Blog con tema principale 'disturbi alimentari'. Pensieri, parole, animi stanchi. Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita. Chiunque lo desideri può inviarmi tramite messaggio facebook o e-mail ciò che vuole esprimere e condividere con noi, lettrici e lettori di questo blog e ciò verrà pubblicato. Diamo voce all'urlo soffocato in noi!
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lunedì 16 marzo 2020
il POSITIVO.
Ogni anno creo un mio post sulla ricorrenza della giornata nazionale dedicata ai disturbi alimentari.
Quest'anno arrivo con i miei tempi.
Ieri non ce l'ho fatta, un incoraggiamento non mi era facile da dedicarvi.
"Avevo un bisogno disperato di dichiarare guerra al mondo intero. Ma non riuscivo più a trovare i nemici. Erano tutti dentro di me."
Questa citazione di Gramellini rispecchia come io mi sentivo a riguardo dei disturbi alimentari ieri.
Sentivo il bisogno io di un incoraggiamento.
E prima di annullarmi come ho sempre fatto per dedicarmi agli altri, ho deciso di dedicare la giornata a me stessa.
Ieri dopo mesi e mesi, mi sono messa lo smalto.
Non tendo a curarmi molto, la mia persona sfugge spesso alle mie priorità.
Ma ieri volevo fare qualcosa per me, per incoraggiarmi.
Ora le mie mani hanno un aspetto diverso. Sono le mani creative che mi ricordano che ho una mia personalità, i miei bisogni e desideri e che non devo lasciare che la mia mente li ricopra con pensieri negativi che tendono a farmi dimenticare il resto.
Ora che l'incoraggiamento sono riuscita a farlo a me, voglio condividerlo con voi.
Non importa ciò che abbiamo passato. Il passato è passato.
Perdonare è essenziale, quanto il lasciar scorrere.
Il nostro corpo è innocente, quanto lo siamo noi.
Basta colpe, punizioni, pretese, fisse e controllo.
Credo sia fondamentale ripetercelo ogni giorno.
Sorriderci allo specchio e dirci "sei bella" come ci suggeriscono spesso di fare è completamente inutile se non abbiamo una minima parte di noi che lo pensa davvero.
Concentriamoci su ciò che di noi è positivo. Sulle piccole rivincite che possiamo avere.
"Non sono in grado di far nulla" è una frase che riecheggia forte nella mia testa.
Ma non è vero.
Io so disegnare, mi so esprimere con i colori.
So farmi voler bene. E se non riesco ad esserne certa con le persone per le mie troppe insicurezze, allora c'è il mio gatto che me lo trasmette sempre.
Ora non mi viene in mente altro di positivo, è difficile per me pensare in questo modo.
Ma son già due punti a mio favore. E altri devo trovarne.
Lo stesso chiedo di fare a voi, perché in un qualche modo, anche se sembra impossibile crederci, tutti ce lo meritiamo.
Tutti.
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giovedì 9 agosto 2018
BATTITO DI FARFALLA.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Eleonora
“ E’ impossibile, disse l’orologio.
E’ rischioso, disse l’esperienza.
E’inutile, tagliò la ragione.
PROVACI, sussurrò il cuore.”
Pioveva. Avevo su il mio giubbotto preferito, blu come la notte. Faceva un gran freddo, il cielo era grigio. Non sentivo nulla. Correvano pensieri su pensieri fino a riempirmi lo stomaco. Camminavo senza una meta; regole, tempi, ordini. Era tutto nuovo. Gli ultimi abbracci, gli ultimi sguardi con i miei genitori, le ultime parole scritte. Così iniziai il mio percorso, ero solo io quel 28 marzo 2018, dove la primavera tardava ad iniziare. Un luogo dove non mi conosceva nessuno e potevo iniziare da capo. Potevo iniziare da capo anche con me stessa. Portavo sempre con me un quadernino, la penna, le cuffie e il silenzio che mi imprigionava. All’inizio non capii i pianti, delle altre lamentele, i ‘˜mi manchi’ poi mi fu tutto più chiaro. Stare nella stanza senza un filo di luce e una colonna sonora di sofferenza mi intrappolava il cuore, i pensieri si sommergevano l’uno sull’altro. Mi mancava tutto, mi mancavo io. I giorni passavano, i mesi, le ore, sempre un’attesa. Era tutto un’attesa, senza successo. Mi perdevo, e risplendevo, poi caddi. Mi stavo distruggendo, i tagli, i tentativi di scappare con la mente in una persona che ormai non riconoscevo più. I rimproveri, le conseguenze e le soluzioni… era tutto terribilmente difficile. Eleonora come sta? Le notti passate con l’insonnia, l’overdose di farmaci, i sintomi, i numeri che mi stavano uccidendo, regole, punizioni. Tutto in una sola mente. Troppe voci per una sola persona. Giravamo come gli orologi, e vivere così non era un obbligo. Le cartine, le sigarette, ‘vienimi a prendere, in mezzo alla polvere…’ sono una specie di esperimento, la pelle coi graffi. Non capivo come fossi arrivata a quel punto, mi sentivo come una foglia caduta a terra, calpestata da tutti, calpestata da lei. Lei: ve la presento, il mio amore tossico, era come una droga per me. Mi prometteva cose che non si sarebbero mai avverate, mi faceva fare cose che per una ragazza di 18 anni non dovrebbe nemmeno pensarci. Calcoli, le occasioni mancate, le tante bugie, per delle ossa. Per un sorriso che era più denti che altro. Per forme che ormai erano linee. Mi prometteva amore quando in cambio ottennevo solo disperazione. Non c’era nulla per cui ne valesse la pena per lei. Una costante lotta tra il bene e il male, come nelle favole. Mi prese con se e mi fece la sua bambina, che aveva paura di crescere, di affrontare la vita. Mi parlava, mi coccolava. Io mi prendevo cura di lei mentre mi stava annullando piano piano con le sue illusioni. