venerdì 13 dicembre 2019

un CORDIALISSIMO VAFFANCULO.


Si.
Ecco.
E' cosi'.
Ci sono ricaduta, per l'ennesima volta.
Quella stronza e' tornata, ma stavolta con un colpo basso: solitamente me ne ammalavo per bisogno di controllo. Ora, dopo essere ingrassata a dismisura per colpa dei farmaci, e' di nuovo qui a ripetermi costantemente che il mio peso non va bene. 
Mi ripete che sono sovrappeso, grassa, orrenda, orribile, schifosa dentro e come riflesso anche fuori.

Beh, io stavolta son partita sin da subito con i vaffanculo.
Ho chiesto aiuto appena ho ammesso a me stessa di non potercela fare da sola.
Ora psicoterapeuta, psichiatra e tra poco il centro dei disturbi alimentari mi aiuteranno tutti insieme.
Abbassero' il mio peso, ma non mi portero' alla morte seguendoti alla ceca. 
"Cara" anoressia, un cordialissimo vaffanculo.





lunedì 1 luglio 2019

QUANTE VOLTE?

Pensieri,
parole, animi stanchi.

Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Cassy


Quanto spaventa vivere?
Quante volte abbiamo pensato che forse sarebbe stato meglio se fosse finita li?

Quante volte abbiamo avuto il coraggio di spingerci su quel filo sottile che divide la vita dalla morte?
Quante volte abbiano avuto paura?
Quante volte abbiamo pianto senza un apparente motivo e quante volte ci siamo sentite svuotate di ogni emozione, anche della più bella?
Vivere implica l'impersonare la te stessa che gli altri vorrebbero incontrare, ho imparato che non posso rivelare la vera me perché ha qualcosa di sbagliato, qualcosa di profondo, qualcosa di comprensibile a pochi.
Ho imparato che le mie gambe mi devono bastare per percorrere la mia strada e anche se ho paura, posso contare solo su me stessa perché concretamente non c'è nessuno.
Sono giunta a capire che anche le peggiori cose non meritano una narrazione per chi non può comprendere.
Voglio convincermi a non vivere nella paura ma quando la tua vita è in mano ad un'altra persona, tutto ciò crolla.
Voglio promettermi di prendermi cura di me e di non mollare anche se ora tutto si è fatto buio.
Voglio convivere con me al meglio delle mie attuali possibilità.







giovedì 25 aprile 2019

Il LIBRO della nostra TEA.



" Scrivere "Bambina Borotalco" non è stato facile, ha riportato alla mia memoria ricordi dolorosi e brutti momenti, mi ha fatta sentire nuda ed esposta alla gente che lo poteva leggere. È stato un periodo nero, avevo paura, tanta paura. Ho allontanato amici e ho pianto tanto, chiusa in me stessa. Ma i ringraziamenti, le parole di incoraggiamento, la terapia e soprattutto il motivo principale che mi ha spinta a scrivere questo libro alla fine hanno superato qualsiasi sofferenza e ripensamento. Nulla è sbagliato se lo fai con un obiettivo preciso, io credo in quello che faccio e credo che le mie parole possano essere d' aiuto a chi sta soffrendo, o possano semplicemente aprire un mondo che tante persone non conoscono. Per cui sì, vado avanti e supero la paura e le difficoltà, perchè sono certa che si tratti di un obiettivo grande e importante.

Edit: ho abbassato il prezzo a 3.99.
Per chi fosse interessato è online su Amazon l' e-book del mio libro. Ci ho messo cuore e anima raccontando il mio vissuto e le mie esperienze. Nel caso non aveste kindle potete scaricare la versione prova gratis di un mese per leggerlo sul pc.

E se volete farmi sapere pareri, critiche o opinioni sono qui. "

Tea Girardi




giovedì 11 aprile 2019

Fuori AGISCI e dentro LACRIMI.


