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lunedì 12 novembre 2018

con il CORAGGIO di CAMBIARE.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Tea


Mi è capitato di pensare quante vite spezzate hanno calpestato questo pavimento
Con gli occhi lucidi o la rabbia che li divorava
Con la speranza svanita
Con il coraggio di cambiare
Penso a quanti
Hanno scalciato le pietre
Hanno guardato i colli
Hanno visto un tramonto
E il cuore si è quietato un poco
Penso a quanti
Si sono seduti su questa sedia
Con la sigaretta in mano
E il cappuccio sulla testa
Come a proteggerli
Penso ai loro pensieri
Fragili
Dolorosi
Spaventosi
In lotta tra di loro
In un modo che solo noi
Possiamo capire
Penso a quanti baci sono stati scambiati qui
Baci rubati
Perché non si può
O baci d' amore
Di coppie che si rivedono dopo
Lo scorrere del tempo
Penso al sole sui colli
Che magari ti acceca gli occhi
E ti dici che in fondo non è cosi male
Essere qui
Penso a quante anime
Hanno calpestato la terra che calpesto io ora
Magari ora sono lontani
Hanno una vita serena
È quello che voglio pensare
Ma un anima spezzata
Lo rimane per sempre.



mercoledì 12 agosto 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - VIVI, respira.

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-inviato da Elisa


Allora.
Ci sono: l'ansia, il panico, la paura.
Ognuno di questi in ordine porta a quello che segue in successione.
Ognuno di questi non mi fa vivere LA giornata.
Ognuno di questi non mi fa vivere LE giornate.
Passano, lentamente.
Perdo TEMPO,
perdo IL TEMPO,
perdo IL MIO TEMPO.
Non voglio.
Per questo devo lottare, non fermarmi mai, né oggi né domani.
Solo e unicamente per me.
Non cadere Eli,
non fermarti.
Non piegarti di fronte a quel vuoto che senti sulla bocca dello stomaco,
non piegarti di fronte a quel fetore di morte.
TU ce la puoi fare, ce la devi fare.
Perché c'è un domani bellissimo che ti sta attendendo.
Perché c'è un presente meraviglioso che rischi di farti sfuggire.
Perché bisogna sorridere, in faccia a tutto e a tutti.
Non ha senso sorridere solo quando c'è il sole,
devi ora e subito imparare a sorridere quando la tempesta ti picchia forte in testa.
Sorridi, oggi, ora, sempre.
Vivi,
respira.





sabato 7 febbraio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - 'Non esiste inverno peggiore di quello che abbiamo dentro di noi'

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Kris  

Che poi io ci provo anche ad aiutarmi, a tentare di uscire da questo schifo, ma non ce la faccio... e tutte balle chi dice che da sola/o ce la può fare. !!
Stamattina, a differenza di ieri-l'altro ieri e mesi fa, ho voluto provare a darmi una mossa.
Come? Obbligata per obbligata, ho provato (visti anche i dolori) a mangiare normalmente (mi fa male lo stomaco --> mangio --> non posso star male).
Ho fatto una buona colazione (questa mi salva sempre, se non arrivo all'abbuffata solitamente tengo dentro tutto.... "tanto la smaltisci durante il giorno, ti serve per avere un po' di forza" ...dopo 3939493928 volte che mi è stato detto l'ho capito.), ho mangiato uno yoghurt magro (ma non importa, la quantità era comunque buona) con Tre -tre!!- biscotti "normali" -tra virgolette perchè sono quelli che solitamente una persona "normale" mangia senza tanti problemi-. Tenuto tutto dentro senza tante storie. "Poi non mangerò", pensavo....
Stavo davvero per saltare il pranzo, ma poi ho ripensato al fatto che tra qualche giorno non potrò far nulla di tutto ciò che mi passa per la testa quindi me lo sono preparata: primo, secondo, contorno.
Anzi, secondo-contorno-primo.
Con il primo (riso solamente bollito senza l'olio -buono una cifra, nb-, visto che lo considerano "magro" rispetto alla pasta) sono mezza crollata.
No scherzo, sono crollata di brutto.
Me ne sono fregata del mal di stomaco, delle conseguenze del mio corpo.... TUTTO QUEL CIBO NON POTEVA RESTARE DENTRO DI ME. Non poteva. !!!
Mi vedevo già la bilancia sui 60, 63, 65 ... circa 10 kg in più rispetto adesso. Non potevo....
Domani ci riproverò. Voglio che qualcuno, una volta finito di mangiare, mi chiuda il bagno. Si, proprio come se fossi già ricoverata. Vorrei provare a non vedere-sentire nessuno per giorni e vedere come me la passo... poi però, prima dell'11, dopo aver fatto questo "esperimento", vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai. Nemmeno quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole.
Prima dell'11 vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai perchè loro, anche se i mesi ci separeranno, sono la mia forza.
E quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole, loro saranno le uniche persone che vorrò sempre vedere....

Non esiste inverno peggiore di quello che abbiamo dentro di noi, ecco tutto.


domenica 25 gennaio 2015

Il tramonto, l'alba.

Se sole tramonta, l'oscurità mi avvolge.
Vengo trascinata in un vortice di vuoto, angoscia, pianto soffocato...
Senza luce, non si vede nessun appiglio.
Senza appigli, si sprofonda; senza un salvagente, poi si affoga.
Si affoga nei propri timori, nei propri dubbi, nelle proprie sfiducie, ma, soprattutto, nella propria rabbia... che si riversa sulla propria persona.
Il sole tramonta, io con lui.

sabato 24 gennaio 2015

Il lagher nella mente.

Una voce interiore ti spinge a rimanere rannicchiata in posizione fetale in quell'angolino, situato all'estremità più vicina al muro contro il quale poggia il tuo letto. Il tuo letto che si trasforma in protezione, in nascondiglio; come conferma il plaid che ti copre completamente, fin sopra i capelli...e il viso sprofondato nel cuscino.
Già, il rassicurante nascondiglio. La protezione, la rassicurazione dal mondo esterno, che infonde estremo timore. Non ti senti pronta ad affrontare ciò a cui andrai incontro nella tua giornata, non ti senti abbastanza forte, combattiva... ma solamente esausta.
Ecco ogni inizio delle mie giornate. Bloccata in quel nascondiglio, in quella grotta che mi protegge anche da me stessa, o almeno così mi fa credere.
La svolta arriva solo tramite un aiuto esterno, una mano che mi prende per un braccio e, ripetendomi sempre "prima o poi ti si staccherà", mi solleva fino a farmi ritrovare seduta; poi lacrime; poi una carezza; poi il famoso braccio viene ri-sollecitato per completare l'intento iniziale e riuscire a farmi alzare.
E da qui continua la lotta, la battaglia, la mia guerra.
Il peso che spaventa: Hitler mi sussurra che sto sbagliando tutto, che devo tornare indietro, che chiusa in una cuccetta del suo lagher tutto sarà sotto controllo.
Ma la sua voce rassicurante la devo ignorare: faccio colazione; le sue parole che si ripetono nella mente.
Ma io mangio.
Angoscia, senso di colpa, bisogno di farsi male, di vomitare tutto ciò che ho dentro: dal cibo, alla rabbia, alla stanchezza, a tutto ciò che il lagher mi infligge quando meno me ne accorgo.
Sì, Hitler mi illude, non posso ascoltarlo. Hitler mi abbraccia, ma le sue braccia somigliano a catene.