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giovedì 25 giugno 2020

LIBERA.


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Kate


Vorrei raccontare la mia testimonianza. Dal 22 maggio ho mandato a fanculo la bestia. Sto mentalmente molto meglio. 
Non ho sensi di colpa quando mangio ne' atti compensatori o altro. 
Non ho più nessun pensiero fisso. Sono libera. 
Però è difficile ora...ansia, stanchezza gonfiore addominale e aumento di peso. 
Questo perchè quando esci dalla malattia il corpo inizialmente tende ad assorbire tutti i nutrienti perchè è in riserve DA ANNI. 
Io ho avuto anoressia e bulimia per 10 anni quasi. Ma tutto passa! 
Il gonfiore è momentaneo ( è come quando ti rompi una caviglia e si gonfia per guarire). 
Anche ansia eccetra sono cose momentanee perchè prima erano deviate dal dca mentre ora viene fuori tutto. Occorre affrontarle. 
Dopodiché il tutto si risistema. Ma assolutamente anche se si è spaventati NON bisogna ricadere in digiuni o restrizione. 
O si è punto e a capo. Quindi si, con calma farò tutto. Ma sto meglio. Veramente. Libera :)

venerdì 1 maggio 2020

a LORO.


Pensieri,
parole, animi stanchi.

Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Alessandra


A LORO, a tutte quelle persone che non tutti purtroppo hanno, ma che, se ci sono, aiutano tutti NOI.
Sono le persone che hanno deciso che, nonostante le ossessioni, le difficoltà, i litigi, le restrizioni, le abbuffate, ci sono e ti promettono (e tu sai che è così) che ci saranno.
LORO sono tutti coloro che, a loro modo, spesso (come non potrebbero) sbagliando, ci sono.
Ti affiancano nel tuo percorso quasi impossibile e per alcuni di noi, per alcuni versi, infinito. Non si arrendono.
Lottano CON e INSIEME a te.
LORO meriterebbero il meglio da tutti.
Spesso é proprio per dargli il nostro meglio che ci svegliamo la mattina.
LORO meriterebbero TUTTO perché non è facile starci vicino.
Non ci capiscono nonostante i mille sforzi. E NON perché non vogliono.
Semplicemente, non possono. Nemmeno noi siamo in grado di capirci, molto, molto spesso.
Perché camminare sulle strisce del marciapiede? Perché l'olio fa paura? Perché tagliarsi?
LORO non sono perfetti, non sono infallibili (come tra l'altro, vorremmo essere NOI), ma CI SONO.
E A LORO VA IL MIO PIÙ GRANDE GRAZIE.

P. S. Quante volte avremmo voluto essere soli?!? Liberi da ogni vincolo affettivo?
Io per esempio, ho chiuso tutti i rapporti di amicizia nonostante ne soffra.
Ma, ricordiamoci di tutte le dannate volte in cui ci hanno SALVATO e permesso di godere, anche se per un secondo, di una gioia di questa tormentata vita.




sabato 22 febbraio 2020

SOFFRIRE con DETERMINAZIONE.


Quelle parole.
"Tu non ne sei mai realmente uscita, ti trascini paure, fisse e paranoie sin dalla prima volta che ci sei caduta."
Quindi si, siamo già ad otto anni di anoressia nervosa, alternata a binge e bulimia. Otto anni di disturbi alimentari.
Altalene, su e poi giù...Poi un po' più su e di nuovo giù. Ma stavolta non è solo giù: son caduta da quell'altalena e son finita in un pozzo.
Urlo. Spero che quelle poche persone che mi riescono a sentire non smettano di farlo. Cerco di arrampicarmi, devo uscire dall'acqua o mi inghiottirà.
La mia arrampicata è più che ardua, sembra impossibile; ma anche se le pareti a mattoni mi scorticano facendomi sanguinare, io non voglio fermarmi.
Voglio almeno vedere il sole, anche da quaggiù.
Voglio almeno vedere il sole, soprattutto quando sarò lassù.
Perché le cose non possono finire così.
Perché non morirò nel sonno con il cuore che, esausto, si ferma.
Perché i miei polmoni non saranno soffocati. Io respirerò aria nuova.
Ma per tutto ciò devo soffrire.
Soffrire con determinazione per raggiungere il mio obiettivo.




mercoledì 13 marzo 2019

FIOCCHETTO LILLA.


Che sia vicino alla testa o allo stomaco, tutti abbiamo una stanza.
Vi voglio parlare della mia.

Era una perfetta, magnifica, meravigliosa stanza.
Arrichita di decorati mobili, emanava splendore dalla superficie di ognuno di essi, così esattamente coincidenti nei differenti angoli e con chiuse maniglie di cristallo.
Tutto ciò doveva sempre migliorare...e rigorosamente lo faceva.