In un secondo ti ritrovi senza alcuna sicurezza, se non quella di essere inadeguata per tutto, incapace sotto ogni aspetto. Ci provi, cerchi di ripensare al discorso che ti ha aiutata a calmarti, ma la sensazione di essere persa non se ne va, accompagnata dall'ansia che sembra poter solo aumentare annientando le tue capacità di reagire.
Vorresti qualcuno accanto a te ma sai che se chiederai aiuto ti sentirai solo più stupida. La vergogna di te stessa regna sovrana.
Ed ecco che ti trasformi in quel che più di te temi. 
Fuori agisci e dentro lacrimi. Lacrime spaventate e che dentro a te rimangono.

Non è vero che i gatti neri portano sfortuna. 
Pianto disperato, ma liberatorio. Grazie Nuvoletta mia.




giovedì 28 marzo 2019

per VOI.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea


Per voi anime scomposte, frastagliate, tagliate a pezzettini. Un giorno belli e bravi e forti e felici, il giorno dopo l'oblio, la ricerca di qualcosa che vi calmi, che vi stordisca, che plachi le ustioni emotive, che zittisca il dolore e la sofferenza. Per voi catturati dalla rabbia, con gli occhi persi e rossi come quelli dei conigli bianchi. Per voi che cercate disperatamente un appiglio, un modo per sentirvi vivi, per risvegliarvi dal torpore.
Per voi nemici dello specchio, che deforma la vostra immagine e distrugge ogni sentimento positivo nei vostri confronti. Per voi che ricercate la serenità in un flacone di psicofarmaci. O in una lotta compulsiva col cibo, migliore amico e peggior nemico.
Dentro di voi risiede una forza innata, autentica e primordiale. Un cuore buono, un anima pura, tartassata da sensi di colpa, rabbia e vergogna. Per voi che guardate le vite degli altri e ci trovate sempre qualcosa di migliore della vostra. Per voi che piangete lacrime amare ma al mattino vi alzate lo stesso, indossate una maschera e affrontate questa puttana chiamata vita.
Per voi che sapete ridere di gusto, che vi emozionate con una parola, un gesto, un sorriso. E allo stesso tempo vi lasciate distruggere da una parola non detta, un gesto non compiuto e un sorriso mancato. Per voi che l'altalena la volevate da piccini, ma ora la vivete giorno per giorno e vorreste solo scendere, perché vi fa venire il mal di testa.
Visualizzatevi come foste il mare. Agitato a volte in superficie, ma calmo in profondità. Le onde e il vento sono le difficoltà della vita, vi possono colpire e far annaspare ma cercate di mantenere l'equilibrio in profondità, non lasciatevi scalfire dalle turbolenze, da un cuore accelerato, da un amore finito, dalla paura che colora tutto di nero, dall'apatia che ci fa vedere il mondo grigio.
Visualizzatevi come una montagna, forte, stabile, solida. Esposta alle intemperie, alla pioggia, alla neve , al ghiaccio e poi ai timidi raggi del Sole.
Rimanete solidi, lucidi.
Visualizzatevi lago, che riflette tutto ciò che capita nelle nostre vite, bello o brutto, ci riporta in superficie ogni emozione primordiale.
Visualizzatevi fiore, germoglio.
prendetevene cura, innaffiatelo con l'amore, la pazienza, la fiducia. Crescerà e sboccerà, nella sua bellezza intrinseca, e tutti lo ammireranno.
Non lasciatevi abbattere da nessuno, non lasciate che nessuno definisca la vostra persona o vi attacchi un etichetta. Siamo anime spezzate, come matite. Ma possiamo temperare entrambe i lati spezzati , creare prospettive diverse e nuovi colori. Amatevi coi vostri pregi e soprattutto i vostri difetti, smussateli e levigateli come un artigiano con un pezzo di legno.
il sole cala ogni sera ma risorge più bello il giorno dopo.




mercoledì 13 marzo 2019

FIOCCHETTO LILLA.


Che sia vicino alla testa o allo stomaco, tutti abbiamo una stanza.
Vi voglio parlare della mia.

Era una perfetta, magnifica, meravigliosa stanza.
Arrichita di decorati mobili, emanava splendore dalla superficie di ognuno di essi, così esattamente coincidenti nei differenti angoli e con chiuse maniglie di cristallo.
Tutto ciò doveva sempre migliorare...e rigorosamente lo faceva.

