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mercoledì 2 dicembre 2020

VUOTO.


Vuoto. Pieno.
Troppo piena ma così vuota.
È così che mi sento, l'ennesima abbuffata e l'ennesima punizione di compensazione domani. E se non ci riuscirò, beh non può esistere un "non ci riuscirò", perché la pagherò lo stesso in un modo o in un altro.
Cosi incapace, così nullità.
Non sono niente come niente é ciò che sento. 
Vorrei solo non esistere, per un po', poi torno, un po' come le vacanze di Natale che quest'anno non hanno senso.




venerdì 13 dicembre 2019

un CORDIALISSIMO VAFFANCULO.


Si.
Ecco.
E' cosi'.
Ci sono ricaduta, per l'ennesima volta.
Quella stronza e' tornata, ma stavolta con un colpo basso: solitamente me ne ammalavo per bisogno di controllo. Ora, dopo essere ingrassata a dismisura per colpa dei farmaci, e' di nuovo qui a ripetermi costantemente che il mio peso non va bene. 
Mi ripete che sono sovrappeso, grassa, orrenda, orribile, schifosa dentro e come riflesso anche fuori.

Beh, io stavolta son partita sin da subito con i vaffanculo.
Ho chiesto aiuto appena ho ammesso a me stessa di non potercela fare da sola.
Ora psicoterapeuta, psichiatra e tra poco il centro dei disturbi alimentari mi aiuteranno tutti insieme.
Abbassero' il mio peso, ma non mi portero' alla morte seguendoti alla ceca. 
"Cara" anoressia, un cordialissimo vaffanculo.





giovedì 21 settembre 2017

La notte, IL BUIO


La notte.

Quel momento nel quale ti trovi in una stanza da sola, ma con tutti i tuoi demoni, nessuno escluso.
Anche il cibo ti tormenta: il tuo corpo chiede nutrimento tramite troppo frequenti immagini nella tua mente.
Vuoi piangere, ma le lacrime non vogliono lasciarti.
Ti senti già troppo sola così.

La lotta, perchè tu non ce la fai più, ma non vuoi realmente morire.
Tu vuoi Vivere, con tutte le tue forze che ti neghi di avere.
Ma la notte, il buio ti circonda.
Nessuna decisione di notte. Domani si combatte.



martedì 29 agosto 2017

un VENTO TORTUOSO


Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-scritto da Laura


Come glielo spieghi alla gente..come puoi farle capire certe sensazioni..come puoi far comprendere che il vuoto e l'irrequietudine ti divora l'anima?
Puoi usare tutte le parole che vuoi..non ti capiranno mai..non ti prenderanno mai troppo seriamente e finiranno solo per vederti una piccola egoista che recita una parte. Tutti i tuoi meccanismi disfunzionali saranno visti come capricci e brutte abitudini che non vuoi cambiare..come una comodità o una scappatoia..ma non è cosi.
Quando stai seduto su una cazzo di sedia che cerchi di studiare ma i pensieri sono cosi incatenati che una semplice moltiplicazione ti fa perdere ore intere. 
È una sensazione che ti parte dalla pancia e sale sino alla gola.. è fastidio, è prurito, è malessere. Nessuna medicina, nessuna distrazione, nessuna voce o musica placa il delirio. Inganni il tempo con libri,sigarette..ma la sensazione rimane statica e non va via. Viaggiare, ballare, l'alcool, il mare..non cè scappatoia che ti salvi. Pensi, ripensi..solo la morte puo annullare il tutto..annullare te stessa per non sentire, eclissarti con il nulla per non provare. Cosa c'è di sbagliato? Cosa o come puoi cambiare tale realtà? 
L'anima brucia, è come un taglio su cui per sbaglio finisce il sale misto al limone.. pronunciare certe parole a orecchie esterne finirebbe per farti sembrare esagerata, sbagliata, pazza.
Ma è proprio cosi che mi sento..un bruciore astratto che non si estingue, una ferita che non cicatrizza, un fuoco che non si spegne, un pianto incessante. 
E loro ti chiedono quale sia il problema..ma qual è il problema? Io non lo so..io lo cerco, provo a far chiarezza ma sono sensazioni che sembrano partire senza un via, che ti assalgono e ti travolgono. Se sapessi quale sia il problema non pensate che la soluzione sarebbe gia arrivata? 
E allora smettetela con domande idiote che milioni di volte mi sono posta e hanno procurato solo piu confusione in me. 
Agghindo la mia vita ma un vento tortuoso spazza ogni singolo dettaglio.