Poi è successo.
Le viti.
Nessuno si curava di loro, così importanti quanto non evidenti.
Maniglia dopo maniglia, anta dopo anta, la camera si è distrutta.
Le ante sovrapposte e distrutte sul pavimento; il buio che dagli armadi ora fuoriusciva.
Si, IL BUIO. Mobili tanto splendenti fuori, quanto oscuri all'interno.
La mia camera, la mia mente, le mie emozioni, i miei sentimenti, la mia vita.
Pensieri ossessivi.
Il mio corpo mi stava abbandonando, come credevo la mia anima avesse già fatto.

Ma così non è stato.
Piccola piccola, si è lentamente arrampicata su distrutte ante e ha cercato di sfruttarle per innalzarmi verso le pennellate lilla che aveva deciso di dare a quel buio.

Non ho ancora concluso la mia stanza, ma ogni anno, il 15 marzo, posiziono un FIOCCHETTO LILLA dove le mie pennellate sono arrivate.

Colorate di lilla, ma anche di verde, giallo, arancione e blu.
Aprite pian piano le vostre ante e fatevi amico il contenuto dell'armadio.
Con tutto l'affetto di questo mondo,



sabato 23 settembre 2017

ANORESSIA. Saremo mai capiti?


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.


-scritto da Ginevra


Comunque stavo pensando ad una cosa importante.
Nonostante di anoressia si parli molto al giorno d'oggi, secondo il mio punto di vista si sa poco e niente. Nel senso che non si è ancora afferrato il significato profondo di questo comportamento. O meglio, lo si attribuisce a motivi che, onestamente, sono "fasulli". Un po' come gli attacchi di panico, mi capite?
Ostinarsi a pensare che un anoressico sia tale semplicemente per seguire i modelli estetici dominanti (vedi modelle che i mass media propongono ogni giorno in TV, ecc.) è fare del riduzionismo puro. L'anoressico non è interessato all'estetica, che si ritrova invece ad essere un argomento di culto per un bulimico, il quale si aggrappa ad un modello estetico con l'obiettivo di essere visto, apprezzato e amato.
Come dicevo, l'anoressico è totalmente disinteressato all'estetica e dell'amore degli altri quasi non sa cosa farsene. O meglio, non sa come gestirlo nel migliore dei modi. O ancora, forse non se ne accorge nemmeno di questo amore. Questo perché è talmente concentrato su se stesso e sullo studio di una strategia valida per scomparire che mai potrebbe accorgersene. Il suo desiderio più grande è quello di non essere visto, scoperto.
Ma in compenso ha un rapporto "fantastico" con la morte. LA CERCA, LA VUOLE, LA DESIDERA. Anche se la teme.
Ecco, si arriva all'anoressia perché non si ha abbastanza coraggio per farla finita del tutto, ed allora si tenta evitando il cibo di diventare ombra.
SEMPRE MENO VISIBILI PER DIVENTARE INVISIBILI, SEMPRE PIÙ SOTTILI CON L'OBIETTIVO DI ESSERE IGNORATI. Insomma, un modo speciale per dire "lasciatemi stare".
È la morte che non fa rumore, un desiderio di distacco dal resto del mondo, come un bisogno di separazione e non di condivisione. Tanto nessuno può arrivare a capire, ed infatti non capiscono. Ecco credo che l'anoressico,tra tutte le persone che vivono un malessere interiore, sia il meno capito in assoluto. Ma difatti, chi potrebbe mai capire un desiderio che, invece di passare attraverso il suicidio, viene accarezzato giorno dopo giorno attraverso il rifiuto del cibo? 


E voi come la pensate invece? Mi andrebbe un confronto con voi (civilmente ovviamente)...sapere la vostra opinione in merito. Parlarne con voi, che più di tutti potete capire queste mie parole su un argomento così "popolare" ma anche molto delicato. Sto cercando di darmi delle risposte sul mio malessere, risposte mai avute davvero da nessun medico "specializzato".


giovedì 21 settembre 2017

La notte, IL BUIO


La notte.

Quel momento nel quale ti trovi in una stanza da sola, ma con tutti i tuoi demoni, nessuno escluso.
Anche il cibo ti tormenta: il tuo corpo chiede nutrimento tramite troppo frequenti immagini nella tua mente.
Vuoi piangere, ma le lacrime non vogliono lasciarti.
Ti senti già troppo sola così.

La lotta, perchè tu non ce la fai più, ma non vuoi realmente morire.
Tu vuoi Vivere, con tutte le tue forze che ti neghi di avere.
Ma la notte, il buio ti circonda.
Nessuna decisione di notte. Domani si combatte.



lunedì 19 ottobre 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - Vorrei che CAPISSERO.