Poi è successo.
Le viti.
Nessuno si curava di loro, così importanti quanto non evidenti.
Maniglia dopo maniglia, anta dopo anta, la camera si è distrutta.
Le ante sovrapposte e distrutte sul pavimento; il buio che dagli armadi ora fuoriusciva.
Si, IL BUIO. Mobili tanto splendenti fuori, quanto oscuri all'interno.
La mia camera, la mia mente, le mie emozioni, i miei sentimenti, la mia vita.
Pensieri ossessivi.
Il mio corpo mi stava abbandonando, come credevo la mia anima avesse già fatto.

Ma così non è stato.
Piccola piccola, si è lentamente arrampicata su distrutte ante e ha cercato di sfruttarle per innalzarmi verso le pennellate lilla che aveva deciso di dare a quel buio.

Non ho ancora concluso la mia stanza, ma ogni anno, il 15 marzo, posiziono un FIOCCHETTO LILLA dove le mie pennellate sono arrivate.

Colorate di lilla, ma anche di verde, giallo, arancione e blu.
Aprite pian piano le vostre ante e fatevi amico il contenuto dell'armadio.
Con tutto l'affetto di questo mondo,



sabato 29 dicembre 2018

CREDICI e AMATI.

“ Vorrei che tu per una volta ci credessi.
Che riuscissi a fidarti, senza porti domande.
Vorrei che accettassi le emozioni che ti scorrono dentro, senza averne paura.
Vorrei che imparassi a dire di no, come sanno dirlo gli altri, senza per questo sentirti in colpa.
Vorrei che non pensassi di essere sempre meno di chi ti sta intorno.
Che non ti domandassi ogni volta: «Dove ho sbagliato?».
Vorrei che ti rendessi conto che la gente smette di chiedersi il perché di un errore già un minuto dopo che l'errore è avvenuto.
Perché a nessuno importa di trovare un senso agli sbagli, mentre tu lo pretendi, tu in assenza di senso ti senti mancare.
Vorrei che imparassi a difendere i tuoi sogni dal cinismo del mondo, senza per questo sentirti stupida.
Che comprendessi che non sempre è giusto preoccuparsi degli altri, se gli altri sono gli stessi che non si preoccupano di te e poi tu sei costretta a raccoglierti l'anima fatta a pezzetti.
Nonostante questo, vorrei che perdonassi.
Vorrei che non ti abitasse il rancore.
Vorrei che capissi che sono i sogni che fai a renderti unica. Più quelli che fai ad occhi aperti, che ad occhi chiusi. Vorrei che non ti sentissi mai poco bella per l'amore.
E neanche poco romantica.
O troppo vecchia.
O troppo grassa.
O semplicemente sbagliata.
Vorrei che sapessi che l’amore è un diritto di tutti e che nessuno dovrebbe accettare di vivere senza, neanche tu.
Vorrei che fossi cosciente della grandezza del tuo cuore e che non ne dubitassi soltanto perché qualcuno non lo ha apprezzato.
Vorrei che credessi sempre nella potenza di un bacio, anche se qualche bacio non è stato sincero.
Vorrei questo.
Che tu amassi.
Che ricominciassi.
A qualunque costo e contro qualunque pregiudizio o cattiveria che comunque riceverai.
Perché l’amore, figlia mia, fidati, l'amore ti salverà ”.




giovedì 15 novembre 2018

SPARIRE?