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per tenermi con sè. Ancora oggi è così che la posso identificare. Un conflitto ad ogni boccone, ad ogni passo in più verso la libertà . Era difficile riuscire ad essere diversi. Le maldicenze, le note su di me, le menzogne. La costante ricerca di questo battito di farfalla, un petalo di margherita che si posa su di me. Tutto in un solo momento, si sconvolse tutto. Le speranze e la chiusura di una porta aperta da troppo tempo. L’odio represso, mai espresso. La paura di me, di lei, della vita che mi aspetterà . Ricominciare davvero da capo, un passo alla volta, delicato e travolgente allo stesso tempo. Per i sogni infranti, per le camminate di troppo, per le lettere non scritte, per la forza di dire No e quella di dire Sì. Perché l’unica certezza è il cambiamento e bisogna passare attraverso il cibo e la sofferenza per quel battito di farfalla. Vietato lamentarsi dopo che il fondo te lo sei creato tu con le tue stesse mani. Non esiste un incantesimo che faccia sparire ogni traccia di lei, non esisterà giorno in cui te ne pentirai del tuo fondo, lo so, perché lo provo anche io. D’altronde come si può lasciare un posto che hai chiamato ‘casa’ per molto? Come si fa a cambiare quando non sei mai stato te stesso? ‘Lei’ queste cose non te le può dare. Non sei tu che stabilisci il tuo carattere, le amicizie, gli interessi, ma la tua cara’ lei’,che non ti darà nulla, se sconforto per ciò che sei diventata : il nulla. Nulla totale, come volevi tu no? Poi piano piano ho compreso che non avrei apprezzato ciò che possiedi fino a quando mi avrebbero tolto tutto. Anche i tuoi genitori. Stare nell’oblio a far la gara a chi mangia di meno… ma che solo grazie a te la situazione potrebbe diventare un sorriso di una persona vera, con dei sentimenti veri, e un cuore vero. Basta a tutta questa follia. Devo ricordarmi il motivo per cui avevo iniziato, ma soprattutto il motivo per cui avevo finito! Sta a me scegliere. So che non lo hai più potuto fare da quando c’è ‘lei’ , ma ora è il tuo momento, di scrivere il finale della tua storia e decidere se possa essere un lieto fine o meno. La strada la conosci se tornare indietro o andare avanti per ciò che sei realmente. Niente e nessuno può impedirti di smettere, ma allo stesso tempo di splendere. Avere autonomia ed essere indipendenti non è semplice, vero?
Quando devi essere forte da sola. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, ma nemmeno impossibile. Bisogna arrivare all’abisso ed essere capaci di uscirne con la propria motivazione. Come ho fatto io. Ero arrivata al punto di dover chiedere aiuto per ogni mio piccolo spostamento, la costante paura di ogni emozione che stavo provando, la rabbia nel piatto, la tristezza negli occhi. Una forchetta e un coltello, ed è lì che ho scoperto quanta determinazione ho da vendere. Una battaglia piena di speranza per il futuro, tante delusioni e vittorie che mi incoronano, perché bisogna ricordarsi che le stelle cadenti splendono anche quando cadono. Ti dirai che non sarai mai abbastanza. Mai abbastanza forte, perfetta, sana per riuscire a sopportare tutto questo. Eppure, ce la farai. Sei un foglio bianco che aspetta di essere travolto dalle parole giuste. Intoccabile, fragile e unico. Non sarai mai come vorrai, ma puoi cercare di essere il meglio di te . Devi imparare ad accettare che tra il bianco e il nero, esiste anche il grigio. Che cos’hai realmente da perdere? L’occasione di stare bene? Prima sii libero e poi chiedi la libertà che ti aspetta. Ad essere felici bisogna avere coraggio. Tu dove sei finita? Dove sei finita tra le mille domande e nessuna risposta che ti si propone ogni giorno? Era veramente questa la vita che ti sognavi da bambina? Dove ti piaceva giocare e divertirti con svariate fantasie che si ha solo nella giovane età? Stare con le amiche e con le persone che ti vogliono bene veramente, che riconoscono quanto sei speciale, per il tuo carattere. Lottare, litigare con ‘lei’, esasperarsi per le tue ossa. Chiedersi se è la giusta risposta la normalità. Quando sei il primo a sapere ogni tipo di risposta, perché solo tu puoi stabilire il tuo bene e nessun altro. È una decisione prioritaria per la sopravvivenza della tua persona. Me lo ricordo ancora il mio primo giorno, ero spaesata non riuscivo a capire come mi sarei dovuta muovere. Gruppi, medici, dietiste, psicologhe, infermieri davano forma alla mia rinascita. Per essere qualcuno, qui e ora, bisogna rinunciare a essere un altro, altrove o in seguito. Ricordati che sei tu il tuo tempo migliore. Sono una margherita, e come tale non faccio invidia a nessuno. Vi voglio però ricordare che le rose sfioriscono subito, io no, io rimango sempre, perfettamente intatta.
“mercoledì 28/03/18 caro diario oggi è stata una giornata molto dura ed è solamente il primo giorno. Le ragazze sono simpatiche, alcune insomma, molto criticone. Qui senza orologio non si sopravvive. È difficile, mi sento molto spaesata. Non so come muovermi. Mi vergogno, ho tanta ansia. Ho fatte 3 visite e mi hanno dato il ‘piano base alimentare’ da completare entro le due settimane e il gruppo nutrizionale ‘A’ è con Annamaria (credo si chiami così). Sono stanca e devo ancora partire, sarà una lunga battaglia contro la parte di me che non voglio più. “
“giovedì 24/04/18 caro diario oggi ho iniziato il nuovo piano alimentare, all’incirca. Proverò tante nuove emozioni… anche se da sola non sono in grado di riconoscerle. Mi hanno fatto le flebo, e sono piena di liquidi…nel pomeriggio ero quasi svenuta. Mi sono fatta del male oggi..soffro molto ed ho paura di dirlo a qualcuno. Lo dico a te diario mio nella speranza che almeno tu mi possa ascoltare. Sono stanca di me stessa. Del chi mangia meno o di più, non ho mai desiderato così tanto la normalità come ora, come ogni mattina quando apro gli occhi.”