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Jess 
(la chiamerò anonimamente così)


Allora.
Provi così tanta rabbia.
Oggi mentre ero uscita ho sentito un commento del tipo:" Ma mangi? Come fai a stare in piedi?"
Ma non è questo quello che mi ha fatto rabbia: sono state le risate che hanno accompagnato le domande.
Vorrei che la gente sapesse cosa vuol dire avere un disturbo alimentare.
Perché se ne parla così poco, cazzo?
Perché alcune persone pensano che gli anoressici sono magri e i bulimici grassi?
Solo a pensarci mi viene il nervoso.
Vorrei che capissero che non è solo il peso a determinare la gravità della situazione, vorrei capissero che tutto dipende dal cervello;  vorrei che capissero che noi non ce la stiamo spassando: non è una semplice dieta veloce che sta andando a buon fine.
No.
E' una tortura
E' andare avanti e non riuscire a fermarsi, anche sapendo che ti fai solo del male.
All'inizio sembra la soluzione a tutti i tuoi problemi; poi, con il passare del tempo... ti accorgi che è il tuo problema.



martedì 9 giugno 2015

La più grande vittoria: VIVERE.

Kris, chi segue questo blog conosce il suo percorso.
Con infinite paure ma immenso coraggio ha affrontato se stessa, ha affrontato il ricovero in un cdca.
Ed ora eccola qui, stupendamente consapevole e ancora più forte!
Cara Kris, sei un grande esempio per tutti noi.

Ecco le sue parole:
' E ho capito molte cose....
Ho capito e imparato a lasciarmi MOLTE cose alle spalle e "farmele scivolare addosso", che il tempo sistema tutto, anche le cose che pensavi non passasero più.
Ho capito che il silenzio aiuta molto a riflettere e la riflessione, molte volte, porta a dei punti "favorevoli".
Ho capito che piangere non è sinonimo di debolezza ma di "anch'io ho un cuore e anch'io soffro".
Ho capito che 1 mese-due o tre non è niente confronto ad una vita o ad un affetto.
Ho capito che chi vuole esserci c'è, sempre, anche con mille difficoltà di mezzo, che l'amico vero è quello che ti rimane accanto anche quando sei nel pieno dello schifo.
Ho capito che ultimamente le persone hanno avuto MOLTA pazienza con me e che ero letteralmente intrattabile, che SE VUOI BENE AD UNA PERSONA LA DEVI LASCIARE LIBERA, che più "stringi" più questa prende le distanze, che se vuole farti del male lo fa in ogni caso.
Ho capito e imparato di chi e cosa fidarmi, che non tutti sono infami, che alcuni ci tengono davvero.
Ho capito che non ha senso essere LA PIÙ importante, ma che basta semplicemente esserlo ...che chi vuole ha la possibilità di darti il mondo invece chi non te lo da significa che non ti merita o, semplicemente, tu meriti di più.
Ho capito e imparato a dire "stop. Ora penso a me", che NESSUNO È PIÙ IMPORTANTE DI ME.
Ho capito che l'età non conta un cazzo, che quando una persona ti entra dentro non c'è limite di niente ....ti arriva, ti smonta, TI CAMBIA, ti rimbambisce e tu non puoi farci ASSOLUTAMENTE nulla.
HO CAPITO CHE IL CIBO NON PUÒ ESSERE MIO NEMICO, CHE UNO STOMACO "PIENO", anche nel riflesso dello specchio, È LA COSA PIÙ NORMALE DEL MONDO, che se "usato" bene (il cibo) non può ucciderti ....e NON DEVI LASCIARTI UCCIDERE.
Ho capito che non bisogna dipendere da nessuno, che se no è la fine, che va bene tenerci ma fino a pagina 9.
Ho capito che è l'imperfezione a rendere SPECIALE una cosa. E io, come molte persone che conosco, non siamo perfette, che la perfezione porta solo in un buco nero irraggiungibile, banale e inutile.
Ho capito che l'aspetto fisico conta davvero poco, per lo stesso motivo che ho spiegato prima: perchè quando una persona ti 'colpisce' -in senso buono- dentro, puoi solo lasciarti andare e provare. provare. provare. Spaccarti le ossa, lottare, cadere, RIPROVARCI, ma senza mai mollare. Lottare fino all'ultimo, LOTTARE SEMPRE PER CIÒ CHE SI VUOLE; che tanto PRIMA o POI le soddisfazioni arrivano.
Ma soprattutto, ma più di tutto in assoluto, ho capito che anch'io valgo qualcosa.... e che anche per me, "vale la pena"!!!! '

Eh sì, chi pronunciò queste parole aveva ragione: "Una vita è come una città, per conoscerla ci si deve perdere." 


venerdì 10 aprile 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - "Che odio ed amo in egual misura..."

