Blog con tema principale 'disturbi alimentari'. Pensieri, parole, animi stanchi. Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita. Chiunque lo desideri può inviarmi tramite messaggio facebook o e-mail ciò che vuole esprimere e condividere con noi, lettrici e lettori di questo blog e ciò verrà pubblicato. Diamo voce all'urlo soffocato in noi!
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venerdì 1 maggio 2020
a LORO.
Pensieri,
parole, animi stanchi.
Ma
anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Alessandra
A LORO, a tutte quelle persone che non tutti purtroppo hanno, ma che, se ci sono, aiutano tutti NOI.
Sono le persone che hanno deciso che, nonostante le ossessioni, le difficoltà, i litigi, le restrizioni, le abbuffate, ci sono e ti promettono (e tu sai che è così) che ci saranno.
LORO sono tutti coloro che, a loro modo, spesso (come non potrebbero) sbagliando, ci sono.
Ti affiancano nel tuo percorso quasi impossibile e per alcuni di noi, per alcuni versi, infinito. Non si arrendono.
Lottano CON e INSIEME a te.
LORO meriterebbero il meglio da tutti.
Spesso é proprio per dargli il nostro meglio che ci svegliamo la mattina.
LORO meriterebbero TUTTO perché non è facile starci vicino.
Non ci capiscono nonostante i mille sforzi. E NON perché non vogliono.
Semplicemente, non possono. Nemmeno noi siamo in grado di capirci, molto, molto spesso.
Perché camminare sulle strisce del marciapiede? Perché l'olio fa paura? Perché tagliarsi?
LORO non sono perfetti, non sono infallibili (come tra l'altro, vorremmo essere NOI), ma CI SONO.
E A LORO VA IL MIO PIÙ GRANDE GRAZIE.
P. S. Quante volte avremmo voluto essere soli?!? Liberi da ogni vincolo affettivo?
Io per esempio, ho chiuso tutti i rapporti di amicizia nonostante ne soffra.
Ma, ricordiamoci di tutte le dannate volte in cui ci hanno SALVATO e permesso di godere, anche se per un secondo, di una gioia di questa tormentata vita.
giovedì 28 marzo 2019
per VOI.
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-scritto da Tea
Per voi anime scomposte, frastagliate, tagliate a pezzettini. Un giorno belli e bravi e forti e felici, il giorno dopo l'oblio, la ricerca di qualcosa che vi calmi, che vi stordisca, che plachi le ustioni emotive, che zittisca il dolore e la sofferenza. Per voi catturati dalla rabbia, con gli occhi persi e rossi come quelli dei conigli bianchi. Per voi che cercate disperatamente un appiglio, un modo per sentirvi vivi, per risvegliarvi dal torpore.
Per voi nemici dello specchio, che deforma la vostra immagine e distrugge ogni sentimento positivo nei vostri confronti. Per voi che ricercate la serenità in un flacone di psicofarmaci. O in una lotta compulsiva col cibo, migliore amico e peggior nemico.
Dentro di voi risiede una forza innata, autentica e primordiale. Un cuore buono, un anima pura, tartassata da sensi di colpa, rabbia e vergogna. Per voi che guardate le vite degli altri e ci trovate sempre qualcosa di migliore della vostra. Per voi che piangete lacrime amare ma al mattino vi alzate lo stesso, indossate una maschera e affrontate questa puttana chiamata vita.
Per voi che sapete ridere di gusto, che vi emozionate con una parola, un gesto, un sorriso. E allo stesso tempo vi lasciate distruggere da una parola non detta, un gesto non compiuto e un sorriso mancato. Per voi che l'altalena la volevate da piccini, ma ora la vivete giorno per giorno e vorreste solo scendere, perché vi fa venire il mal di testa.
Visualizzatevi come foste il mare. Agitato a volte in superficie, ma calmo in profondità. Le onde e il vento sono le difficoltà della vita, vi possono colpire e far annaspare ma cercate di mantenere l'equilibrio in profondità, non lasciatevi scalfire dalle turbolenze, da un cuore accelerato, da un amore finito, dalla paura che colora tutto di nero, dall'apatia che ci fa vedere il mondo grigio.
Visualizzatevi come una montagna, forte, stabile, solida. Esposta alle intemperie, alla pioggia, alla neve , al ghiaccio e poi ai timidi raggi del Sole.