martedì 17 novembre 2015

Tutto SFUGGE.

Ecco che sparisci.
Non avverti più la vita, né fuori, né dentro te. Non ci sei più.
Ti capita di chiederti se gli altri riescano a vederti, perchè a te sfuggi con una modalità tanto inafferrabile da spingerti a credere di essere tu stessa così.
Lo sono i tuoi obiettivi, in quei rari momenti nei quali ti imponi di averne;
Lo è tutto ciò che dovresti fare, che vorresti fare.
Tutto ti sfugge, tutto appare inarrestabile quanto inafferrabile.
Vorresti avere la capacità di porre uno stop davanti a te, permetterti di riflettere in ambedue le direzioni, prima di ripartire.
Ripartire ma non in quinta, rovinando in questo modo il motore.
Vorresti riuscire a ripartire con la marcia giusta.
Invece no.
Tutto si mostra un disastro.
C'è il cibo che non vorresti ingerire, perchè stai prendendo peso in modo spropositato; perchè la pancia è gonfia come se fossi incinta di 9 mesi, pronta al parto insomma.
Quel cibo che rimanda nella tua mente immagini costanti di sè. Così dolce, così consolatore.
E allora ti lasci consolare...ma poi parti in quinta, evadi gli stop, prosegui, prosegui e prosegui. La nausea, ma prosegui! Non sai nemmeno più cosa stai ingurgitando, perchè questo non è mangiare, ma prosegui. Ti viene da vomitare (sempre se non hai già applicato questa fuorviante modalità) e allora, forse, ti fermi.
Sensi di colpa, rimproveri, insulti.
Di nuovo non ce l'hai fatta.
Di nuovo ti ritrovi sfinita.
Soffrivo di anoressia strettamente resistrittiva, ero riuscita a risollevarmi, il tutto stava proseguendo in costante lotta, ma meglio.
Ed ora, che succede? Perchè?
...Finirà mai?





mercoledì 23 settembre 2015

La chiave del BLOCCO.

Il nulla.
Il troppo.
Il non sapere.
Essere fin troppo consapevoli di quanto ci stia succedendo.
Non avere la più pallida idea del perchè.
E ti ritrovi qui, ferma, immobile dall'esterno.
E ti ritrovi non sai nemmeno tu dove, perchè fatichi ad avvertire la tua presenza. Il vuoto cerca il predominio all'interno di te.
Ogni giorno una lotta, piccole vittorie ed immense delusioni.
Stanchezza infinita, fisica solamente in secondo piano.
Il tutto sfocia in un aumento dei pensieri e dei sintomi del dca. Quello schifo di dca che non ti si vuole scrollare mai del tutto di dosso.
MA NON MI FERMA. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.
Non mi lascio sopraffare da quello schifo.
Io sarò anche stanca, sfinita, ma non mi voglio arrendere.
Come farò non lo so.
Ma so da dove partire. Per ogni problema, la ricerca della soluzione.




venerdì 17 luglio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - GHIACCIO ma INFERNO.

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-inviato da Giuliana


Lastra di ghiaccio, erano emozioni troppo fragili per sopravvivere. L'inferno te le cambia.. ti bruci con il fuoco e dopo non sei più la stessa, la tua pelle di anima sì frammenta in mille pezzi e al suo posto lascia ciccatrici che deformano il viso. Fidarsi... perché mai rifidarsi dopo che ti hanno strappato l'anima?? Cos'altro hai da donare??
È un tunnel lungo chilometri dove la luce non passa! Non passa più il riflesso di quella che eri, rimane solo un aridità che ti scompiglia ogni giorno ogni singola relazione, il tuo interno, la pace con te stessa. Io non sono più la stessa e non sò se mai più lo sarò. Questa certezza è quella che fa più paura.


venerdì 10 aprile 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - "Che odio ed amo in egual misura..."