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-inviato da Valeaiutobau

Ieri sera mia madre si è ubriacata di brutto e mi ha vomitato addosso tutta la sua rabbia, mi ha tirato oggetti, insultato e soprattutto mi ha detto che devo andarmene da quella casa perché è la sua e mai mi consentirà di prendere la parte che era destinata a me! Sono uscita in macchina e mi sono portata un tubo lungo di plastica e la mia coperta preferita...volevo solo farla finita...accendere la macchina, chiudere bene i finestrini e addormentarmi...ma non sono stata capace di fare neanche quello e sono tornata indietro, ho vegliato mia madre che nel frattempo si era chiusa dentro la cuccia del cane ed ho impedito a mio padre di chiamare l'autoambulanza per portarla via.
La mia vita è un totale fallimento...sono ormai vecchia e non sarò mai felice.
Ora oltre al mio fidanzato che è veramente la mia ancora di salvezza ho accanto a me il cibo, che odio ed amo in egual misura...che mi ha ridotto a quella che sono e mi ha fatto compagnia in 1000 occasioni...lo odio ma non posso farne a meno e penso che prima o poi mi porterà alla tomba.
Più passano i giorni e più mi chiudo in me stessa ed arrivata a 31 anni ho paura che non si tornerà più indietro!
Io non sono bulimica perché non sono mai riuscita a dare di stomaco, ma sono capace di mangiare come 3 persone, fino ad essere costretta a dormire seduta per riuscire a respirare.



giovedì 26 febbraio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - 'Spesso il male di vivere ho incontrato'

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Tristy

Sono giorni che cerco di mettere giù due righe per raccontare la mia storia, ma come ogni pagina della mia vita, ho scritto e riscritto per poi cancellare e buttare via tutto.
Chi sono io, non ha molta importanza, almeno, per me non l’ha mai avuta.
Qualcuno mi diede il soprannome “Tristy” e forse è davvero ciò che sono.
Ma andiamo per gradi…
Chi ero…
Al principio ero una bimba come tutte le altre, amavo vestirmi da principessa e amavo sentirmi speciale.
Nonostante fossi molto graziosa ero però in sovrappeso e questo ha condizionato buona parte della mia vita, se non tutta la mia vita fino ad oggi.
“Sei cicciona!” mi dicevano…”Fai schifo!” e ancora “Nessuno ti vuole, sei obesa” e piano piano quella principessa dagli occhi sorridenti non esisteva più!
Passavano gli anni e la mia lotta contro il peso si faceva sempre più ardua, dimagrivo e ingrassavo e ingrassavo e dimagrivo. Ero sola, derisa da tutti, oggetto di ogni sorta di angheria.
A scuola i peggiori tormenti, non finivano mai.
Non ne potevo più, ero arrivata al tracollo.
Poi l’ennesima delusione, quella più grossa. E sono caduta.
Ho iniziato dapprima a mangiare meno, e meno mangiavo e più dimagrivo e più dimagrivo e più le persone iniziavano a considerarmi, e più rifiutavo il cibo e più mi sentivo invincibile e più mi sentivo invincibile e più la depressione prendeva il sopravvento.
Andai avanti così per qualche mese e, 28 kg in meno dopo, le cose divennero sempre più evidenti.
La gente mi guardava e bisbigliava, i miei genitori parlavano di nascosto della mia condizione e mi seguivano ovunque, anche in bagno.
Dapprima pensarono avessi iniziato a drogarmi, poi capirono.
Provarono a parlarmi più e più volte, mi imposero altre regole, vennero convocati a scuola, mi ero chiusa in me stessa, i voti calavano, non avevo amici, ero sempre sola e soprattutto: rischiavo l’anno!
Lessi la disperazione negli occhi di mia madre e la delusione in quelli di mio padre.
Non reggevo i loro sguardi accusatori ma ormai ero entrata nella spirale della depressione e non sapevo come uscirne.
Tutti i giorni erano uguali, le giornate erano tutte grige e insapore, i brutti voti continuavano ad accumularsi così come le materie insufficienti fino a quando non toccai del tutto il fondo.
L’ennesimo “3” costrinse la professoressa a convocare mio padre e a renderlo partecipe del mio piano auto-distruttivo.
Quando arrivò a casa neppure mi guardava, era deluso, mi disse solo questo “sei la mia delusione più grande!” e andò via.
Ci rimasi male, una persona nelle mie condizioni avrebbe potuto interpretare quella frase come una condanna a morte, invece io decisi che dovevo reagire.
Non potevo essere la delusione di nessuno, specie di mio padre!
Così iniziai piano piano a riprendere la mia vita normalmente, ricominciai a studiare e nel giro di due mesi recuperai tutte le materie insufficienti.
Mi feci degli “amici”, mi fidanzai.
Ripresi gradualmente a mangiare e ovviamente a prendere peso.
Ero tornata felice.
Ma non durò troppo, il mio metabolismo ovviamente si era rovinato e quindi tutto quello che mangiavo lo assimilavo e con gli interessi.
Ripresi tutto il peso perso e ovviamente ci fu chi me lo fece notare e notare e notare e… caddi nuovamente in depressione.
Il mio fidanzato mi diede tutto l’aiuto possibile ed insieme uscimmo nuovamente da questa situazione, perso peso, tornai serena e in forma, ma la spirale di cui sono vittima non accenna a chiudersi.
Sono passati tre anni dall’ultima volta in cui mi sono sentita bene con me stessa, oggi sono di nuovo la Tristy ad un soffio dall’obesità.
La depressione è diventata la mia compagna di viaggio, così come le mie crisi d’ansia e gli attacchi di panico.
A nulla sono servite le medicine, una volta chiusa la cura, sono tornata come prima anzi, peggio di prima.
Non c’è mattina in cui non mi alzo dal letto e vedendomi non penso “Sei una cicciona di M..da! non meriti tutto quello che hai, l’amore del tuo ragazzo, della tua famiglia, la stima di chi hai attorno.”
Sono un continuo fallimento per me e per chi mi sta vicino.
Ma continuo a lottare, ho intrapreso un nuovo cammino verso la ricerca di me stessa.
I problemi alimentari non sono solo la bulimia, o l’anoressia, l’ho imparato a mie spese.
Chi come me soffre di depressione e trova conforto nel cibo ha una dipendenza, una patologia.
Ho imparato che è inutile nascondersi, vergognarsi e non parlarne, solo affrontando il grande male lo si può sconfiggere.
Un giorno ne uscirò, ne sono certa.
Non sarà oggi magari, ma un giorno.