Ci sono quelle sere. Quelle sere che ti senti il cuore nello stomaco, anzi lo stomaco nel cuore. 
Però lo stomaco é in gola e la nausea sale. E in gola manca l'aria. 
E al naso anche, ma soffochi senza soffocare. 
Forse sono i pensieri che non arrivano al cervello. Ma i pensieri partono dal cervello. 
È confusione. 
È tristezza. 
È senzazione di inutilità. 
È voglia di sparire. 
E allora ti viene in mente la parola sparare, così semplice nell'allitterazione e così simile nel significato. 
Perché tu sei esausta, ma non devi cedere. 
Gli altri ti diranno che se cedi sei solo una persona che ha scelto la strada più semplice, ma tu sai che non é così. Sai che così rinunci al brutto che c'è e c'è stato nella tua vita, ma anche alla possibilità di un cambiamento. 
Questo cambiamento del quale ti parlano sempre... E non hai visto mai. 
Rinunci alla speranza. Ma sei ancora in grado di sperare? 
Credo che sia questa la chiave, l'ordine delle cose: la speranza, la vita. 
Quindi no, non si cede per niente. 
Torniamo a sperare.
E come dice una canzone che tanto mi piace: "Anche il colore del cielo lo dice, si ricomincia da qui."





lunedì 12 novembre 2018

con il CORAGGIO di CAMBIARE.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea


Mi è capitato di pensare quante vite spezzate hanno calpestato questo pavimento
Con gli occhi lucidi o la rabbia che li divorava
Con la speranza svanita
Con il coraggio di cambiare
Penso a quanti
Hanno scalciato le pietre
Hanno guardato i colli
Hanno visto un tramonto
E il cuore si è quietato un poco
Penso a quanti
Si sono seduti su questa sedia
Con la sigaretta in mano
E il cappuccio sulla testa
Come a proteggerli
Penso ai loro pensieri
Fragili
Dolorosi
Spaventosi
In lotta tra di loro
In un modo che solo noi
Possiamo capire
Penso a quanti baci sono stati scambiati qui
Baci rubati
Perché non si può
O baci d' amore
Di coppie che si rivedono dopo
Lo scorrere del tempo
Penso al sole sui colli
Che magari ti acceca gli occhi
E ti dici che in fondo non è cosi male
Essere qui
Penso a quante anime
Hanno calpestato la terra che calpesto io ora
Magari ora sono lontani
Hanno una vita serena
È quello che voglio pensare
Ma un anima spezzata
Lo rimane per sempre.



giovedì 9 agosto 2018

BATTITO DI FARFALLA.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Eleonora