“venerdì 25/04/18 caro diario, oggi mi hanno tolto le scarpe. Io iperattiva? Wow. Mi sento persa, che ho io di diverso? Ho una voragine nello stomaco dal nervoso.”
“sabato 05/05/2018 caro diario, oggi mi sono sentita di vivere dentro ad una fotografia, in un’istantanea, un momento di serenità con i miei familiari e i miei amici. Risate, la mente libera da ogni malessere. Mi sono sentita vivere a dentro una foto. Ammirando la spensieratezza del tempo che passa come il tramonto. La felicità oltre l’orizzonte.”
“lunedì 07/05/18 caro diario, affrontare tutto questo senza muoversi è davvero difficile. Mi sento in colpa, mi vergogno. Ho un sacco di pensieri per la testa e non so che fare, come muovermi. Vorrei non essere me. Vorrei che fosse tutto più semplice, tutto più leggero. Ed io mi sento pesante. Mi sento di dar fastidio.”
“mercoledì 09/05/18 caro diario, sono molto agitata per il giro medico,non so cosa possa succedere… ho tanti pensieri per la testa, in ogni dove… il peso… le scarpe… le mie scarpe e il senso di libertà… il 9 è sempre stato il mio numero preferito. È il numero di maglia di papà.”
“sabato 12/05/18 caro diario, non ne posso più di pensare al cibo 24 ore su 24.”
“domenica 13/05/18 caro diario, sta tornando la fissa per i numeri, vedo il mio corpo cambiare sempre di più. Ho tanta rabbia, soprattutto quando mangio. Mi stringo forte lo stomaco. Lei si sta facendo sentire sempre di più. Soffro, sono chiusa in una gabbia dorata, ho bisogno della mia libertà. La voglia di voler ristringere, i rituali, TUTTO. Ho il sorriso azzurro di chi ha sopportato troppo a lungo il nero.”
“mercoledì 16/05/18 PRIMA GIORNATA D’AIUTO caro diario, oggi ho vissuto una delle giornate
d’aiuto e sono mentalmente distrutta vorrei piangere. Mi sento in prigione e sempre controllata per ogni cosa che devo fare. Mi sto chiedendo perché me. Perché proprio io, che ho di strano? Io non mi sento così grave da essere sorvegliata pure quando vado in bagno è tosta, sono k.o. psicologicamente. ”
“SECONDA GIORNATA D’AIUTO
Caro diario, oggi ho iniziato la giornata con la comunicazione del peso. Mi sono sentita a disagio crescere così tanto dall’oggi al domani. Non è facile da digerire. Vorrei che fosse stato più lento l’incremento di queste giornate sono proprio ‘full’ di testa.
TERZA GIORNATA D’AIUTO Caro diario, oggi mi faccio schifo. Di nuovo.”
“ domenica 20/05/18 caro diario, primo spuntino fuori, siamo andati a Verona a toccare la normalità è stato bellissimo. Dal punto di vista alimentare nonostante tutte le voci e i sensi di colpa sono andata a gusto. Chiedo se davvero ho bisogno di tutto questo incremento. A volte mi chiedo perché sono qui. Mi sento sempre in competizione con le altre. Come se non facessi mai abbastanza. Non riesco più a mettere il paraocchi, soprattutto a tavola. Devo fare sempre tutto io? Mi sento persa. Provo un forte senso di smarrimento che non mi vuole abbandonare. Aiuto. Io mi sento in colpa a fare la cosa giusta.”
“martedì 12/06/18 caro diario, oggi al gruppo di psicoterapia ho sentito di dover cambiare la mia vita. Ho troppe emozioni da esprimere e non so nemmeno come si possa fare. È difficile accettare il cambiamento e volerlo fare. “
“lunedì 25/06/18 caro diario, oggi ho eliminato l’app dei contapassi e penso di aver trovato la luce dopo tanto tempo di sofferenza e dolore mentale. Basta numeri, viva Eleonora!”
“E l'occhio ride ma ti piange il cuore,sei così bella ma vorresti morire.”
“Ma cosa sono diventata?”
“E i sensi di colpa? I sensi di colpa dopo aver mangiato dove li mettiamo?”
“quante calorie ha la felicità?”
Ogni cosa ha una sua struttura, come il giudizio degli altri che crea dipendenza e una serie di confronti. Bisogna riconoscere che è normale non piacere a tutti. Nonostante ci sia la paura di essere abbandonati o rifiutati; perché il senso di identità si costruisce con il confronto con gli altri. Bisogna essere egosintonici, trovare il giusto confine, desiderare di stare bene e fare le cose per sé stessi. che cosa predispone un dca? -familiarità -società -carattere -dieta -trauma -influenza abilità -richiesta d’attenzione -confronto -sport -bullismo -adolescenza -genetica
Una semplice ‘somma’ : IO+DIFFICOLTA’+FATTORI ESTERNI
Comporta una distorsione cognitiva della realtà ovvero: quello che percepisco, la realtà soggettiva e la diversità …cioè che nonostante la realtà sia uguale per tutti la viviamo in un modo diverso.