Rimanete solidi, lucidi.
Visualizzatevi lago, che riflette tutto ciò che capita nelle nostre vite, bello o brutto, ci riporta in superficie ogni emozione primordiale.
Visualizzatevi fiore, germoglio.
prendetevene cura, innaffiatelo con l'amore, la pazienza, la fiducia. Crescerà e sboccerà, nella sua bellezza intrinseca, e tutti lo ammireranno.
Non lasciatevi abbattere da nessuno, non lasciate che nessuno definisca la vostra persona o vi attacchi un etichetta. Siamo anime spezzate, come matite. Ma possiamo temperare entrambe i lati spezzati , creare prospettive diverse e nuovi colori. Amatevi coi vostri pregi e soprattutto i vostri difetti, smussateli e levigateli come un artigiano con un pezzo di legno.
il sole cala ogni sera ma risorge più bello il giorno dopo.
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sabato 18 novembre 2017
DEDICATO A TE, proprio a ME.
Ci sono persone magiche che hanno il potere di squadernare tutti i file delle umane emozioni lasciando gli altri commossi, con il sole dentro.
Sovvertono le regole, hanno infinite premure che non vengono loro riconosciute e ti sbattono in faccia certe verità con grazia incosciente.
Si dicono codarde di fronte alle sfide della vita e poi tirano fuori un coraggio che nemmeno Gli Incredibili.
Pensano sempre di non essere all'altezza, di essere troppo imbranate, stupide ed incapaci per potercela fare.
E invece scalano le vette volando, come falchi, come aquile, senza neanche il fiatone.
Si credono inferiori.
Ci credono davvero, non lo fanno per posa.
Inferiori e deboli.
Invece sono MAGICHE. Sono invincibili.
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giovedì 3 novembre 2016
Il PESO del VUOTO.
Quasi non respiri, il tuo petto compresso da un peso inestimabile, che non sai come allontanare.
Anzi, ora lo sai, ma non riesci a farlo...ed ecco che il tutto pesa ancora di più.
Il tutto che ti sei mangiata abbuffandoti pesa ogni secondo di più, il nulla che hai falsamente colmato pesa sempre di più, l'immenso vuoto pesa sempre più.
Voglio respirare.
Voglio essere libera.
Voglio vivere.
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lunedì 11 aprile 2016
QUELLA parte di te.
Tutto ti fa schifo.
No, basta raccontarsi balle, sei tu che prima di tutto ti fai schifo. Il tuo comportamento ti fa schifo. Non riuscire a smettere ti fa schifo.
Fiondarti in cucina ogni notte, ogni giorno, ogni momento e divorare ció che trovi non sentendone nemmeno il sapore; affogarti di quello di cui senti la mancanza, solo utilizzando un sostituto, il cibo. Consolatore e giudice supremo al tempo stesso.
Chi ci sale più sulla bilancia?! E lo specchio? Da coprire.
Ma tu mangi, ma che dico mangi, butti giù tutto all'impazzata, non mastichi nemmeno.
Magari rinsavisci leggermente: vorresti piangere, liberarti..ma non ci riesci. Ed eccoti a riempirti le braccia di tutto ciò che ci sta. Corri in camera.
Una parte di te urla silenziosamente di aiutarti, di fermarti... Ma nessuno lo fa.
E ora il letto è pieno di briciole fin sotto le lenzuola.
E ora lo stomaco è pieno di tutto fuorché d'affetto, fin quasi alla gola.
E ora tu ti trovi in bagno e non si sa come ti sei seduta per terra e scrivi.
Forse perché una parte di te non vuol cedere ancora allo schifo.
No, basta raccontarsi balle, sei tu che prima di tutto ti fai schifo. Il tuo comportamento ti fa schifo. Non riuscire a smettere ti fa schifo.
Fiondarti in cucina ogni notte, ogni giorno, ogni momento e divorare ció che trovi non sentendone nemmeno il sapore; affogarti di quello di cui senti la mancanza, solo utilizzando un sostituto, il cibo. Consolatore e giudice supremo al tempo stesso.
Chi ci sale più sulla bilancia?! E lo specchio? Da coprire.
Ma tu mangi, ma che dico mangi, butti giù tutto all'impazzata, non mastichi nemmeno.