“ E’ impossibile, disse l’orologio.
E’ rischioso, disse l’esperienza.
E’inutile, tagliò la ragione.
PROVACI, sussurrò il cuore.”
Pioveva. Avevo su il mio giubbotto preferito, blu come la notte. Faceva un gran freddo, il cielo era grigio. Non sentivo nulla. Correvano pensieri su pensieri fino a riempirmi lo stomaco. Camminavo senza una meta; regole, tempi, ordini. Era tutto nuovo. Gli ultimi abbracci, gli ultimi sguardi con i miei genitori, le ultime parole scritte. Così iniziai il mio percorso, ero solo io quel 28 marzo 2018, dove la primavera tardava ad iniziare. Un luogo dove non mi conosceva nessuno e potevo iniziare da capo. Potevo iniziare da capo anche con me stessa. Portavo sempre con me un quadernino, la penna, le cuffie e il silenzio che mi imprigionava. All’inizio non capii i pianti, delle altre lamentele, i ‘˜mi manchi’ poi mi fu tutto più chiaro. Stare nella stanza senza un filo di luce e una colonna sonora di sofferenza mi intrappolava il cuore, i pensieri si sommergevano l’uno sull’altro. Mi mancava tutto, mi mancavo io. I giorni passavano, i mesi, le ore, sempre un’attesa. Era tutto un’attesa, senza successo. Mi perdevo, e risplendevo, poi caddi. Mi stavo distruggendo, i tagli, i tentativi di scappare con la mente in una persona che ormai non riconoscevo più. I rimproveri, le conseguenze e le soluzioni… era tutto terribilmente difficile. Eleonora come sta? Le notti passate con l’insonnia, l’overdose di farmaci, i sintomi, i numeri che mi stavano uccidendo, regole, punizioni. Tutto in una sola mente. Troppe voci per una sola persona. Giravamo come gli orologi, e vivere così non era un obbligo. Le cartine, le sigarette, ‘vienimi a prendere, in mezzo alla polvere…’ sono una specie di esperimento, la pelle coi graffi. Non capivo come fossi arrivata a quel punto, mi sentivo come una foglia caduta a terra, calpestata da tutti, calpestata da lei. Lei: ve la presento, il mio amore tossico, era come una droga per me. Mi prometteva cose che non si sarebbero mai avverate, mi faceva fare cose che per una ragazza di 18 anni non dovrebbe nemmeno pensarci. Calcoli, le occasioni mancate, le tante bugie, per delle ossa. Per un sorriso che era più denti che altro. Per forme che ormai erano linee. Mi prometteva amore quando in cambio ottennevo solo disperazione. Non c’era nulla per cui ne valesse la pena per lei. Una costante lotta tra il bene e il male, come nelle favole. Mi prese con se e mi fece la sua bambina, che aveva paura di crescere, di affrontare la vita. Mi parlava, mi coccolava. Io mi prendevo cura di lei mentre mi stava annullando piano piano con le sue illusioni. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per tenermi con sè. Ancora oggi è così che la posso identificare. Un conflitto ad ogni boccone, ad ogni passo in più verso la libertà . Era difficile riuscire ad essere diversi. Le maldicenze, le note su di me, le menzogne. La costante ricerca di questo battito di farfalla, un petalo di margherita che si posa su di me. Tutto in un solo momento, si sconvolse tutto. Le speranze e la chiusura di una porta aperta da troppo tempo. L’odio represso, mai espresso. La paura di me, di lei, della vita che mi aspetterà . Ricominciare davvero da capo, un passo alla volta, delicato e travolgente allo stesso tempo. Per i sogni infranti, per le camminate di troppo, per le lettere non scritte, per la forza di dire No e quella di dire Sì. Perché l’unica certezza è il cambiamento e bisogna passare attraverso il cibo e la sofferenza per quel battito di farfalla. Vietato lamentarsi dopo che il fondo te lo sei creato tu con le tue stesse mani. Non esiste un incantesimo che faccia sparire ogni traccia di lei, non esisterà giorno in cui te ne pentirai del tuo fondo, lo so, perché lo provo anche io. D’altronde come si può lasciare un posto che hai chiamato ‘casa’ per molto? Come si fa a cambiare quando non sei mai stato te stesso? ‘Lei’ queste cose non te le può dare. Non sei tu che stabilisci il tuo carattere, le amicizie, gli interessi, ma la tua cara’ lei’,che non ti darà nulla, se sconforto per ciò che sei diventata : il nulla. Nulla totale, come volevi tu no? Poi piano piano ho compreso che non avrei apprezzato ciò che possiedi fino a quando mi avrebbero tolto tutto. Anche i tuoi genitori. Stare nell’oblio a far la gara a chi mangia di meno… ma che solo grazie a te la situazione potrebbe diventare un sorriso di una persona vera, con dei sentimenti veri, e un cuore vero. Basta a tutta questa follia. Devo ricordarmi il motivo per cui avevo iniziato, ma soprattutto il motivo per cui avevo finito! Sta a me scegliere. So che non lo hai più potuto fare da quando c’è ‘lei’ , ma ora è il tuo momento, di scrivere il finale della tua storia e decidere se possa essere un lieto fine o meno. La strada la conosci se tornare indietro o andare avanti per ciò che sei realmente. Niente e nessuno può impedirti di smettere, ma allo stesso tempo di splendere. Avere autonomia ed essere indipendenti non è semplice, vero?