“mercoledì 28/03/18 caro diario oggi è stata una giornata molto dura ed è solamente il primo giorno. Le ragazze sono simpatiche, alcune insomma, molto criticone. Qui senza orologio non si sopravvive. È difficile, mi sento molto spaesata. Non so come muovermi. Mi vergogno, ho tanta ansia. Ho fatte 3 visite e mi hanno dato il ‘piano base alimentare’ da completare entro le due settimane e il gruppo nutrizionale ‘A’ è con Annamaria (credo si chiami così). Sono stanca e devo ancora partire, sarà una lunga battaglia contro la parte di me che non voglio più. “
“giovedì 24/04/18 caro diario oggi ho iniziato il nuovo piano alimentare, all’incirca. Proverò tante nuove emozioni… anche se da sola non sono in grado di riconoscerle. Mi hanno fatto le flebo, e sono piena di liquidi…nel pomeriggio ero quasi svenuta. Mi sono fatta del male oggi..soffro molto ed ho paura di dirlo a qualcuno. Lo dico a te diario mio nella speranza che almeno tu mi possa ascoltare. Sono stanca di me stessa. Del chi mangia meno o di più, non ho mai desiderato così tanto la normalità come ora, come ogni mattina quando apro gli occhi.”
“venerdì 25/04/18 caro diario, oggi mi hanno tolto le scarpe. Io iperattiva? Wow. Mi sento persa, che ho io di diverso? Ho una voragine nello stomaco dal nervoso.”
“sabato 05/05/2018 caro diario, oggi mi sono sentita di vivere dentro ad una fotografia, in un’istantanea, un momento di serenità con i miei familiari e i miei amici. Risate, la mente libera da ogni malessere. Mi sono sentita vivere a dentro una foto. Ammirando la spensieratezza del tempo che passa come il tramonto. La felicità oltre l’orizzonte.”
“lunedì 07/05/18 caro diario, affrontare tutto questo senza muoversi è davvero difficile. Mi sento in colpa, mi vergogno. Ho un sacco di pensieri per la testa e non so che fare, come muovermi. Vorrei non essere me. Vorrei che fosse tutto più semplice, tutto più leggero. Ed io mi sento pesante. Mi sento di dar fastidio.”
“mercoledì 09/05/18 caro diario, sono molto agitata per il giro medico,non so cosa possa succedere… ho tanti pensieri per la testa, in ogni dove… il peso… le scarpe… le mie scarpe e il senso di libertà… il 9 è sempre stato il mio numero preferito. È il numero di maglia di papà.”
“sabato 12/05/18 caro diario, non ne posso più di pensare al cibo 24 ore su 24.”
“domenica 13/05/18 caro diario, sta tornando la fissa per i numeri, vedo il mio corpo cambiare sempre di più. Ho tanta rabbia, soprattutto quando mangio. Mi stringo forte lo stomaco. Lei si sta facendo sentire sempre di più. Soffro, sono chiusa in una gabbia dorata, ho bisogno della mia libertà. La voglia di voler ristringere, i rituali, TUTTO. Ho il sorriso azzurro di chi ha sopportato troppo a lungo il nero.”
“mercoledì 16/05/18 PRIMA GIORNATA D’AIUTO caro diario, oggi ho vissuto una delle giornate
d’aiuto e sono mentalmente distrutta vorrei piangere. Mi sento in prigione e sempre controllata per ogni cosa che devo fare. Mi sto chiedendo perché me. Perché proprio io, che ho di strano? Io non mi sento così grave da essere sorvegliata pure quando vado in bagno è tosta, sono k.o. psicologicamente. ”
“SECONDA GIORNATA D’AIUTO
Caro diario, oggi ho iniziato la giornata con la comunicazione del peso. Mi sono sentita a disagio crescere così tanto dall’oggi al domani. Non è facile da digerire. Vorrei che fosse stato più lento l’incremento di queste giornate sono proprio ‘full’ di testa.
TERZA GIORNATA D’AIUTO Caro diario, oggi mi faccio schifo. Di nuovo.”
“ domenica 20/05/18 caro diario, primo spuntino fuori, siamo andati a Verona a toccare la normalità è stato bellissimo. Dal punto di vista alimentare nonostante tutte le voci e i sensi di colpa sono andata a gusto. Chiedo se davvero ho bisogno di tutto questo incremento. A volte mi chiedo perché sono qui. Mi sento sempre in competizione con le altre. Come se non facessi mai abbastanza. Non riesco più a mettere il paraocchi, soprattutto a tavola. Devo fare sempre tutto io? Mi sento persa. Provo un forte senso di smarrimento che non mi vuole abbandonare. Aiuto. Io mi sento in colpa a fare la cosa giusta.”
“martedì 12/06/18 caro diario, oggi al gruppo di psicoterapia ho sentito di dover cambiare la mia vita. Ho troppe emozioni da esprimere e non so nemmeno come si possa fare. È difficile accettare il cambiamento e volerlo fare. “
“lunedì 25/06/18 caro diario, oggi ho eliminato l’app dei contapassi e penso di aver trovato la luce dopo tanto tempo di sofferenza e dolore mentale. Basta numeri, viva Eleonora!”
“E l'occhio ride ma ti piange il cuore,sei così bella ma vorresti morire.”
“Ma cosa sono diventata?”
“E i sensi di colpa? I sensi di colpa dopo aver mangiato dove li mettiamo?”
“quante calorie ha la felicità?”
Ogni cosa ha una sua struttura, come il giudizio degli altri che crea dipendenza e una serie di confronti. Bisogna riconoscere che è normale non piacere a tutti. Nonostante ci sia la paura di essere abbandonati o rifiutati; perché il senso di identità si costruisce con il confronto con gli altri. Bisogna essere egosintonici, trovare il giusto confine, desiderare di stare bene e fare le cose per sé stessi. che cosa predispone un dca? -familiarità -società -carattere -dieta -trauma -influenza abilità -richiesta d’attenzione -confronto -sport -bullismo -adolescenza -genetica
Una semplice ‘somma’ : IO+DIFFICOLTA’+FATTORI ESTERNI
Comporta una distorsione cognitiva della realtà ovvero: quello che percepisco, la realtà soggettiva e la diversità …cioè che nonostante la realtà sia uguale per tutti la viviamo in un modo diverso.