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.



-inviato da Valeaiutobau

Ieri sera mia madre si è ubriacata di brutto e mi ha vomitato addosso tutta la sua rabbia, mi ha tirato oggetti, insultato e soprattutto mi ha detto che devo andarmene da quella casa perché è la sua e mai mi consentirà di prendere la parte che era destinata a me! Sono uscita in macchina e mi sono portata un tubo lungo di plastica e la mia coperta preferita...volevo solo farla finita...accendere la macchina, chiudere bene i finestrini e addormentarmi...ma non sono stata capace di fare neanche quello e sono tornata indietro, ho vegliato mia madre che nel frattempo si era chiusa dentro la cuccia del cane ed ho impedito a mio padre di chiamare l'autoambulanza per portarla via.
La mia vita è un totale fallimento...sono ormai vecchia e non sarò mai felice.
Ora oltre al mio fidanzato che è veramente la mia ancora di salvezza ho accanto a me il cibo, che odio ed amo in egual misura...che mi ha ridotto a quella che sono e mi ha fatto compagnia in 1000 occasioni...lo odio ma non posso farne a meno e penso che prima o poi mi porterà alla tomba.
Più passano i giorni e più mi chiudo in me stessa ed arrivata a 31 anni ho paura che non si tornerà più indietro!
Io non sono bulimica perché non sono mai riuscita a dare di stomaco, ma sono capace di mangiare come 3 persone, fino ad essere costretta a dormire seduta per riuscire a respirare.



domenica 1 febbraio 2015

Diamo voce all'urlo soffocato in noi.

Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.

-inviato da Kris  

Il verme nero oggi consiglia questo, con tutta la sua cattiveria (e ne ha) mi bisbiglia queste esatte parole: "ma pensa a come farai poi a riempire quel vuoto che senti ora dentro di te. Sarà una condanna lo sai? Non potrai più riempirlo. Quando ti sentirai vuota non potrai far niente se non disperarti cercando di mangiare e trattenere. Il gioco di vomitare finirà, lo sai? Ma io continuerò ad esistere lo stesso. Io farò in modo che da te, il tuo vuoto, non se ne andrà."

L'unica cosa che mi suggerisce la mia testa invece è questa: "si, hai ragione, non potrò più riempirlo e forse per questo starò da schifo... ma guardami, GUARDAMI INFAME (!!!), la smetterò di ROVINARMI. E anche se vorrò vomitare, FINALMENTE NON POTRÒ PIÙ FARLO!!!! ED È QUESTO CHE VOGLIO: STAR BENE E NON VOMITARE PIÙ!."

°                    °                    °                    °                    °                    °                    °                    °                  ° 

Ci sono quei momenti, quelle giornate, quei periodi... in cui l'unica cosa corretta da fare sembra arrendersi; lasciarsi trascinare dal vortice della malattia che ci avvolge.
“Noi corriamo spensierati verso il precipizio dopo esserci messi dinanzi agli occhi qualcosa che ci impedisca di vederlo", diceva qualcuno.
Kris, ti ammiro. 
Riporto le tue parole: FINALMENTE NON POTRÒ PIÙ FARLO!!!! ED È QUESTO CHE VOGLIO: STAR BENE E NON VOMITARE PIÙ!
Hai dentro te una forza strepitosa, forza che nei lassi di tempo sopracitati dobbiamo riuscire a ricordarci (ma soprattutto permetterci) di avere.
Chiunque affetto da un dca o simile, provi a cercare quella forza; a fare emergere la mano dal vortice, a lasciarsi risollevare.
Ce la farai.
Ce la faremo.

-Darkness-