le mani creative che mi ricordano che ho una mia personalità, i miei bisogni e desideri e che non devo lasciare che la mia mente li ricopra con pensieri negativi che tendono a farmi dimenticare il resto.

Ora che l'incoraggiamento sono riuscita a farlo a me, voglio condividerlo con voi.

Non importa ciò che abbiamo passato. Il passato è passato.
Perdonare è essenziale, quanto il lasciar scorrere.
Il nostro corpo è innocente, quanto lo siamo noi.
Basta colpe, punizioni, pretese, fisse e controllo.

Credo sia fondamentale ripetercelo ogni giorno.
Sorriderci allo specchio e dirci "sei bella" come ci suggeriscono spesso di fare è completamente inutile se non abbiamo una minima parte di noi che lo pensa davvero.
Concentriamoci su ciò che di noi è positivo. Sulle piccole rivincite che possiamo avere.

"Non sono in grado di far nulla" è una frase che riecheggia forte nella mia testa.
Ma non è vero.
Io so disegnare, mi so esprimere con i colori.
So farmi voler bene. E se non riesco ad esserne certa con le persone per le mie troppe insicurezze, allora c'è il mio gatto che me lo trasmette sempre.
Ora non mi viene in mente altro di positivo, è difficile per me pensare in questo modo.
Ma son già due punti a mio favore. E altri devo trovarne.

Lo stesso chiedo di fare a voi, perché in un qualche modo, anche se sembra impossibile crederci, tutti ce lo meritiamo.
Tutti.





martedì 7 gennaio 2020

RICOMINCIARE?


Pensieri,
parole, animi stanchi.

Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea

Carta bianca. Quanto è difficile ricominciare. Ricominciare ad accordare le parole tra di loro, senza il timore di risultare banale o stupido o già sentito. Scrivo con la luce spenta, nel buio della mia camera, come sottofondo ho solo le lettere sulla tastiera e il russare del mio cane. Borderline. Respiro profondo. Mi tormenta ancora, ma questa non è una novità. Ma di novità c'è n'è una positiva. Il disturbo borderline secondo il manuale diagnostico riporta la presenza di nove criteri. Nel corso del mio primo ricovero in clinica specializzata , secondo test accurati, lunghi e introspettivi, la Tea di quasi due anni fa rappresentava perfettamente tutti questi criteri. Borderline al 100%. A basso funzionamento.
Ho recentemente fatto un nuovo ricovero, nel mese di ottobre. E ho rifatto questi test. I criteri del disturbo borderline che appartengono alla mia personalità sono ora sette. Due in meno. Che dire? La notizia mi ha fatta sentire incredula e sollevata, fiera di me stessa (e chi mi conosce bene sa quanto sia difficile per me provare questa sensazione). Dal giorno della diagnosi, non è passato un giorno senza il quale io non abbia in qualche modo, nel migliore che riuscivo quel giorno, e non sicuramente non senza fallimenti, lottato. Una forza innata dentro di me mi ha spinta a immergermi nella psicoterapia, nella mindfullness, nella filosofia orientale, nelle strategie cognitivo comportamentali, nelle fantomatiche "abilità" che noi classificati nel gruppo 'DP' (disturbi della personalità) conosciamo bene. Nel lungo e doloroso processo di accettazione, nelle ricerche scientifiche, nella condivisione, nella scrittura e in tutte quelle strategie attuate al fine di rendere la vita di un paziente borderline più sana e funzionale. Mi sono affidata a professionisti competenti. Affrontare un disturbo psichico non è cosa ovvia o tantomeno cosa facile. Comporta l'assunzione di terapie farmacologiche, più o meno pesanti, che possono limitarti negli svaghi, che ti costringono a seguire un regime alimentare regolato perché tendenzialmente hanno la tendenza a far ingrassare e ad andare quindi a creare anche altri tipi di complicazioni, che ti possono far sentire meno lucido e meno presente a te stesso. oppure semplicemente molto stanco. Io adoro camminare, adoro la natura e adoro le passeggiate tra le mie amate montagne. Ma a causa di crampi molto forti alle gambe causatomi da un farmaco ora faccio fatica, devo limitare le mie passeggiate e le mie tempistiche, e dio solo sa quanto questo sia pesante per me.
Comporta anche intensa psicoterapia, che può essere come quella attuata in ricovero, dove ogni giorno vengono proposti gruppi di mindfullness, tolleranza alla sofferenza, relazioni interpersonali, consapevolezza e tecniche espressive o può essere più dilazionata nel tempo, le sedute che vengono quindi fatte dallo psicoterapeuta di riferimento ogni due settimane nel mio caso o una volta ogni settimana. La psicoterapia è dura, introspettiva, scava nel profondo, ti attiva emotivamente, ti fa riflettere a fondo e ti porta anche a rivivere situazioni stressanti o dolorose che la tua mente aveva rimosso o nascosto in un cassetto. Ti aiuta nella ricerca del tuo vero 'Io' , modella la tua consapevolezza e ti aiuta a capire cosa sta succedendo dentro di te.
Si tratta di scelte, dolorose e difficile. Scelte che non possono essere imposte da nessuno, scelte che non si possono giudicare in alcun caso. Scelgo di curarmi perché voglio venirne fuori, perché auspico per me una vita migliore in prospettiva, perché necessito di trovare un benessere che ho perso da tempo, perché in fondo ancora ci credo, perché sono adeguatamente supportata e stimolata.
Scelgo di non curarmi forse perché in quel momento non ne ho le forze, non ho i supporti, non ho le motivazioni, aprire certi cassetti mi risulta impossibile, cerco di calmare la mia sofferenza con qualcos'altro. Sono scelte ripeto, entrambe dolorose e entrambe profondamente difficili e assolutamente non giudicabili.
Due criteri in meno, dicevamo. Forse che dal borderline non si può guarire me ne devo ricredere?