lunedì 23 febbraio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - 'Conosci il tuo nemico'

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Katiuscia 

Voglio parlare a voi come se foste mie sorelle.. in fondo lo siete: siamo legate da qualcosa che nella vita non dimenticheremo mai.
Ho sofferto di disturbi alimentari per 20 anni.
Un calvario lunghissimo.. faticoso.. atroce..dovuto al rapporto con mia madre, che non faceva che dirmi che non valevo nulla, che ero incapace qualsiasi cosa facessi: per lei non nulla bastava mai.
Ho cercato per una vita la sua approvazione..in modo malato..
Ricordo ancora quante volte mangiavo di nascosto.. piegata sul bagno a mangiare mischiando riso con la nutella con le mani.. con la bava alla bocca; gli occhi sbarrati.. con i dolori di stomaco ..atroci crampi.
Per anni ho vomitato credendo mi aiutasse a dimagrire; ho preso farmaci per espellere che invece di aiutarmi rallentavano sempre di più il mio metabolismo; ho fatto milioni di diete; 2 ricoveri importanti.
Mi sono scontrata con il mondo intero, ho perso tante persone.. un pò per la loro superficialità un po' per colpa mia..tante volte ero stanca e ho mollato.. sono caduta.
Mi sentivo sola non capita.. per anni mi sono autodistrutta credendo che non avrei potuto uscirne, che un bel giorno mi sarei svegliata e sarebbe tutto sparito.
Beh, non vi mentirò ragazze..non è cosi.
Sono arrivata ad un punto dove ho capito che da sola non ne sarei uscita: ho iniziato ha guardare su internet, comprare libri.. ho capito che per vincerla dovevo conoscerla: CONOSCI IL TUO NEMICO.
Sono arrivata a 126 chili ma ho sempre fatto un errore: pensare che dimagrire significasse guarire.
Grazie all'informazione e alla terapia con persone giuste ho invece capito che se non avessi curato la mia anima e me stessa non avrei vinto.
Per colpa del vomito ho perso i denti davanti e ho danneggiato molto le mie gengive, danni purtroppo irreversibili.
Ho capito che guarire dovevo volerlo davvero.
Oggi sto lottando per fare un intervento di bypass; in questi anni ho fatto molta terapia, sono diventata più forte.
Oggi riesco a dire no alle abbuffate avendo imparato alcuni trucchi.. rafforzando così me stessa.
E' un viaggio lungo e faticoso, tanto che a volte sembra interminabile.
Ma ho lottato tanto per me e la mia vita: questa sono io.. una persona che oggi, anche se imperfetta fisicamente, ha ritrovato se stessa.
Oggi posso dirmi MI sei mancata, sei stata brava, sei quasi alla meta. Oggi non mi serve che me lo dicano mia madre o altri.. perchè quello che penso io di me stessa vale molto di più.
La malattia vi fa avere paura, vi chiude.
Vi chiude in gabbia, ma vi assicuro che quella gabbia che sembra cosi alta e forte è piu' debole di quanto voi crediate...