Magari rinsavisci leggermente: vorresti piangere, liberarti..ma non ci riesci. Ed eccoti a riempirti le braccia di tutto ciò che ci sta. Corri in camera.
Una parte di te urla silenziosamente di aiutarti, di fermarti... Ma nessuno lo fa.
E ora il letto è pieno di briciole fin sotto le lenzuola.
E ora lo stomaco è pieno di tutto fuorché d'affetto, fin quasi alla gola.
E ora tu ti trovi in bagno e non si sa come ti sei seduta per terra e scrivi.
Forse perché una parte di te non vuol cedere ancora allo schifo.
sabato 20 giugno 2015
PAURA. Ma un bel calcio nel sedere?
Paura. Rivincita.
Paura. Vittoria.
Paura. Fierezza.
Ce la sto facendo! No, sto sbagliando tutto.
Sto riacquistando ciò che avevo perso. Devo assolutamente tornare indietro, non posso perdere il controllo in questo modo.
Sto tornando alla vita. Aiuto, e poi? Cosa ne sarà di me? Non ce la posso fare... La sicurezza, ho bisogno di sicurezza.
Paura.
Ogni conquista, ogni passo avanti, ogni riappropriazione di una parte di noi stessi viene immediatamente contrastata dalla malattia.
Ma, riflettiamo un attimo, cosa dà forza alla malattia? LA PAURA.
Siamo così spaventati dai cambiamenti, dall'allontanamento da quel limbo che ci permette di non compiere scelte, di non correre rischi, di non rimanere delusi.
Ora però diamo un bel calcio nel sedere a quell'odioso dca che ci si piazza davanti impedendoci di vedere oltre.
Quel limbo ci permette di non compiere scelte ~ Quel limbo ci impedisce di compiere scelte. Ci immobilizza. Ci rende schiavi di un pensiero ossessivamente e solo apparentemente sicuro.
Quel limbo ci permette di non correre rischi ~ Quel limbo ci impedisce di metterci in gioco. Ci immobilizza. Ci rende schiavi di un pensiero ossessivamente e solo apparentemente sicuro.
Quel limbo ci permette di non rimanere delusi ~ Quel limbo ci impedisce di incorrere in emozioni, oltre che in delusioni, certamente: noi stessi ci sentiamo delusioni, rimanendo in quel limbo.
Non compiere scelte.
Non metterti in gioco.
Non rischiare di incorrere in delusioni.
Agisci d'anticipo! Annullati!
Tu? Ma se non esisti nemmeno!
Ma no, rimani qui con me, io sono tua amica. Siamo così affiatati ormai, siamo una cosa sola!
Ecco la voce della malattia. Ecco la voce di ciò che ci rende schiavi di un pensiero ossessivamente e solo apparentemente sicuro.Ecco la voce della paura.
Chi prova paura? Noi. In questo modo, chi dà forza alla malattia? Noi.
Dobbiamo arginare la paura. Dobbiamo provarci. Dobbiamo darle quel calcio nel sedere. Liberarcene.
Liberarcene per poter respirare. Senza respirare non si vive.
Non diamogliela vinta.
Paura. Vittoria.
Paura. Fierezza.
Ce la sto facendo! No, sto sbagliando tutto.
Sto riacquistando ciò che avevo perso. Devo assolutamente tornare indietro, non posso perdere il controllo in questo modo.
Sto tornando alla vita. Aiuto, e poi? Cosa ne sarà di me? Non ce la posso fare... La sicurezza, ho bisogno di sicurezza.
Paura.
Ogni conquista, ogni passo avanti, ogni riappropriazione di una parte di noi stessi viene immediatamente contrastata dalla malattia.
Ma, riflettiamo un attimo, cosa dà forza alla malattia? LA PAURA.
Siamo così spaventati dai cambiamenti, dall'allontanamento da quel limbo che ci permette di non compiere scelte, di non correre rischi, di non rimanere delusi.
Ora però diamo un bel calcio nel sedere a quell'odioso dca che ci si piazza davanti impedendoci di vedere oltre.
Quel limbo ci permette di non compiere scelte ~ Quel limbo ci impedisce di compiere scelte. Ci immobilizza. Ci rende schiavi di un pensiero ossessivamente e solo apparentemente sicuro.