lunedì 1 luglio 2019

QUANTE VOLTE?

Pensieri,
parole, animi stanchi.

Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Cassy


Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?

Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.







giovedì 25 aprile 2019

Il LIBRO della nostra TEA.



" Scrivere "Bambina Borotalco" non è stato facile, ha riportato alla mia memoria ricordi dolorosi e brutti momenti, mi ha fatta sentire nuda ed esposta alla gente che lo poteva leggere. È stato un periodo nero, avevo paura, tanta paura. Ho allontanato amici e ho pianto tanto, chiusa in me stessa. Ma i ringraziamenti, le parole di incoraggiamento, la terapia e soprattutto il motivo principale che mi ha spinta a scrivere questo libro alla fine hanno superato qualsiasi sofferenza e ripensamento. Nulla è sbagliato se lo fai con un obiettivo preciso, io credo in quello che faccio e credo che le mie parole possano essere d' aiuto a chi sta soffrendo, o possano semplicemente aprire un mondo che tante persone non conoscono. Per cui sì, vado avanti e supero la paura e le difficoltà, perchè sono certa che si tratti di un obiettivo grande e importante.

Edit: ho abbassato il prezzo a 3.99.
Per chi fosse interessato è online su Amazon l' e-book del mio libro. Ci ho messo cuore e anima raccontando il mio vissuto e le mie esperienze. Nel caso non aveste kindle potete scaricare la versione prova gratis di un mese per leggerlo sul pc.

E se volete farmi sapere pareri, critiche o opinioni sono qui. "

Tea Girardi




giovedì 11 aprile 2019

Fuori AGISCI e dentro LACRIMI.


In un secondo ti ritrovi senza alcuna sicurezza, se non quella di essere inadeguata per tutto, incapace sotto ogni aspetto. Ci provi, cerchi di ripensare al discorso che ti ha aiutata a calmarti, ma la sensazione di essere persa non se ne va, accompagnata dall'ansia che sembra poter solo aumentare annientando le tue capacità di reagire.
Vorresti qualcuno accanto a te ma sai che se chiederai aiuto ti sentirai solo più stupida. La vergogna di te stessa regna sovrana.
Ed ecco che ti trasformi in quel che più di te temi. 
Fuori agisci e dentro lacrimi. Lacrime spaventate e che dentro a te rimangono.