domenica 8 febbraio 2015

Disturbi alimentari VS (bisogno di)Amore

Mi fermo un momento a riflettere su cosa sia l'anoressia... ma una definizione precisa, più incentrata di quanto non dica 'malattia', non la so dare.
Già, perchè un disturbo alimentare non è racchiudibile in una definizione.
Un disturbo alimentare è un disagio interiore, un sentimento, anzi tanti sentimenti, rabbia, angoscia, drammi e traumi vissuti, realtà e fantasie inconscie, ma sicuramente represse, soffocate in noi.
Il tutto cerca disperatamente un'esplosione.
Il nostro corpo segregato e sottoposto ai più crudeli soprusi si vuole liberare della bolla di vetro che si è impossessata di lui; la nostra anima segregata in quello scantinato nel quale del cibo non è nemmeno menzionata l'esistenza (ma sul quale ugualmente si riversa) vuole uscire, trovare un po' di luce.
Ma si finisce per accumulare rabbia, rabbia che nelle vie di sfogo nelle quali si incanala, ci imprigiona ancora e sempre più.
Ci porta all'odio verso il nostro corpo.
Ci porta all'odio di noi stessi.
Ci porta all'annullamento di noi stessi.
Ma, c'è un ma. C'è una possibilità. E' trasparente, non si vuole far notare... abbiamo paura, il terrore di ammettere la sua esistenza.
C'è la possibilità di odiarci un po' meno, piano piano, un passo alla volta, un po' di Amore alla volta.
Amore che può sorgere dalla propria forza, che può arrivare a noi da qualcosa d'altro o da qualcun'altro.
Ammetterlo è difficile, ma che dico, non è difficile...è quasi impossibile.
Si, quasi, perchè io me ne frego e lo ammetto ugualmente.
Abbiamo un enorme, smisurato, bisogno di Amore.


sabato 7 febbraio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - 'Non esiste inverno peggiore di quello che abbiamo dentro di noi'

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Kris  

Che poi io ci provo anche ad aiutarmi, a tentare di uscire da questo schifo, ma non ce la faccio... e tutte balle chi dice che da sola/o ce la può fare. !!
Stamattina, a differenza di ieri-l'altro ieri e mesi fa, ho voluto provare a darmi una mossa.
Come? Obbligata per obbligata, ho provato (visti anche i dolori) a mangiare normalmente (mi fa male lo stomaco --> mangio --> non posso star male).
Ho fatto una buona colazione (questa mi salva sempre, se non arrivo all'abbuffata solitamente tengo dentro tutto.... "tanto la smaltisci durante il giorno, ti serve per avere un po' di forza" ...dopo 3939493928 volte che mi è stato detto l'ho capito.), ho mangiato uno yoghurt magro (ma non importa, la quantità era comunque buona) con Tre -tre!!- biscotti "normali" -tra virgolette perchè sono quelli che solitamente una persona "normale" mangia senza tanti problemi-. Tenuto tutto dentro senza tante storie. "Poi non mangerò", pensavo....
Stavo davvero per saltare il pranzo, ma poi ho ripensato al fatto che tra qualche giorno non potrò far nulla di tutto ciò che mi passa per la testa quindi me lo sono preparata: primo, secondo, contorno.
Anzi, secondo-contorno-primo.
Con il primo (riso solamente bollito senza l'olio -buono una cifra, nb-, visto che lo considerano "magro" rispetto alla pasta) sono mezza crollata.
No scherzo, sono crollata di brutto.
Me ne sono fregata del mal di stomaco, delle conseguenze del mio corpo.... TUTTO QUEL CIBO NON POTEVA RESTARE DENTRO DI ME. Non poteva. !!!
Mi vedevo già la bilancia sui 60, 63, 65 ... circa 10 kg in più rispetto adesso. Non potevo....
Domani ci riproverò. Voglio che qualcuno, una volta finito di mangiare, mi chiuda il bagno. Si, proprio come se fossi già ricoverata. Vorrei provare a non vedere-sentire nessuno per giorni e vedere come me la passo... poi però, prima dell'11, dopo aver fatto questo "esperimento", vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai. Nemmeno quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole.
Prima dell'11 vorrei abbracciare tutti-tutti sottolineando il fatto che non li dimenticherò mai perchè loro, anche se i mesi ci separeranno, sono la mia forza.
E quando starò male, quando vorrò scappare e piangere per il troppo cibo e le troppe regole, loro saranno le uniche persone che vorrò sempre vedere....