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domenica 6 dicembre 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - ...Tranne, forse, GUARIRE.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Franny
Ieri in un grande centro commerciale, in mezzo ai greggi di luci scintillanti e in mezzo alla carrellata di prodotti che guardandoli sembrano darti la garanzia che quando li porterai a casa le cose cominceranno davvero ad andare bene, non ho avuto il cuore di provarmi nessuno degli abiti che ho adocchiato in un negozio di abbigliamento. Da giorni, infatti, ma che dico, mesi, da quando sono ingrassata a dismisura, mi impacchetto nella solita divisa informe rigorosamente nera evitando di incrociare lo sguardo delle vetrine e quello delle persone, anche. Per farvi capire il mio livello di disagio vi dico soltanto che sto studiando cinque libri in più per un esame pur di non dover frequentare e sentire gli occhi delle persone addosso e non dover vedere la confusione che gli affiora negli occhi quando ogni volta, da anni, mi vedono arrivare con un peso diverso, inferiore o superiore che sia. Mi hanno vista pesare sia 52 kg che 68, sia 56 che 61, quindi forse sono abituati, ma l'unica che non si abitua al trasformismo in cui consiste la propria bulimia sono io. Per giunta da giorni sto iniziando a provare dei dolori laceranti allo stomaco, non so spiegarvi che razza di dolore è, un dolore così forte che posso solo accasciarmi su me stessa stringermi la pancia e sperare che passi. Ho paura che le conseguenze del vomito che mi induco da anni stiano iniziando a farsi sentire.
Ad ogni modo ieri, in quel centro commerciale, mi sono fatta tentare dal caffè verde in erboristeria. Anche stavolta ho speso tutti i miei risparmi nell'ennesima cazzata che non funzionerà. Perchè da quando sto male le ho provate tutte. Tutte tranne, forse, guarire.
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martedì 17 novembre 2015
Tutto SFUGGE.
Ecco che sparisci.
Non avverti più la vita, né fuori, né dentro te. Non ci sei più.
Ti capita di chiederti se gli altri riescano a vederti, perchè a te sfuggi con una modalità tanto inafferrabile da spingerti a credere di essere tu stessa così.
Lo sono i tuoi obiettivi, in quei rari momenti nei quali ti imponi di averne;
Lo è tutto ciò che dovresti fare, che vorresti fare.
Tutto ti sfugge, tutto appare inarrestabile quanto inafferrabile.
Vorresti avere la capacità di porre uno stop davanti a te, permetterti di riflettere in ambedue le direzioni, prima di ripartire.
Ripartire ma non in quinta, rovinando in questo modo il motore.
Vorresti riuscire a ripartire con la marcia giusta.
Invece no.
Tutto si mostra un disastro.
C'è il cibo che non vorresti ingerire, perchè stai prendendo peso in modo spropositato; perchè la pancia è gonfia come se fossi incinta di 9 mesi, pronta al parto insomma.
Quel cibo che rimanda nella tua mente immagini costanti di sè. Così dolce, così consolatore.
E allora ti lasci consolare...ma poi parti in quinta, evadi gli stop, prosegui, prosegui e prosegui. La nausea, ma prosegui! Non sai nemmeno più cosa stai ingurgitando, perchè questo non è mangiare, ma prosegui. Ti viene da vomitare (sempre se non hai già applicato questa fuorviante modalità) e allora, forse, ti fermi.
Sensi di colpa, rimproveri, insulti.
Di nuovo non ce l'hai fatta.
Di nuovo ti ritrovi sfinita.
Soffrivo di anoressia strettamente resistrittiva, ero riuscita a risollevarmi, il tutto stava proseguendo in costante lotta, ma meglio.
Ed ora, che succede? Perchè?
...Finirà mai?
Non avverti più la vita, né fuori, né dentro te. Non ci sei più.
Ti capita di chiederti se gli altri riescano a vederti, perchè a te sfuggi con una modalità tanto inafferrabile da spingerti a credere di essere tu stessa così.
Lo sono i tuoi obiettivi, in quei rari momenti nei quali ti imponi di averne;
Lo è tutto ciò che dovresti fare, che vorresti fare.
Tutto ti sfugge, tutto appare inarrestabile quanto inafferrabile.
Vorresti avere la capacità di porre uno stop davanti a te, permetterti di riflettere in ambedue le direzioni, prima di ripartire.
Ripartire ma non in quinta, rovinando in questo modo il motore.
Vorresti riuscire a ripartire con la marcia giusta.
Invece no.
Tutto si mostra un disastro.
C'è il cibo che non vorresti ingerire, perchè stai prendendo peso in modo spropositato; perchè la pancia è gonfia come se fossi incinta di 9 mesi, pronta al parto insomma.
Quel cibo che rimanda nella tua mente immagini costanti di sè. Così dolce, così consolatore.
E allora ti lasci consolare...ma poi parti in quinta, evadi gli stop, prosegui, prosegui e prosegui. La nausea, ma prosegui! Non sai nemmeno più cosa stai ingurgitando, perchè questo non è mangiare, ma prosegui. Ti viene da vomitare (sempre se non hai già applicato questa fuorviante modalità) e allora, forse, ti fermi.
Sensi di colpa, rimproveri, insulti.
Di nuovo non ce l'hai fatta.
Di nuovo ti ritrovi sfinita.
Soffrivo di anoressia strettamente resistrittiva, ero riuscita a risollevarmi, il tutto stava proseguendo in costante lotta, ma meglio.
Ed ora, che succede? Perchè?
...Finirà mai?
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lunedì 11 maggio 2015
SCHEGGE che trafiggono.