Non è vero che i gatti neri portano sfortuna. 
Pianto disperato, ma liberatorio. Grazie Nuvoletta mia.




giovedì 28 marzo 2019

per VOI.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea


Per voi anime scomposte, frastagliate, tagliate a pezzettini. Un giorno belli e bravi e forti e felici, il giorno dopo l'oblio, la ricerca di qualcosa che vi calmi, che vi stordisca, che plachi le ustioni emotive, che zittisca il dolore e la sofferenza. Per voi catturati dalla rabbia, con gli occhi persi e rossi come quelli dei conigli bianchi. Per voi che cercate disperatamente un appiglio, un modo per sentirvi vivi, per risvegliarvi dal torpore.
Per voi nemici dello specchio, che deforma la vostra immagine e distrugge ogni sentimento positivo nei vostri confronti. Per voi che ricercate la serenità in un flacone di psicofarmaci. O in una lotta compulsiva col cibo, migliore amico e peggior nemico.
Dentro di voi risiede una forza innata, autentica e primordiale. Un cuore buono, un anima pura, tartassata da sensi di colpa, rabbia e vergogna. Per voi che guardate le vite degli altri e ci trovate sempre qualcosa di migliore della vostra. Per voi che piangete lacrime amare ma al mattino vi alzate lo stesso, indossate una maschera e affrontate questa puttana chiamata vita.
Per voi che sapete ridere di gusto, che vi emozionate con una parola, un gesto, un sorriso. E allo stesso tempo vi lasciate distruggere da una parola non detta, un gesto non compiuto e un sorriso mancato. Per voi che l'altalena la volevate da piccini, ma ora la vivete giorno per giorno e vorreste solo scendere, perché vi fa venire il mal di testa.
Visualizzatevi come foste il mare. Agitato a volte in superficie, ma calmo in profondità. Le onde e il vento sono le difficoltà della vita, vi possono colpire e far annaspare ma cercate di mantenere l'equilibrio in profondità, non lasciatevi scalfire dalle turbolenze, da un cuore accelerato, da un amore finito, dalla paura che colora tutto di nero, dall'apatia che ci fa vedere il mondo grigio.
Visualizzatevi come una montagna, forte, stabile, solida. Esposta alle intemperie, alla pioggia, alla neve , al ghiaccio e poi ai timidi raggi del Sole.
Rimanete solidi, lucidi.
Visualizzatevi lago, che riflette tutto ciò che capita nelle nostre vite, bello o brutto, ci riporta in superficie ogni emozione primordiale.
Visualizzatevi fiore, germoglio.
prendetevene cura, innaffiatelo con l'amore, la pazienza, la fiducia. Crescerà e sboccerà, nella sua bellezza intrinseca, e tutti lo ammireranno.
Non lasciatevi abbattere da nessuno, non lasciate che nessuno definisca la vostra persona o vi attacchi un etichetta. Siamo anime spezzate, come matite. Ma possiamo temperare entrambe i lati spezzati , creare prospettive diverse e nuovi colori. Amatevi coi vostri pregi e soprattutto i vostri difetti, smussateli e levigateli come un artigiano con un pezzo di legno.
il sole cala ogni sera ma risorge più bello il giorno dopo.




sabato 29 dicembre 2018

CREDICI e AMATI.

“ Vorrei che tu per una volta ci credessi.
Che riuscissi a fidarti, senza porti domande.
Vorrei che accettassi le emozioni che ti scorrono dentro, senza averne paura.
Vorrei che imparassi a dire di no, come sanno dirlo gli altri, senza per questo sentirti in colpa.
Vorrei che non pensassi di essere sempre meno di chi ti sta intorno.
Che non ti domandassi ogni volta: «Dove ho sbagliato?».
Vorrei che ti rendessi conto che la gente smette di chiedersi il perché di un errore già un minuto dopo che l'errore è avvenuto.
Perché a nessuno importa di trovare un senso agli sbagli, mentre tu lo pretendi, tu in assenza di senso ti senti mancare.
Vorrei che imparassi a difendere i tuoi sogni dal cinismo del mondo, senza per questo sentirti stupida.
Che comprendessi che non sempre è giusto preoccuparsi degli altri, se gli altri sono gli stessi che non si preoccupano di te e poi tu sei costretta a raccoglierti l'anima fatta a pezzetti.
Nonostante questo, vorrei che perdonassi.
Vorrei che non ti abitasse il rancore.
Vorrei che capissi che sono i sogni che fai a renderti unica. Più quelli che fai ad occhi aperti, che ad occhi chiusi. Vorrei che non ti sentissi mai poco bella per l'amore.
E neanche poco romantica.
O troppo vecchia.
O troppo grassa.
O semplicemente sbagliata.
Vorrei che sapessi che l’amore è un diritto di tutti e che nessuno dovrebbe accettare di vivere senza, neanche tu.
Vorrei che fossi cosciente della grandezza del tuo cuore e che non ne dubitassi soltanto perché qualcuno non lo ha apprezzato.
Vorrei che credessi sempre nella potenza di un bacio, anche se qualche bacio non è stato sincero.
Vorrei questo.
Che tu amassi.
Che ricominciassi.
A qualunque costo e contro qualunque pregiudizio o cattiveria che comunque riceverai.
Perché l’amore, figlia mia, fidati, l'amore ti salverà ”.