Non esiste inverno peggiore di quello che abbiamo dentro di noi, ecco tutto.


mercoledì 4 febbraio 2015

Oppressione E Libertà.

Il caos, fuori e dentro me.
Tutto è soffocante, insopportabile, peso troppo sconfinato da sorreggere.
Mi rintano in camera mia, sul mio letto.
Le coperte mi avvolgono completamente, creandomi un protettivo guscio all'interno del quale mi immergo come fosse la più profonda delle piscine.
Mi lascio poi trasportare dalla musica, che mi isola da tutto ciò mi accade intorno...e da tutto ciò che accade anche dentro me.
Un cortocircuito. Il mondo si allontana per ore.

Cedimenti, cadute, non siamo infallibili, per niente.
Ma abbiamo la capacità di rialzarci, anche se spesso un'enorme benda oscurante ci copre gli occhi.
Occhi così espressivi, occhi che urlano dolore, un urlo quasi sempre soffocato.
Occhi con un nascosto spirito di rivalsa.
RIVALSA VERSO LE MALATTIE CHE CI AFFLIGGONO.
RIVALSA VERSO LE NOSTRE FERITE.
LE NOSTRE INSICUREZZE.
L'ODIO PER NOI STESSI.
TUTTE LE DIFFICOLTA' CHE CI E' IMPOSTO SUPERARE.

RIVALSA VERSO LA GABBIA CHE CI OPPRIME.
VOLERE DI LIBERTA'.



domenica 1 febbraio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi.

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Kris  

Il verme nero oggi consiglia questo, con tutta la sua cattiveria (e ne ha) mi bisbiglia queste esatte parole: "ma pensa a come farai poi a riempire quel vuoto che senti ora dentro di te. Sarà una condanna lo sai? Non potrai più riempirlo. Quando ti sentirai vuota non potrai far niente se non disperarti cercando di mangiare e trattenere. Il gioco di vomitare finirà, lo sai? Ma io continuerò ad esistere lo stesso. Io farò in modo che da te, il tuo vuoto, non se ne andrà."

L'unica cosa che mi suggerisce la mia testa invece è questa: "si, hai ragione, non potrò più riempirlo e forse per questo starò da schifo... ma guardami, GUARDAMI INFAME (!!!), la smetterò di ROVINARMI. E anche se vorrò vomitare, FINALMENTE NON POTRÒ PIÙ FARLO!!!! ED È QUESTO CHE VOGLIO: STAR BENE E NON VOMITARE PIÙ!."

°                    °                    °                    °                    °                    °                    °                    °                  ° 

Ci sono quei momenti, quelle giornate, quei periodi... in cui l'unica cosa corretta da fare sembra arrendersi; lasciarsi trascinare dal vortice della malattia che ci avvolge.
“Noi corriamo spensierati verso il precipizio dopo esserci messi dinanzi agli occhi qualcosa che ci impedisca di vederlo", diceva qualcuno.
Kris, ti ammiro. 
Riporto le tue parole: FINALMENTE NON POTRÒ PIÙ FARLO!!!! ED È QUESTO CHE VOGLIO: STAR BENE E NON VOMITARE PIÙ!
Hai dentro te una forza strepitosa, forza che nei lassi di tempo sopracitati dobbiamo riuscire a ricordarci (ma soprattutto permetterci) di avere.
Chiunque affetto da un dca o simile, provi a cercare quella forza; a fare emergere la mano dal vortice, a lasciarsi risollevare.
Ce la farai.
Ce la faremo.

-Darkness-
 

mercoledì 28 gennaio 2015

Silenzi.

"La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia."

La mia sinfonia è ricca di silenzi, lunghi silenzi.
Un profondo e angosciante oboe introduce poi radicali cambiamenti, arrivando ad una combattiva batteria... accompagnata però da un basso.

Quest'ultimo suona per lo più una colpa di sottofondo, esistenziale, che in alcuni momenti si impone con lunghi assoli. 
Gli assoli sono impossibili da ignorare dentro te. Li accolgo, li ascolto, la melodia mi trascina.
Mi rivolgo a me stessa con il suo assolo, il suo sguardo, così severo.
Mi critico, mi incolpo, mi odio.
La bellezza dell'assolo è illusione.

La bilancia è illusione di controllo.
Farmi del male è illusione di espiazione.
Entrambi sono illusione di sentirsi meglio.
Ma io non voglio illusioni.
Il ritorno dei silenzi.
Silenzi assordanti.

lunedì 26 gennaio 2015

La chiave di noi stessi.