Quel limbo ci permette di non correre rischi ~ Quel limbo ci impedisce di metterci in gioco. Ci immobilizza. Ci rende schiavi di un pensiero ossessivamente e solo apparentemente sicuro.
Quel limbo ci permette di non rimanere delusi ~ Quel limbo ci impedisce di incorrere in emozioni, oltre che in delusioni, certamente: noi stessi ci sentiamo delusioni, rimanendo in quel limbo.
Non compiere scelte.
Non metterti in gioco.
Non rischiare di incorrere in delusioni.
Agisci d'anticipo! Annullati!
Tu? Ma se non esisti nemmeno!
Ma no, rimani qui con me, io sono tua amica. Siamo così affiatati ormai, siamo una cosa sola!
Ecco la voce della malattia. Ecco la voce di ciò che ci rende schiavi di un pensiero ossessivamente e solo apparentemente sicuro.Ecco la voce della paura.
Chi prova paura? Noi. In questo modo, chi dà forza alla malattia? Noi.
Dobbiamo arginare la paura. Dobbiamo provarci. Dobbiamo darle quel calcio nel sedere. Liberarcene.
Liberarcene per poter respirare. Senza respirare non si vive.
Non diamogliela vinta.
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venerdì 10 aprile 2015
Diamo voce all'urlo soffocato in noi. - "Che odio ed amo in egual misura..."
Pensieri, parole, animi stanchi.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
-inviato da Valeaiutobau
Ieri sera mia madre si è ubriacata di brutto e mi ha vomitato addosso tutta la sua rabbia, mi ha tirato oggetti, insultato e soprattutto mi ha detto che devo andarmene da quella casa perché è la sua e mai mi consentirà di prendere la parte che era destinata a me! Sono uscita in macchina e mi sono portata un tubo lungo di plastica e la mia coperta preferita...volevo solo farla finita...accendere la macchina, chiudere bene i finestrini e addormentarmi...ma non sono stata capace di fare neanche quello e sono tornata indietro, ho vegliato mia madre che nel frattempo si era chiusa dentro la cuccia del cane ed ho impedito a mio padre di chiamare l'autoambulanza per portarla via.
La mia vita è un totale fallimento...sono ormai vecchia e non sarò mai felice.
Ora oltre al mio fidanzato che è veramente la mia ancora di salvezza ho accanto a me il cibo, che odio ed amo in egual misura...che mi ha ridotto a quella che sono e mi ha fatto compagnia in 1000 occasioni...lo odio ma non posso farne a meno e penso che prima o poi mi porterà alla tomba.
Più passano i giorni e più mi chiudo in me stessa ed arrivata a 31 anni ho paura che non si tornerà più indietro!
Io non sono bulimica perché non sono mai riuscita a dare di stomaco, ma sono capace di mangiare come 3 persone, fino ad essere costretta a dormire seduta per riuscire a respirare.
Ma anche voglia di riscatto, di respiro, di vita.
Ieri sera mia madre si è ubriacata di brutto e mi ha vomitato addosso tutta la sua rabbia, mi ha tirato oggetti, insultato e soprattutto mi ha detto che devo andarmene da quella casa perché è la sua e mai mi consentirà di prendere la parte che era destinata a me! Sono uscita in macchina e mi sono portata un tubo lungo di plastica e la mia coperta preferita...volevo solo farla finita...accendere la macchina, chiudere bene i finestrini e addormentarmi...ma non sono stata capace di fare neanche quello e sono tornata indietro, ho vegliato mia madre che nel frattempo si era chiusa dentro la cuccia del cane ed ho impedito a mio padre di chiamare l'autoambulanza per portarla via.
La mia vita è un totale fallimento...sono ormai vecchia e non sarò mai felice.
Ora oltre al mio fidanzato che è veramente la mia ancora di salvezza ho accanto a me il cibo, che odio ed amo in egual misura...che mi ha ridotto a quella che sono e mi ha fatto compagnia in 1000 occasioni...lo odio ma non posso farne a meno e penso che prima o poi mi porterà alla tomba.
Più passano i giorni e più mi chiudo in me stessa ed arrivata a 31 anni ho paura che non si tornerà più indietro!
Io non sono bulimica perché non sono mai riuscita a dare di stomaco, ma sono capace di mangiare come 3 persone, fino ad essere costretta a dormire seduta per riuscire a respirare.
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