lunedì 12 novembre 2018

con il CORAGGIO di CAMBIARE.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea


Mi è capitato di pensare quante vite spezzate hanno calpestato questo pavimento
Con gli occhi lucidi o la rabbia che li divorava
Con la speranza svanita
Con il coraggio di cambiare
Penso a quanti
Hanno scalciato le pietre
Hanno guardato i colli
Hanno visto un tramonto
E il cuore si è quietato un poco
Penso a quanti
Si sono seduti su questa sedia
Con la sigaretta in mano
E il cappuccio sulla testa
Come a proteggerli
Penso ai loro pensieri
Fragili
Dolorosi
Spaventosi
In lotta tra di loro
In un modo che solo noi
Possiamo capire
Penso a quanti baci sono stati scambiati qui
Baci rubati
Perché non si può
O baci d' amore
Di coppie che si rivedono dopo
Lo scorrere del tempo
Penso al sole sui colli
Che magari ti acceca gli occhi
E ti dici che in fondo non è cosi male
Essere qui
Penso a quante anime
Hanno calpestato la terra che calpesto io ora
Magari ora sono lontani
Hanno una vita serena
È quello che voglio pensare
Ma un anima spezzata
Lo rimane per sempre.



lunedì 18 giugno 2018

Tornata da VILLA MARGHERITA.


Eccomi qui, tornata da Villa Margherita.
Perorso difficile, complicato.
Crisi, ma sorrisi.
Ho fatto chiudere il reparto per una settimana (sì, mea culpa) ma giuro che avrei preferito non andasse così.
Per me si è trattato del primo ricovero, ma già ne traggo giovamento.
Il personale è ottimo, sempre attento...non volevo più andarmene, come mi è stato riferito che accade quasi a tutti.
Ve la consiglio come struttura, sia per i DCA, che per i disturbi di personalità che di ansia e umore.
C'è qualcuno che ci vuole aiutare, cogliamo la mano che ci è offerta.
Grazie.











domenica 11 marzo 2018

DCA, una MALATTIA.


Quanto spesso ci sentiamo dire "Ma dai, basta che ti sforzi, che mangi, basta che ti metti a fare qualcosa, guarda ci sono arrivato pure io; io lo so che sei intelligentte...se proprio vuoi rilassarti magari fumati una canna."

Cosa sono i disturbi alimentari?
Cosa sono i disturbi di personalità?
Cosa sono i disturbi post traumatici?

Se ve ne siete anche fregati di documentarvene non avete diritto di parola.
Potete solo starvene ZITTI.
Tutto ciò, compreso di depressione è stato inserito da anni ed anni nelle MALATTIE.

Ora, andate da una persona che ha un'altra malattia, come una bronchite "Ma dai, basta che ti sforzi, che mangi, basta che ti metti a fare qualcosa, guarda ci sono arrivato pure io; io lo so che sei intelligentte...se proprio vuoi rilassarti magari fumati una canna."
MAGIA. PER ME GUARISCE.
Dite che funziona con un cardiopatico? Dai, smettiamo di sparare caz*ate.

E ricordiamoci che ognuno può avere cose che si tiene per se.
Benvengano i consigli ma non da chi crede di sapere tutto...
Perchè ciò che dite può causare conseguenze.
Dalla più lieve come "scusatemi devo andare in bagno e si piange fino quasi a vomitare" alle più gravi che rientrano nelle MALATTIE.



venerdì 12 gennaio 2018

Sbarre e CHIAVI.