"Io sono il condannato e il carcerie
Sono l'uomo in gabbia e quello che ha gettato le chiavi.
Sono fuori e dentro di me.
E come mi sono rinchiuso, così posso venire fuori di qui."
~Diego Cugia

"E come mi sono rinchiuso, così posso venire fuori di qui."
E come mi sono rinchiuso, così posso venire fuori di qui.
E come mi sono rinchiuso, così posso venire fuori di qui...

Devo crederci, dobbiamo crederci.
Dobbiamo recuperare le chiavi di noi stesse/stessi, provare a conoscerci, a lottare, combattere: mostrare al mondo che abbiamo il pugno della situazione, ma non per mostrarci forti e con tutto sotto controllo.

Non devo mentire, non voglio mentire; non devo mostrarmi forte se non mi ci sento, sono nauseata dalle maschere.
So che devo provare a fidarmi quando mi ripetono che lo sono, provare a crederci, crederci davvero... almeno di poterlo essere, in qualche modo.

E come mi sono rinchiusa, così potrò forse venire fuori di qui.





domenica 25 gennaio 2015

Il tramonto, l'alba.

Se sole tramonta, l'oscurità mi avvolge.
Vengo trascinata in un vortice di vuoto, angoscia, pianto soffocato...
Senza luce, non si vede nessun appiglio.
Senza appigli, si sprofonda; senza un salvagente, poi si affoga.
Si affoga nei propri timori, nei propri dubbi, nelle proprie sfiducie, ma, soprattutto, nella propria rabbia... che si riversa sulla propria persona.
Il sole tramonta, io con lui.

venerdì 23 gennaio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi.

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Kris

Una persona con un disturbo alimentare non solo perde amici e conoscenti... perde anche se stessa... ogni volta, ogni giorno... ogni secondo.
..come si può essere piene da far schifo, ma così tremendamente vuote?
...il disturbo alimentare è quella tal cosa che ti fa pensare "bene, se adesso con lo sforzo il mio cuore smettesse di battere sarebbe una buona cosa", ma nello stesso tempo -l'altra parte di te- spera in un aiuto immediato.... ed è quella parte, quella piccolissima parte, a non farti mollare....


mercoledì 21 gennaio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi.

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Kris

Cosa significa star male..
Star male significa fregarsene, a volte, del mondo intero. Delle "nostre persone importanti", quelle che vorremmo sempre e costantemente accanto. Significa avere dieci minuti al giorno, o forse anche di più, di puro odio verso tutto e tutti (noi compresi, soprattutto).
Star male significa isolarsi.
Isolarsi costantemente, appena possibile, appena qualcuno ci lascia due minuti in pace. Significa "gioire" quando si resta da soli, soli con noi stessi e i nostri mostri (il mio è un verme nero, nb) ma, in parallelo, "gioire" se qualcuno ci dimostra di tenerci preoccupandosi.
Star male significa vivere con la paura di non riuscire a rialzarsi dopo una caduta, grande o piccola che sia. Significa pensare perennemente al cibo, al nostro corpo, alle conseguenze che potrebbe avere e alla nostra salute quasi distrutta a causa di tutto questo schifo.
Star male significa sfidare una persona, vedere fino a che punto è disposta a restare. Significa mettersi due dita in gola e contemporaneamente sentirsi morire, nel vero senso della parola, con la voglia spaventosa di piangere piegandosi totalmente in due fino a far toccare le ginocchia a terra per poi non alzarsi più.
Star male significa non riuscire a guardare una persona negli occhi per più di cinque secondi perchè ci si sente totalmente scoperti con la paura di essere giudicati e, magari, derisi o non capiti a pieno.
Star male significa non riuscire nemmeno a guardarsi allo specchio senza una felpa che copre tutto per paura di crollare, chiudendosi in bagno e vomitare anche l'anima con la speranza di cambiare da un momento all'altro; con la speranza di uscire da quella stanza "migliore di prima".
Star male significa indossare sempre e solo vestiti enormi. Significa cercare di nascondersi il più possibile, reputarsi un qualcosa di inferiore rispetto a qualcuno, fare perennemente -anche quando non serve- paragoni. Quei paragoni che ti mandano il cervello in palla, che non ti fanno più capire niente. Quelli inutili, che non ti portano ad una verità, ma solo ad una convinzione totalmente sbagliata del nostro stupido cervello.
Star male significa vivere con la paura di essere abbandonati da un momento all'altro, di essere sostituiti (questa paura devo ammettere che è molto comune, ma per me conta molto. Non è un "è normale, passerà". A me questa cosa mi atterra. Il mio star male, spesso, si basa su questa situazione. Su questi pensieri malati.). Significa specchiarsi con un pantalone della tuta e una felpa enorme addosso ed essere contente che non si veda nessun tipo di forma. Significa sognare di essere, finalmente, magre....