Rabbia immensa, inquantificabile, non controllabile: entità malignamente suprema pervade invadente i più profondi cunicoli della tua anima.
Non si respira. Ti toglie il respiro.
Ti toglie la forza, la fiducia che lentamente stai cercando di costruire in te stessa.
Ti toglie la capacità di piangere. Nessuna lacrima osa uscire dai condotti di quegli occhi così spaventati, persi, soggiogati dal mostro contro cui combatti. Nessuna lacrima ora si vuole trovare a contatto con quell'obrobrio di aspetto che ti ritrovi, su quel corpo deforme con un'enorme pancia e le cosce che sembrano volere rapire ed imprigionare l'attenzione dei tuoi tristi occhi, litigandosela con i fianchi.
Lo specchio sembra rompersi in mille schegge che ti trafiggono, ma la realtà è che tu vorresti si rompesse per non doverlo affrontare e le schegge che ti trafiggono, beh... vengono esclusivamente da dentro te, come il dolore che avverti.
E che se ne vadano a quel paese tutte quelle persone che "Eh...vorrei capire come mai ti è successo tutto questo, davvero, sei una bella ragazza, hai 3456782900983764567839029387 qualità; Io davvero non capisco, eppure non pensavo volessi fare come le modelle..." MA COSA CASPITA STAI BLATERANDO SENZA UN MINIMO DI RIFLESSIONE?! MODELLE?!
E che se ne vadano a quel paese tutti quelli che per strada ti parlano solo per dire " Ehi bambolina! Dovresti metter su qualche chiletto, sai?" BAMBOLINA LO DICI ALLA BARBIE CON CUI POTRESTI GIOCARE AL POSTO DI IMPORTUNARE ME, VISTO CHE NON MI CONOSCI. NON SAI CHI SONO IO E PERCHE' IO SIA FISICAMENTE COSI'. LA BAMBOLINA E' UN GIOCO, LA SITUAZIONE IN CUI MI TROVO, LA MALATTIA CONTRO CUI COMBATTO, LA MIA PERSONA, NON SONO UN GIOCO.
E che se ne vadano a quel paese anche tutti gli altri dal "Sei troppo magra, devi mangiare!" al "Pastasciuttaaa! Ci vuole la pastasciuttaaaa!" CHE NON ARRIVANO A CAPIRE QUANTO QUESTE FRASI, SOPRATTUTTO L'IRRUENZA DELLA SECONDA, FACCIANO SENTIRE GIUDICATE E FACCIANO SOLO MALE, UN MALE ATROCE.
Non me ne frega niente delle modelle. Prendete la più bella in assoluto, guardiamola insieme: meravigliosa;
Ora, dentro a quel corpo ci sono io.
Aiuto. Sono enorme. Il naso è storto! Oh mamma mia cosa succede? i fianchi! Ho le braccia troppo muscolose. Che viso sciupato. Devo dimagrire. Faccio schifo...sì, nessuno mi potrebbe mai ammirare o addirittura desiderare... che schifo. E poi, chi potrebbe esser fiero me? Sono solo un'incapace. Mi dicono che sono bella, addirittura meravigliosa... ipocriti.
E ora la pastasciutta.
La pastasciutta, brutto insensibile, non riesco a mangiarla.
Ma questo non perchè io l'abbia deciso un bel giorno in cui mi sono alzata e detta "da oggi niente pastasciutta, viva i pasti senza pastasciutta, yeee che bello!". No, proprio no.
Io di alcuni cibi ancora ho il terrore.
E' contro tutto questo che combatto, sai?
PERCHE' QUESTO NON E' CHE LA PROIEZIONE DI UN DISAGIO INTERIORE.
NON BASTA "MANGIARE LA PASTASCIUTTA" per stare bene.
Mangiatela tu se ti fa sentire meglio, perchè siamo tutti diversi e abbiamo tutti dei trascorsi diversi: io non starei meglio. Se costretta la mangerei piangendo e poi, magari, nemmeno riuscirei a tenere quel "corpo estraneo", perchè è così che lo percepisco, all'interno del mio organismo.
Ci giudichiamo già abbastanza ogni millisecondo della nostra vita.
Basta.
Basta a tutti voi.
E basta a me stessa, te ne prego. Vai a quel paese pure tu quando mi giudichi così.
Basta schegge che mi trafiggono, voglio la libertà.
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sabato 28 febbraio 2015
TU contro TE STESSA.

Ti sforzi, ti autoconvinci, ti confondi, poi ti scontri...
La battaglia è immensa: TU contro te stessa.
TU, guerriera sfinita, esausta, preoccupata; ora sull'orlo del pianto, ora le lacrime non escono.
TE STESSA, cosi dolce, consolatrice, lei mantiene il controllo, lei ti vuole bene... Lei ti consola, lei ti tiene con lei nel suo guscio, è protettiva, tu le vuoi bene...
NO. NO. NO.
Ora dal guscio me ne esco.
Qui è freddissimo. Dove sono i sentimenti?! Solo vuoto, solo dolore qui dentro.
Soffoco, non respiro più.
La mia testa continua a ruotare come fosse una giostra al parco giochi: sui sedili bambini felici si lasciano cullare...TE STESSA sale sulla giostra, accanto a te, al tuo fianco, con te...ti mostra quanto sei stata STUPIDA! DEBOLE! INUTILE!
Un momento: che succede?! Voglio nascondermi, non ce la faccio, ME STESSA mi sta schiacciando, le mie forze son svanite...
Ma! Ora vedo! CI VEDO! La realtà sarà mai questa?!
Caspita, mi sa di si...ma quanto spaventa...
Oh, se solo il mio guscio mi proteggesse...
NO. FERMA LA GIOSTRA.
Il tuo guscio è GELIDO, non so se ci voglio tornare...