Quando devi essere forte da sola. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, ma nemmeno impossibile. Bisogna arrivare all’abisso ed essere capaci di uscirne con la propria motivazione. Come ho fatto io. Ero arrivata al punto di dover chiedere aiuto per ogni mio piccolo spostamento, la costante paura di ogni emozione che stavo provando, la rabbia nel piatto, la tristezza negli occhi. Una forchetta e un coltello, ed è lì che ho scoperto quanta determinazione ho da vendere. Una battaglia piena di speranza per il futuro, tante delusioni e vittorie che mi incoronano, perché bisogna ricordarsi che le stelle cadenti splendono anche quando cadono. Ti dirai che non sarai mai abbastanza. Mai abbastanza forte, perfetta, sana per riuscire a sopportare tutto questo. Eppure, ce la farai. Sei un foglio bianco che aspetta di essere travolto dalle parole giuste. Intoccabile, fragile e unico. Non sarai mai come vorrai, ma puoi cercare di essere il meglio di te . Devi imparare ad accettare che tra il bianco e il nero, esiste anche il grigio. Che cos’hai realmente da perdere? L’occasione di stare bene? Prima sii libero e poi chiedi la libertà che ti aspetta. Ad essere felici bisogna avere coraggio. Tu dove sei finita? Dove sei finita tra le mille domande e nessuna risposta che ti si propone ogni giorno? Era veramente questa la vita che ti sognavi da bambina? Dove ti piaceva giocare e divertirti con svariate fantasie che si ha solo nella giovane età? Stare con le amiche e con le persone che ti vogliono bene veramente, che riconoscono quanto sei speciale, per il tuo carattere. Lottare, litigare con ‘lei’, esasperarsi per le tue ossa. Chiedersi se è la giusta risposta la normalità. Quando sei il primo a sapere ogni tipo di risposta, perché solo tu puoi stabilire il tuo bene e nessun altro. È una decisione prioritaria per la sopravvivenza della tua persona. Me lo ricordo ancora il mio primo giorno, ero spaesata non riuscivo a capire come mi sarei dovuta muovere. Gruppi, medici, dietiste, psicologhe, infermieri davano forma alla mia rinascita. Per essere qualcuno, qui e ora, bisogna rinunciare a essere un altro, altrove o in seguito. Ricordati che sei tu il tuo tempo migliore. Sono una margherita, e come tale non faccio invidia a nessuno. Vi voglio però ricordare che le rose sfioriscono subito, io no, io rimango sempre, perfettamente intatta.

“mercoledì 28/03/18 caro diario oggi è stata una giornata molto dura ed è solamente il primo giorno. Le ragazze sono simpatiche, alcune insomma, molto criticone. Qui senza orologio non si sopravvive. È difficile, mi sento molto spaesata. Non so come muovermi. Mi vergogno, ho tanta ansia. Ho fatte 3 visite e mi hanno dato il ‘piano base alimentare’ da completare entro le due settimane e il gruppo nutrizionale ‘A’ è con Annamaria (credo si chiami così). Sono stanca e devo ancora partire, sarà una lunga battaglia contro la parte di me che non voglio più. “

“giovedì 24/04/18 caro diario oggi ho iniziato il nuovo piano alimentare, all’incirca. Proverò tante nuove emozioni… anche se da sola non sono in grado di riconoscerle. Mi hanno fatto le flebo, e sono piena di liquidi…nel pomeriggio ero quasi svenuta. Mi sono fatta del male oggi..soffro molto ed ho paura di dirlo a qualcuno. Lo dico a te diario mio nella speranza che almeno tu mi possa ascoltare. Sono stanca di me stessa. Del chi mangia meno o di più, non ho mai desiderato così tanto la normalità come ora, come ogni mattina quando apro gli occhi.”

“venerdì 25/04/18 caro diario, oggi mi hanno tolto le scarpe. Io iperattiva? Wow. Mi sento persa, che ho io di diverso? Ho una voragine nello stomaco dal nervoso.”

“sabato 05/05/2018 caro diario, oggi mi sono sentita di vivere dentro ad una fotografia, in un’istantanea, un momento di serenità con i miei familiari e i miei amici. Risate, la mente libera da ogni malessere. Mi sono sentita vivere a dentro una foto. Ammirando la spensieratezza del tempo che passa come il tramonto. La felicità oltre l’orizzonte.”

“lunedì 07/05/18 caro diario, affrontare tutto questo senza muoversi è davvero difficile. Mi sento in colpa, mi vergogno. Ho un sacco di pensieri per la testa e non so che fare, come muovermi. Vorrei non essere me. Vorrei che fosse tutto più semplice, tutto più leggero. Ed io mi sento pesante. Mi sento di dar fastidio.”