Scrivere è complicato quando si tratta di questi argomenti, ma parlarne anche di più.
Credo che proprio per questo ne si dovrebbe parlare: per ascoltarsi e ascoltarci nella nostra complicatezza.
So cosa significhi trovarsi in quel momento nel quale tu, adagiata nella comodità, fasulla e illusoria comodità, ti convinci vada meglio "non vivere" in questo modo.
Tutto ciò è diventato abitudine, è la tua casa. 
Tu, rannicchiata, nel tuo angolino che ti toglie spazio ed aria...ti senti al tuo posto. Sì, ormai è diventato quello il tuo posto.
Ma se socchiudi anche solo gli occhi per poter riavere la vista, ecco che non lo è...non lo è!

So che la battaglia interiore deve partire da noi, da te.
So quanto è inutile che io sia qui a parlarti sperando di indirizzarti verso una mia idea.
Questo non è il mio obiettivo. Non ho un'idea precisa.
Voglio solo dirti che queste cose le ho provate e le provo anch'io.
Voglio dirti che più rimani in quell'angolo, che più lo assecondi ed autorizzi a toglierti spazio, il pensiero di poterti liberare; che più lo senti casa e sicurezza... più sarà complicato smuoverti da lì.

Quando ci proverai sarai veramente esausta, sfinita di quel posto; sarà quando l'illusione avrà lasciato almeno parzialmente liberi i tuoi occhi. Così capirai che le pareti non sono dipinte di rosa con dei fiorellini...vedrai sbarre.
Allora in quel momento vorrai uscire, ma non avrai la chiave, perchè non l'avrai costruita negli anni precedenti.
Ed ecco che ti ritroverai a stare male, volendo stare meglio. 
Senza chiave, che anche costruita in parte ci permetterebbe di completarla durante le ore d'aria.

Io la prospettiva di un futuro senza chiave non lo voglio, per me, per gli altri.
La chiave è vita.

 


A te, C.


giovedì 28 settembre 2017

Morte al tuo VERO tormento.


" Avvolgi d’amore i tuoi dolori più forti,
colma il tuo vuoto con il tuo tesoro più grande:
LA VITA.
Dai morte al tuo vero tormento,
che si nasconde dietro quel gran paravento.
L’anoressia impaurisce, sfinisce,
come una dittatrice tanti ordini impartisce.
Giudizi, schifo, odio, morte, il passato,
cibo, sangue, debolezza, fuga.
Ogni strumento è valido
per succhiare la vita come una sanguisuga.
Quali altri? Andate via, non capite.
Tu, passante ignorante, stai zitto, non mi conosci.
Mi dici di mangiare, che sono uno stecco, ma quale pastasciutta?
Come ti permetti di giudicarmi? Dici che sono fragile?
Con tutte le armi che uso, con tutta la resistenza mentale,
con l’enorme sforzo che faccio per alzarmi dal letto ogni mattina,
con il male alle gambe per scendere le scale e fare una passeggiata qualunque..
Dopo tutti i pianti, lacrime fredde che scendono mentre sono distesa in terra nel bagno,
pianti di urlo interno, una richiesta d’aiuto al mio cuore che non sento più.
Tu sei fragile, che ti lamenti per una ferita o perché la ragazza con cui stavi da pochi mesi ti ha lasciato.
E no, non voglio parlarne con nessuno, non voglio farvi male,
me ne vado nel mio angolo buio, non cercate di entrare, non avvicinatevi.
Ma non andate via, non ascoltatemi veramente, state con me,
non ascoltate la mia malattia.
Non abbandonatemi mai, vi insulterò, vi chiederò di uccidermi,
di mettere fine a tutto a questo, ma non è la voce del mio cuore.
Voglio vivere, voglio amare, voglio essere amata, voglio il silenzio.
Se vi insulterò, il mio cuore vi sta chiedendo dolci parole.
Se vi chiederò di uccidermi, il mio cuore vi sta chiedendo un abbraccio
per riportarmi alla vita.
Se vi chiederò di mettere fine a tutto questo, il mio cuore vi sta chiedendo
di portarmi via dall’angolo buio.
Se vi sbatto la porta in faccia, non arrendetevi a entrare.
Toglietevi le fasce dagli occhi, tirate fuori la vostra empatia,
non abbiate paura di me.
Voglio il vostro affetto, lo voglio tutto, voglio fiorire,
io da sola non ce la faccio.
Sono stanca, non ho più voglia di piangere,
venite a darmi dei calci in culo.
Portatemi nella punta dell’Everest, alle Hawaii e fatemi vedere quanto è bello vivere.
Fatemi vedere i bei tramonti, i grandi castelli, il blu del mare, le luci di una città di notte,
il vostro grande sorriso, voglio godermelo anche io.
Voglio coltivare la mia vita, voglio rinascere, sono nata per vivere, lo so. "




sabato 23 settembre 2017

ANORESSIA. Saremo mai capiti?