Poi la vedo. La benda che avevo sugli occhi è lì in terra, sulla giostra, che continua a girare perchè TE STESSA l'ha fatta ripartire.
La vedo. La realtà! IO LA VEDO!
Ma sui sedili non ci sono bambini! Dove sono finiti?!
Bambini, tornate qui, mi sento sola...
Lentamente metto a fuoco i sedili...già: nessun bambino.
Solo enormi specchi.
Dita puntate.
Bilance.
Un minifrigo...Serrato con una catena ed un enorme lucchetto.
Ah ME STESSA, ora ho messo a fuoco anche te!
Si, proprio te, GIUDICE SPUTA-SENTENZE SENZA ALCUNA POSSIBILITA' DI REPLICA.
ME STESSA, CRUDELE, ESTREMO NEMICO!
...me stessa, ma...
...ma io...allora sono io...io chi sono?
Sono solo uno schifo...sono io così crudele...Il guscio, ne ho bisogno...
NO! MA COSA STO PENSANDO?! NO.
DEVO COMBATTERE.
Devo combattere il nemico. Devo combattere la crudele me stessa, perchè IO non la voglio più la benda.
Voglio uno scudo.
Voglio un'armatura che mi permetta di muovermi senza ferirmi, non un gelido guscio.
Voglio un megafono.
Eh si, cosi, "cara" me stessa, sentirai che IO URLO PIU' FORTE.
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giovedì 26 febbraio 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - 'Spesso il male di vivere ho incontrato'
Pensieri, parole, animi stanchi.Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-inviato da Tristy
Sono giorni che cerco di mettere giù due righe per raccontare la mia storia, ma come ogni pagina della mia vita, ho scritto e riscritto per poi cancellare e buttare via tutto.
Chi sono io, non ha molta importanza,
almeno, per me non l’ha mai avuta.
Qualcuno mi diede il soprannome
“Tristy” e forse è davvero ciò che sono.
Ma andiamo per gradi…
Chi ero…
Al principio ero una bimba come tutte
le altre, amavo vestirmi da principessa e amavo sentirmi speciale.
Nonostante fossi molto graziosa ero
però in sovrappeso e questo ha condizionato buona parte della mia
vita, se non tutta la mia vita fino ad oggi.
“Sei cicciona!” mi dicevano…”Fai
schifo!” e ancora “Nessuno ti vuole, sei obesa” e piano piano
quella principessa dagli occhi sorridenti non esisteva più!
Passavano gli anni e la mia lotta
contro il peso si faceva sempre più ardua, dimagrivo e ingrassavo e
ingrassavo e dimagrivo. Ero sola, derisa da tutti, oggetto di ogni
sorta di angheria.
A scuola i peggiori tormenti, non
finivano mai.
Non ne potevo più, ero arrivata al
tracollo.
Poi l’ennesima delusione, quella più
grossa. E sono caduta.
Ho iniziato dapprima a mangiare meno, e
meno mangiavo e più dimagrivo e più dimagrivo e più le persone
iniziavano a considerarmi, e più rifiutavo il cibo e più mi sentivo
invincibile e più mi sentivo invincibile e più la depressione
prendeva il sopravvento.
Andai avanti così per qualche mese e,
28 kg in meno dopo, le cose divennero sempre più evidenti.
La gente mi guardava e bisbigliava, i
miei genitori parlavano di nascosto della mia condizione e mi
seguivano ovunque, anche in bagno.
Dapprima pensarono avessi iniziato a
drogarmi, poi capirono.
Provarono a parlarmi più e più volte,
mi imposero altre regole, vennero convocati a scuola, mi ero chiusa
in me stessa, i voti calavano, non avevo amici, ero sempre sola e
soprattutto: rischiavo l’anno!
Lessi la disperazione negli occhi di
mia madre e la delusione in quelli di mio padre.
Non reggevo i loro sguardi accusatori
ma ormai ero entrata nella spirale della depressione e non sapevo
come uscirne.
Tutti i giorni erano uguali, le
giornate erano tutte grige e insapore, i brutti voti continuavano ad
accumularsi così come le materie insufficienti fino a quando non
toccai del tutto il fondo.
L’ennesimo “3” costrinse la
professoressa a convocare mio padre e a renderlo partecipe del mio
piano auto-distruttivo.
Quando arrivò a casa neppure mi
guardava, era deluso, mi disse solo questo “sei la mia delusione
più grande!” e andò via.
Ci rimasi male, una persona nelle mie
condizioni avrebbe potuto interpretare quella frase come una condanna
a morte, invece io decisi che dovevo reagire.
Non potevo essere la delusione di
nessuno, specie di mio padre!
Così iniziai piano piano a riprendere
la mia vita normalmente, ricominciai a studiare e nel giro di due
mesi recuperai tutte le materie insufficienti.
Mi feci degli “amici”, mi fidanzai.
Ripresi gradualmente a mangiare e
ovviamente a prendere peso.
Ero tornata felice.
Ma non durò troppo, il mio metabolismo
ovviamente si era rovinato e quindi tutto quello che mangiavo lo
assimilavo e con gli interessi.
Ripresi tutto il peso perso e
ovviamente ci fu chi me lo fece notare e notare e notare e… caddi
nuovamente in depressione.
Il mio fidanzato mi diede tutto l’aiuto
possibile ed insieme uscimmo nuovamente da questa situazione, perso
peso, tornai serena e in forma, ma la spirale di cui sono vittima non
accenna a chiudersi.
Sono passati tre anni dall’ultima
volta in cui mi sono sentita bene con me stessa, oggi sono di nuovo
la Tristy ad un soffio dall’obesità.
La depressione è diventata la mia
compagna di viaggio, così come le mie crisi d’ansia e gli attacchi
di panico.
A nulla sono servite le medicine, una
volta chiusa la cura, sono tornata come prima anzi, peggio di prima.