“mercoledì 09/05/18 caro diario, sono molto agitata per il giro medico,non so cosa possa succedere… ho tanti pensieri per la testa, in ogni dove… il peso… le scarpe… le mie scarpe e il senso di libertà… il 9 è sempre stato il mio numero preferito. È il numero di maglia di papà.”

“sabato 12/05/18 caro diario, non ne posso più di pensare al cibo 24 ore su 24.”

“domenica 13/05/18 caro diario, sta tornando la fissa per i numeri, vedo il mio corpo cambiare sempre di più. Ho tanta rabbia, soprattutto quando mangio. Mi stringo forte lo stomaco. Lei si sta facendo sentire sempre di più. Soffro, sono chiusa in una gabbia dorata, ho bisogno della mia libertà. La voglia di voler ristringere, i rituali, TUTTO. Ho il sorriso azzurro di chi ha sopportato troppo a lungo il nero.”

“mercoledì 16/05/18 PRIMA GIORNATA D’AIUTO caro diario, oggi ho vissuto una delle giornate
d’aiuto e sono mentalmente distrutta vorrei piangere. Mi sento in prigione e sempre controllata per ogni cosa che devo fare. Mi sto chiedendo perché me. Perché proprio io, che ho di strano? Io non mi sento così grave da essere sorvegliata pure quando vado in bagno è tosta, sono k.o. psicologicamente. ”

“SECONDA GIORNATA D’AIUTO
Caro diario, oggi ho iniziato la giornata con la comunicazione del peso. Mi sono sentita a disagio crescere così tanto dall’oggi al domani. Non è facile da digerire. Vorrei che fosse stato più lento l’incremento di queste giornate sono proprio ‘full’ di testa.
TERZA GIORNATA D’AIUTO Caro diario, oggi mi faccio schifo. Di nuovo.”

“ domenica 20/05/18 caro diario, primo spuntino fuori, siamo andati a Verona a toccare la normalità è stato bellissimo. Dal punto di vista alimentare nonostante tutte le voci e i sensi di colpa sono andata a gusto. Chiedo se davvero ho bisogno di tutto questo incremento. A volte mi chiedo perché sono qui. Mi sento sempre in competizione con le altre. Come se non facessi mai abbastanza. Non riesco più a mettere il paraocchi, soprattutto a tavola. Devo fare sempre tutto io? Mi sento persa. Provo un forte senso di smarrimento che non mi vuole abbandonare. Aiuto. Io mi sento in colpa a fare la cosa giusta.”

“martedì 12/06/18 caro diario, oggi al gruppo di psicoterapia ho sentito di dover cambiare la mia vita. Ho troppe emozioni da esprimere e non so nemmeno come si possa fare. È difficile accettare il cambiamento e volerlo fare. “

“lunedì 25/06/18 caro diario, oggi ho eliminato l’app dei contapassi e penso di aver trovato la luce dopo tanto tempo di sofferenza e dolore mentale. Basta numeri, viva Eleonora!”

“E l'occhio ride ma ti piange il cuore,sei così bella ma vorresti morire.”

 “Ma cosa sono diventata?”

“E i sensi di colpa? I sensi di colpa dopo aver mangiato dove li mettiamo?”

“quante calorie ha la felicità?”

Ogni cosa ha una sua struttura, come il giudizio degli altri che crea dipendenza e una serie di confronti. Bisogna riconoscere che è normale non piacere a tutti. Nonostante ci sia la paura di essere abbandonati o rifiutati; perché il senso di identità si costruisce con il confronto con gli altri. Bisogna essere egosintonici, trovare il giusto confine, desiderare di stare bene e fare le cose per sé stessi. che cosa predispone un dca? -familiarità -società -carattere -dieta -trauma -influenza abilità -richiesta d’attenzione -confronto -sport -bullismo -adolescenza -genetica
Una semplice ‘somma’ : IO+DIFFICOLTA’+FATTORI ESTERNI
Comporta una distorsione cognitiva della realtà ovvero: quello che percepisco, la realtà soggettiva e la diversità …cioè che nonostante la realtà sia uguale per tutti la viviamo in un modo diverso.