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Ginevra


Comunque stavo pensando ad una cosa importante.
Nonostante di anoressia si parli molto al giorno d'oggi, secondo il mio punto di vista si sa poco e niente. Nel senso che non si è ancora afferrato il significato profondo di questo comportamento. O meglio, lo si attribuisce a motivi che, onestamente, sono "fasulli". Un po' come gli attacchi di panico, mi capite?
Ostinarsi a pensare che un anoressico sia tale semplicemente per seguire i modelli estetici dominanti (vedi modelle che i mass media propongono ogni giorno in TV, ecc.) è fare del riduzionismo puro. L'anoressico non è interessato all'estetica, che si ritrova invece ad essere un argomento di culto per un bulimico, il quale si aggrappa ad un modello estetico con l'obiettivo di essere visto, apprezzato e amato.
Come dicevo, l'anoressico è totalmente disinteressato all'estetica e dell'amore degli altri quasi non sa cosa farsene. O meglio, non sa come gestirlo nel migliore dei modi. O ancora, forse non se ne accorge nemmeno di questo amore. Questo perché è talmente concentrato su se stesso e sullo studio di una strategia valida per scomparire che mai potrebbe accorgersene. Il suo desiderio più grande è quello di non essere visto, scoperto.
Ma in compenso ha un rapporto "fantastico" con la morte. LA CERCA, LA VUOLE, LA DESIDERA. Anche se la teme.
Ecco, si arriva all'anoressia perché non si ha abbastanza coraggio per farla finita del tutto, ed allora si tenta evitando il cibo di diventare ombra.
SEMPRE MENO VISIBILI PER DIVENTARE INVISIBILI, SEMPRE PIÙ SOTTILI CON L'OBIETTIVO DI ESSERE IGNORATI. Insomma, un modo speciale per dire "lasciatemi stare".
È la morte che non fa rumore, un desiderio di distacco dal resto del mondo, come un bisogno di separazione e non di condivisione. Tanto nessuno può arrivare a capire, ed infatti non capiscono. Ecco credo che l'anoressico,tra tutte le persone che vivono un malessere interiore, sia il meno capito in assoluto. Ma difatti, chi potrebbe mai capire un desiderio che, invece di passare attraverso il suicidio, viene accarezzato giorno dopo giorno attraverso il rifiuto del cibo? 


E voi come la pensate invece? Mi andrebbe un confronto con voi (civilmente ovviamente)...sapere la vostra opinione in merito. Parlarne con voi, che più di tutti potete capire queste mie parole su un argomento così "popolare" ma anche molto delicato. Sto cercando di darmi delle risposte sul mio malessere, risposte mai avute davvero da nessun medico "specializzato".