Non c’è mattina in cui non mi alzo
dal letto e vedendomi non penso “Sei una cicciona di M..da! non
meriti tutto quello che hai, l’amore del tuo ragazzo, della tua
famiglia, la stima di chi hai attorno.”
Sono un continuo fallimento per me e
per chi mi sta vicino.
Ma continuo a lottare, ho intrapreso un
nuovo cammino verso la ricerca di me stessa.
I problemi alimentari non sono solo la
bulimia, o l’anoressia, l’ho imparato a mie spese.
Chi come me soffre di depressione e
trova conforto nel cibo ha una dipendenza, una patologia.
Ho imparato che è inutile nascondersi,
vergognarsi e non parlarne, solo affrontando il grande male lo si può
sconfiggere.
Un giorno ne uscirò, ne sono certa.
Non sarà oggi magari, ma un giorno.
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sabato 7 febbraio 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - 'Non esiste inverno peggiore di quello che abbiamo dentro di noi'
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-inviato da Kris
Che poi io ci provo anche ad aiutarmi, a tentare di uscire da questo schifo, ma non ce la faccio... e tutte balle chi dice che da sola/o ce la può fare. !!
Stamattina, a differenza di ieri-l'altro ieri e mesi fa, ho voluto provare a darmi una mossa.
Come? Obbligata per obbligata, ho provato (visti anche i dolori) a mangiare normalmente (mi fa male lo stomaco --> mangio --> non posso star male).
Ho fatto una buona colazione (questa mi salva sempre, se non arrivo all'abbuffata solitamente tengo dentro tutto.... "tanto la smaltisci durante il giorno, ti serve per avere un po' di forza" ...dopo 3939493928 volte che mi è stato detto l'ho capito.), ho mangiato uno yoghurt magro (ma non importa, la quantità era comunque buona) con Tre -tre!!- biscotti "normali" -tra virgolette perchè sono quelli che solitamente una persona "normale" mangia senza tanti problemi-. Tenuto tutto dentro senza tante storie. "Poi non mangerò", pensavo....
Stavo davvero per saltare il pranzo, ma poi ho ripensato al fatto che tra qualche giorno non potrò far nulla di tutto ciò che mi passa per la testa quindi me lo sono preparata: primo, secondo, contorno.
Anzi, secondo-contorno-primo.
Con il primo (riso solamente bollito senza l'olio -buono una cifra, nb-, visto che lo considerano "magro" rispetto alla pasta) sono mezza crollata.
No scherzo, sono crollata di brutto.
Me ne sono fregata del mal di stomaco, delle conseguenze del mio corpo.... TUTTO QUEL CIBO NON POTEVA RESTARE DENTRO DI ME. Non poteva. !!!
Mi vedevo già la bilancia sui 60, 63, 65 ... circa 10 kg in più rispetto adesso. Non potevo....
Domani ci riproverò. Voglio che qualcuno, una volta finito di mangiare, mi chiuda il bagno. Si, proprio come se fossi già ricoverata. Vorrei provare a non vedere-sentire nessuno per giorni e vedere come me la passo... poi però, prima dell'11, dopo aver fatto questo "esperimento", vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai. Nemmeno quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole.
Prima dell'11 vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai perchè loro, anche se i mesi ci separeranno, sono la mia forza.
E quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole, loro saranno le uniche persone che vorrò sempre vedere....
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-inviato da Kris
Che poi io ci provo anche ad aiutarmi, a tentare di uscire da questo schifo, ma non ce la faccio... e tutte balle chi dice che da sola/o ce la può fare. !!
Stamattina, a differenza di ieri-l'altro ieri e mesi fa, ho voluto provare a darmi una mossa.
Come? Obbligata per obbligata, ho provato (visti anche i dolori) a mangiare normalmente (mi fa male lo stomaco --> mangio --> non posso star male).
Ho fatto una buona colazione (questa mi salva sempre, se non arrivo all'abbuffata solitamente tengo dentro tutto.... "tanto la smaltisci durante il giorno, ti serve per avere un po' di forza" ...dopo 3939493928 volte che mi è stato detto l'ho capito.), ho mangiato uno yoghurt magro (ma non importa, la quantità era comunque buona) con Tre -tre!!- biscotti "normali" -tra virgolette perchè sono quelli che solitamente una persona "normale" mangia senza tanti problemi-. Tenuto tutto dentro senza tante storie. "Poi non mangerò", pensavo....
Stavo davvero per saltare il pranzo, ma poi ho ripensato al fatto che tra qualche giorno non potrò far nulla di tutto ciò che mi passa per la testa quindi me lo sono preparata: primo, secondo, contorno.
Anzi, secondo-contorno-primo.
Con il primo (riso solamente bollito senza l'olio -buono una cifra, nb-, visto che lo considerano "magro" rispetto alla pasta) sono mezza crollata.
No scherzo, sono crollata di brutto.
Me ne sono fregata del mal di stomaco, delle conseguenze del mio corpo.... TUTTO QUEL CIBO NON POTEVA RESTARE DENTRO DI ME. Non poteva. !!!
Mi vedevo già la bilancia sui 60, 63, 65 ... circa 10 kg in più rispetto adesso. Non potevo....
Domani ci riproverò. Voglio che qualcuno, una volta finito di mangiare, mi chiuda il bagno. Si, proprio come se fossi già ricoverata. Vorrei provare a non vedere-sentire nessuno per giorni e vedere come me la passo... poi però, prima dell'11, dopo aver fatto questo "esperimento", vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai. Nemmeno quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole.
Prima dell'11 vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai perchè loro, anche se i mesi ci separeranno, sono la mia forza.
E quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole, loro saranno le uniche persone che vorrò sempre vedere....
Non esiste inverno peggiore di quello che abbiamo dentro di noi, ecco tutto.
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