martedì 29 agosto 2017

un VENTO TORTUOSO


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Laura


Come glielo spieghi alla gente..come puoi farle capire certe sensazioni..come puoi far comprendere che il vuoto e l'irrequietudine ti divora l'anima?
Puoi usare tutte le parole che vuoi..non ti capiranno mai..non ti prenderanno mai troppo seriamente e finiranno solo per vederti una piccola egoista che recita una parte. Tutti i tuoi meccanismi disfunzionali saranno visti come capricci e brutte abitudini che non vuoi cambiare..come una comodità o una scappatoia..ma non è cosi.
Quando stai seduto su una cazzo di sedia che cerchi di studiare ma i pensieri sono cosi incatenati che una semplice moltiplicazione ti fa perdere ore intere. 
È una sensazione che ti parte dalla pancia e sale sino alla gola.. è fastidio, è prurito, è malessere. Nessuna medicina, nessuna distrazione, nessuna voce o musica placa il delirio. Inganni il tempo con libri,sigarette..ma la sensazione rimane statica e non va via. Viaggiare, ballare, l'alcool, il mare..non cè scappatoia che ti salvi. Pensi, ripensi..solo la morte puo annullare il tutto..annullare te stessa per non sentire, eclissarti con il nulla per non provare. Cosa c'è di sbagliato? Cosa o come puoi cambiare tale realtà? 
L'anima brucia, è come un taglio su cui per sbaglio finisce il sale misto al limone.. pronunciare certe parole a orecchie esterne finirebbe per farti sembrare esagerata, sbagliata, pazza.
Ma è proprio cosi che mi sento..un bruciore astratto che non si estingue, una ferita che non cicatrizza, un fuoco che non si spegne, un pianto incessante. 
E loro ti chiedono quale sia il problema..ma qual è il problema? Io non lo so..io lo cerco, provo a far chiarezza ma sono sensazioni che sembrano partire senza un via, che ti assalgono e ti travolgono. Se sapessi quale sia il problema non pensate che la soluzione sarebbe gia arrivata? 
E allora smettetela con domande idiote che milioni di volte mi sono posta e hanno procurato solo piu confusione in me. 
Agghindo la mia vita ma un vento tortuoso spazza ogni singolo dettaglio.





domenica 27 agosto 2017

cosa c'è OLTRE!

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Laura


Poi arriva un giorno in cui dal menù del ristorante non scegli cosa ha meno calorie ma quello più nutriente , anticoliche ,senza gusti forti per il latte che fai mangiare al tuo piccino... la bilancia la usi , si ma solo una volta a settimana, quella per neonati! Un pasto puoi anche saltarlo perché non sei riuscita a fermarti un attimo tra pappe pannolini e pianti ma appena il pupo si addormenta recuperi mangiando ad orari impensabili ! Allo specchio non fai quasi più in tempo a guardarti, lo fai solo quando ci passi casualmente davanti e controlli di non avere qualche macchia di latte sulla spalla come al solito ... eppure pensi che nonostante le occhiaie , i capelli ancora da pettinare, la pancia non proprio piatta dopo il parto non sei così male !
Cambiano le prospettive!
Non è un figlio a guarirti da un dca, ma quanta "vita" ti toglie la malattia ... è così bello vedere
cosa c'è oltre!
ve lo auguro a tutte!






martedì 20 giugno 2017

pubblicazione LIBRO!



Eccomi qui, soddisfatta di essere arrivata alla prefissata meta di completamento del mio scritto.
Eh si, CE L'HO FATTA!
In questi giorni sto sistemando i disegni che ho fatto negli anni scansionandoli, per poterli in questo modo aggiungere tra le mie parole.
Non vedo l'ora che tutto sia pronto... e grazie del sostegno, siete stati la mia forza!




lunedì 6 marzo 2017

CINGERE te stessa.


Esausta, ti sdrai sul letto a te più vicino. 

Tanto della tua vita si è nuovamente sgretolato.
Il tutto da quando il tuo inconscio ha rivelato un nuovo, ma antico segreto a te stessa; un segreto che ha custodito per anni, per proteggerti. 


L'orizzonte è offuscato.
Il dolore. La paura. Il terrore. Il dolore ancora.
Il respiro che si smorza.
Ma uno sguardo che improvvisamente riesce ad accendersi: la visione del braccialettino che hai al polso.


Il pensiero va ad una bambina, tanto piccola, tanto grande.
Grande la forza che ti infonde, con i suoi sorrisi ed il suo modo di dimostrarti il suo volerti bene.
Lei avrà un futuro.
Tu un motivo in più per combattere: fare in modo che la speranza non venga rubata anche a lei.
 

Combattere per il suo futuro. Per il loro futuro.
Combattere per ciascun bambino, ragazza o ragazzo che sei stato e sicuramente non hai abbandonato.
Dare affetto anche a lui, anche a lei.
Cingere la piccola che sei stata, abbracciarla dentro te




domenica 22 gennaio 2017

lunedì 14 novembre 2016

Cominciare ad AMARSI.

" Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
 
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO E' LA VITA! "


When I Loved Myself Enough – Kim McMillen

 

 

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf
QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf
QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/quando-ho-cominciato-ad-amarmi#sthash.XyTt46lJ.dpuf